La sostenibilità ecologica oggi

tozzipatelliVenerdì 4 ottobre, alla Darsena di viale Geno a Como, si è tenuto un incontro con Mario Tozzi, autore del libro Pianeta terra ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo [Rizzoli 2012, 180 pagg. 16 euro]. La serata è stata organizzata da Ecologisti e civici Como, Proteus, Legambiente, Wwf, Lega Consumatori, Comitato rive di Laglio, Forum nazionale salviamo il paesaggio, Altrofuturo, Verdi ambiente e società.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Elisabetta Patelli, responsabile dei Verdi della Lombardia e organizzatrice della serata, che ha illustrato l’iniziativa: il dissesto idrogeologico è un problema importante anche nella zona di Como, tuttavia i problemi ecologici non costituiscono una priorità nell’agenda politica, in quanto c’è consapevolezza, ma non senso di responsabilità per i danni inflitti all’ambiente. I dissesti aumentano a velocità impressionante, con conseguenti ingenti spese per porre rimedio ai problemi: in un simile contesto, anche di crisi economica, la riconversione ecologica è importante anche in quanto offre nuovi posti di lavoro. Secondo Patelli si tratta di un problema culturale del paese e pertanto ritiene che sia necessario incontrarsi per parlare insieme di tali tematiche: ecco la ragione alla base dell’incontro con Mario Tozzi, grande comunicatore, ambientalista doc con solida cultura scientifica.

Tozzi ha esordito parlando del tema delle paratie di Como, interrogandosi sul perché difendersi dalle acque utilizzando un simile strumento. Per comprendere le ragioni, è partito da quando 5 milioni di anni fa, in seguito a cataclismi, l’uomo ha cominciato a differenziarsi dalle scimmie in quanto parte delle foreste in cui viveva si è trasformata in savana, ed è stato costretto a scendere dagli alberi e difendersi dai predatori, a cacciare e a coltivare la terra.

Oggi, secondo Tozzi, siamo portati a considerare l’uomo un super-predatore, ma cosa lo ha resto tale?

tozziCosa distingue veramente l’uomo dagli animali? La coscienza di sé? La capacità di modificare l’ambiente per i propri scopi? Il linguaggio? Pur essendo tutti aspetti notevoli, secondo Tozzi ciò che distingue l’uomo dagli animali è la tendenza ad accumulare: considerando la vita secondo uno schema a piramide, l’uomo si sente il culmine dell’evoluzione, libero di sfruttare l’ambiente a suo piacimento, anche e soprattutto per interessi economici. Ma il benessere del mondo occidentale è possibile solo perché altre zone del pianeta vivono in condizioni disagiate: se in Cina consumassero la stessa quantità di carne che consumano negli Stati Uniti, ne servirebbero 50 milioni di tonnellate. Il benessere di una parte è determinato dal malessere dell’altra.

L’uomo consuma, accumula, ma non ricicla niente, mentre gli animali non producono rifiuti che la natura non sappia riciclare.

Le paratie di Como, le bocche di porto di Venezia, il ponte sullo stretto: opponendosi a tali opere a livello locale è possibile influire a livello nazionale. Già il semplice fatto di optare per i pannelli solari per il riscaldamento delle abitazioni può avere un impatto significativo in un contesto più ampio. Come ha ricordato lo stesso geologo, le risorse si esauriscono, ma noi non abbiamo la percezione del ritmo al quale si consumano.

All’intervento di Tozzi è seguito un dibattito che ha evidenziato grande interesse per le tematiche trattate. [Roberta Altamura, ecoinformazioni]

 

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