Celeste Grossi per Andrea Di Stefano

siniostraCeleste Grossi sostiene la candidatura di Andrea Di Stefano alle primarie del centrosinistra del 15 dicembre e dichiara di aver scelto di votarlo «perché è di sinistra. Perché è convinto che la sanità debba rimanere pubblica, che i soldi pubblici debbano essere investiti nella scuola pubblica, che la Regione debba investire nei beni comuni e intervenire a sostegno delle produzioni sostenibili e dell’occupazione». Leggi il testo dell’appello al voto.

«Andrea Di Stefano è candidato alle Primarie del centrosinistra in Lombardia che si svolgeranno sabato 15 dicembre. Ho scelto di votarlo, di supportarlo e di chiedere ad altre e altri di votare per lui perché sono convinta del suo progetto politico attento alla sostenibilità ambientale, economico e sociale. Ho scelto di votarlo perché la sua idea di cittadinanza attiva coniuga e intreccia polis e politica. Ho scelto di votarlo perché è di sinistra. Perché è convinto che la sanità debba rimanere pubblica, che i soldi pubblici debbano essere investiti nella scuola pubblica, che la Regione debba investire nei beni comuni e intervenire a sostegno delle produzioni sostenibili e dell’occupazione. Perché con lui il cambiamento urgente e necessario in Lombardia può trasformarsi in utopia concreta. Sono convinta che per uscire dalla crisi ambientale, economica, sociale, etica e antropologica e per costruire un mondo migliore bisogna ripartire da dove viviamo. È dove viviamo che possiamo trovare gli strumenti per affrontare insieme le difficoltà del nostro tempo e coltivare la speranza in una vita migliore per tutti, per tutte. È dove viviamo che possiamo trovare la forza di vincere le paure per vivere bene, in pace e con fiducia.

Abbiamo visto in Lombardia, in Italia e nel mondo, la destra, incapace e corrotta, all’opera. Abbiamo nel cuore l’angoscia per un futuro che non abbiamo deciso e che non possiamo accettare. Abbiamo visto l’intreccio micidiale tra potere, danaro e violenza. Poveri sempre più poveri, vite cui non si riconosce valore. Egoismo pubblico e infelicità privata. La crisi del capitalismo ci ha trascinati in una guerra globale che i violenti e i potenti combattono contro di noi. Non possiamo accettarlo. Dobbiamo assumerci oggi la responsabilità del cambiamento. Cominciamo a cambiare la nostra regione. Trasformiamo la Lombardia in un territorio della pace, dell’accoglienza, dei diritti. Perché l’acqua, l’aria, la salute, l’istruzione, i saperi, il lavoro, la casa non sono merci ma diritti. E iniziamo da qui, dalla nostra regione». [Celeste Grossi]

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