Il Fondo sostegno affitti della regione Lombardia esclude le fasce di reddito più basse

«Il limite di accesso al contributo, fissato a 4.000 euro – spiega Silvana Brenna, segretaria provinciale Sunia –  taglia fuori dal bando le fasce di reddito al limite della povertà, come ad esempio i pensionati con il trattamento minimo o la pensione sociale, e i lavoratori dipendenti in cassa integrazione o disoccupati»

La crisi economica  e la perdita di valore reale dei redditi sta aumentando le difficoltà di molti nuclei familiari ad accedere ai bisogni primari, tra questi la casa. Sunia denuncia una situazione che negli ultimi quattro anni si è realmente aggravata. In particolare, in tempi in cui sofferenze e difficoltà aumentano, il sindacato giudica inefficace il Fondo sostegno affitti della Lombardia: «Il limite di accesso al contributo, fissato a 4.000 euro – spiega Silvana Brenna, segretaria provinciale Sunia –  taglia fuori dal bando le fasce di reddito al limite della povertà. Sappiamo che le risorse non sono molte, vogliamo però una risposta immediata a quella che è un’emergenza vera e propria. Chiediamo in tal senso risorse aggiuntive per far fronte a un bisogno reale ed inestinguibile». Un altro aspetto da rivedere, secondo Sunia, riguarda il modello Isee, sempre meno efficace a rispondere alla domanda dei bisogni: «Non solo per il fondo affitto, ma per l’insieme delle prestazioni socio – assistenziali – commenta Brenna – l’attuale modello, necessario per erogare bonus e contributi altera spesso la fotografia reale dei redditi dei richiedenti. È necessario avviare la fase di revisione del modulo, con il coinvolgimento delle parti sociali in un incontro specifico».

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