Pic 006 (1)Scarto: inteso come rifiuto, destinato a essere buttato. Riferito a persona, emarginata o considerata estranea alla società. Interpretato come gap culturale, diversità nata dall’incontro tra due civiltà. Le foto (più di venti) vincitrici esposte domenica 7 luglio al centro giovanile La Pineta hanno raccontato il senso di un concorso ideato da tre ragazzi, armati solo di buona volontà

Il progetto è nato qualche mese fa nella mente di Silvia Mascheroni, Ester Molteni e Diego Longoni. All’origine, la passione per la fotografia e il desiderio di rianimare spazi della città non utilizzati a dovere, come il centro giovanile La Pineta di Sagnino dove sono state esposte le foto vincitrici. Una volta presa la decisione, è cominciato il tam tam su facebook. «In poco più di un mese ci sono arrivate cento immagini – ha raccontato Silvia – abbiamo scelto quelle che secondo noi raccontavano le storie più interessanti». Scatti di povertà, emarginazione e abbandono, nascosti fra le pieghe della nostra società, troppo a lungo ignorati. Racconti di luoghi vicini come Consonno, la famosa “città fantasma”, e l’ex ospedale psichiatrico San Martino. Oppure lontani come la Palestina e la Bulgaria. Immagini che nascondono dietro le apparenze storie di affetti e fallimenti. Un passato che si scontra con il presente e il futuro. Unico filo conduttore: lo scarto, in ogni sua declinazione. «Abbiamo deciso di chiamare così il concorso e abbiamo chiesto di accompagnare a ogni scatto una spiegazione, così da contestualizzarla e comprendere al meglio la scelta artistica».
Intorno alle foto, giocoleria, break dance, percussioni e sorrisi, grazie anche alla partecipazione del laboratorio della Parada par tücc,  Una giornata conviviale e di festa, l’ideale per concludere in bellezza un’ idea ben riuscita. «In internet abbiamo scritto: sgradito abito elegante, indossate il vostro sorriso migliore. Ci hanno ascoltato e sono venuti in tanti», ha commentato Silvia. Circa un centinaio di persone hanno infatti curiosato tra la mostra, mangiando un piatto di cous cous e ascoltando la musica di Samuele Fortunato e del succesivo dj set.
La mostra resterà allestita presso il centro e si affiancherà a un’altra serie di foto che racconteranno il viaggio in Palestina compiuto da alcuni ragazzi l’estate scorsa.Fra le brevi presentazioni scritte dietro le immagini, una ragazza ha deciso di inserire una frase del pittore francese Camille Pissarro: «Beati coloro che vedono cose belle in luoghi umili dove altri non vedono nulla». Qui sta la bellezza di questi scatti:  mostrare come in alcuni casi, solo attraverso lo scarto, si riesca a vedere il mare [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

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1 pensato su “Lo scarto in uno scatto

  1. LO SCARTO…Non è mai troppo tardi per essere un rifiuto,la vita ci riserva tante sorprese,basta vedere Napoleone,………

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