Civismo e cittadinanza attiva con Amo la mia città

amomoltrasioUna cinquantina di persone hanno partecipato all’incontro di Amo la mia città su Forze civiche e debolezze politiche: partecipazione, rappresentanza e democrazia. Agli interventi di Andrea Di Stefano, Corrado Valsecchi, Darko Pandakovic, Danilo Lillia, moderati da  Gisella Introzzi, è seguito il dibattito. Guarda su Altracomo il video della serata.

Dopo l’introduzione di Massimiliano Mondelli, presidente dell’associazione, la parola è passata ai quattro relatori, chiamati ad intervenire sui diversi temi lanciati da Gisella Introzzi e dal resto del pubblico. Dai motivi del fallimento alle recenti elezioni regionali, passando per origini e prospettive del fenomeno delle liste civiche, tanti sono stati i punti  toccati nel dibattito: per Andrea di Stefano «il cambiamento non è arrivato in Regione perché il modello Pisapia non ha funzionato al di fuori delle città», proponendo poi come soluzione il «tornare a parlare con la gente, con proposte politiche credibili». Opinione condivisa anche da Corrado Valsecchi, che ha ricordato l’esperienza positiva della lista Appello per Lecco, oltre ad insistere sull’esigenza di far compiere alla “cittadinanza attiva” un nuovo salto di qualità, connettendo le varie realtà e portandole al di fuori delle comunità d’origine. Un’obiettivo, questo riportato, fatto proprio dalla neonata Rete del civismo lombardo, di cui lo stesso Valsecchi è tra i promotori.

Gli interventi di Darko Pandakovic e di Danilo Lillia hanno riguardato tra l’altro i rapporti da tenere con i partiti tradizionali. «I  soggetti civici sono tali quando affrontano problemi concreti e ne studiano soluzioni – ha detto l’ex sindaco di Brunate- cosa che i vecchi soggetti non fanno più, come dimostrato dalla campagna per Umberto Ambrosoli». Lillia ha ricordato la novità delle civiche rispetto ai vecchi soggetti istituzionali, soprattutto quando questi devono affrontare una crisi di legittimità così forte presso gli stessi cittadini, verso cui «è necessaria una nuova forma di democrazia, partendo dalla partecipazione e non da una rappresentanza che ha esaurito il suo compito».

Appiattimento sul passato, “soffocamento” della carica innovativa delle civiche e loro “trasformazione” in similpartiti: questi sono stati alcuni dei pericoli individuati. Lo stesso Di Stefano ha testimoniato come tali difetti abbiano influito pesantemente nelle regionali di fine febbraio, mentre gli altri relatori hanno individuato nella necessità di avere una visione ” diversa” del futuro il modo per favorire un reale cambiamento.

Numerose le riflessioni provenienti dal pubblico, come le richieste di maggiore coinvolgimento nelle singole persone, l’attenzione ai problemi concreti del territorio e la necessità di trovare elementi di unione tra le varie realtà. Tra gli intervenuti c’è stato anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Luca Ceruti, che ha spiegato il percorso scelto dal M5s, simile per impegno e obiettivi a tante esperienze “civili” nonostante l’immagine di semplice protesta.

In conclusione Gisella Introzzi e gli ospiti hanno fatto proprie le problematiche espresse dalla platea, sottolineando anche le difficoltà incontrate nel cambiare un apparato immobile, da inquadrare comunque in un percorso politico appena iniziato. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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