Inizia la discussione per l’adesione al Coordinamento comasco per la Pace

sala consiliare comoDopo le elezioni il Comune di Como terminerà la discussione sull’adesione all’organizzazione pacifista comasca, durante il Consiglio di lunedì 11 febbraio è stato approvato il Regolamento dei controlli interni

Nomine nelle partecipate

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 11 febbraio l’argomento principale è stato le nomine nelle partecipate. La polemica è data dalla poca presenza femminile (un intervento anche sul nostro blog). Laura Bordoli, Gruppo misto, ha letto un curriculum vitae, senza dire il nome, di una candidata che non è stata nominata che ha collaborato con Asm e insegna alla Bocconi, «vogliamo dire che non c’erano curricula di donne qualificati?» ha chiesto retoricamente. «Che qualcuno abbia detto di essere stato chiamato da un suo amico, mi lascia perplesso» ha aggiunti, riferendosi ad alcune affermazioni riportate dalla stampa, Marco Butti, Gruppo misto. La scelta del primo cittatino è stata difesa dalla consigliera Andrée Cesareo, Pd, «sei su venticinque sono comunque il 25 per cento», che ha poi invitato a vedere quante erano le candidate femminili e concluso che per vedere l’impegno verso le pari opportunità della Giunta Lucini: «Basta guardare il tavolo della Giunta, la segretaria generale e la capo di gabinetto». Lo stesso sindaco, intervenuto, ha dichiarato che l’accusa fa sorridere.

Varie

Luigi Nessi, capogruppo Paco-Sel, ha voluto porre attenzione sul tema del lavoro, ricordando un suicidio di un disoccupato a Trapani così come i piccoli imprenditori del nord indebitati perché il: «Lavoro non è solo dar da mangiare alla propria famiglia, ma è la dignità». Luca Ceruti, M5S, è intervenuto chiedendo la sistemazione dell’illuminazione pubblica in via Borgovico e via Bellinzona, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto nuovamente la sistemazione della temporizzazione del semaforo fra via S. Giacomo e via Bellinzona. Il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese si è lamentato nuovamente de La diretta con il sindaco sul sito de La Provincia per la mancanza di contraddittorio e ha chiesto verifiche sul crollo del muro della darsena e i lavori per la posa dell’impianto di condizionamento dell’Hotel Palace. Secca la replica del capogruppo del Pd Stefano Legnani che ha smentito ogni eventuale rapporto fra i due avvenimenti, i mezzi per i lavori al Palace sarebbero passati da piazza Cavour e non sul ponte della darsena, e stigmatizzato: «Un certo modo di fare politica su affermazioni non veritiere non provate».

Regolamento dei controlli

Con l’inizio della seduta è così ripresa la discussione sul Regolamento dei controlli interni ai sensi della Legge n. 213/12, che comporta modifiche anche al Regolamento di contabilità. Una proposta emendata dalla maggioranza e dalla Giunta, per la correzione di alcuni errori formali. Bocciati gli emendamenti proposti dalle minoranze, da Bordoli e dal capogruppo del Pdl Francesco Scopelliti, il provvedimento e le modifiche sono passati con il voto compatto della maggioranza, l’astensione di Adesso Como, M5S e Lega,  e quello contrario di Gruppo misto e Pdl. «Probabilemtne senza questo Regolamento il Consiglio sarebbe stato sciolto – ha detto Scopelliti lamentandosi del fatto che questa possibilità sia stata sottaciuta e attaccando la maggioranza – il cui silenzio maggioranza mortifica l’Assemblea». Pochissimi infatti gli interventi dai banchi dei sostenitori della Giunta. Uno sgarbo è stato rilevato dal capogruppo della Lega Alberto Mascetti: «Non mi è piaciuto che non sia stato neanche dato un parere di Giunta sull’emendamento proposto dalla consigliera Bordoli».

Pace

Si è così passati alla delibera di adesione della città capoluogo al Coordinamento comasco per la Pace e al Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e per i Diritti umani presentata da Italo Nessi. Il rappresentante di Como civica ha ricordato come in un periodo di drammatici tagli a tutti i capitoli di spesa del Governo nazionale quello per la difesa «sia stato toccato in maniera irrisoria». Ha quindi descritto il Coordinamento nazionale, di cui ha già fatto parte in passato, e quello Comasco per la Pace, «una caratteristica unione di enti locali e associazioni», e la sua molteplice attività sul territorio, non nascondendo che sia una realtà «perfettibile». «La Pace non è né di destra, né di sinistra, è trasversale» ha dichiarato ricordando l’esperienza passata come medico in Africa. Nello specifico ha anche annunciato l’importo di spesa annuale 13mila euro per quello comasco (la quota è data dal numero di abitanti dell’ente che aderisce) e 1.000 per quello nazionale. Il presidente della Commissione competente, Giorgio Selis, Como civica, ha poi annunciato un emendamento della stessa Commissione, dove la proposta di delibera è passata all’unanimità, per chiarire il pagamento della quota al Coordinamento con sede a Fino Mornasco perché: «Può essere pagata sia in servizi che in denaro».

Iniziato il dibattito «qualche perplessità» è stata espressa da Butti, che ha riconosciuto le iniziative meritorie del Coordinamento comasco, per ultima quella sul generale Dalla Chiesa, ma ha formulato riserve sull’operato del Coordinamento nazionale che ha perso d’incisività e «sembra focalizzato solo sulla Marcia per la Pace Perugia-Assisi».

Data l’ora la seduta è stata poi sospesa e la discussione riprenderà con la prima Assemblea dopo le elezioni politiche e regionali. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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