Como in marcia per la Pace

banduere paceIl sindaco Mario Lucini, il presidente del Consiglio comunale di Como Franco Fragolino e Marta Abinti, presidente del CcP, sono tra i primi firmatari dell’appello Insieme per la pace. Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni, diffuso il 25 ottobre dal Comitato promotore della Perugina-Assisi. Leggi nel seguito del post il testo dell’Appello. Per aderire info@perlapace.it. 

Perugia-Assisi

Insieme per la pace

Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni

 Appello

 Ci stanno togliendo la pace. Troppe persone precipitano nella povertà e nella disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo. Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre. Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.

Non c’è pace senza diritti umani. Lo sa bene chi non riesce a trovare lavoro, chi non ha cibo e acqua a sufficienza, chi non può curarsi come dovrebbe. Il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali crea tensioni, conflitti, disuguaglianze e insicurezza. E finisce per togliere la pace anche a chi pensava di averla.

La pace è un diritto. Un diritto umano fondamentale delle persone e dei popoli. E come tale deve essere riconosciuto da tutti. Tutti abbiamo il diritto di vivere in pace e per questo obiettivo abbiamo il dovere di lavorare insieme.

La pace è un bene comune indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno. L’illusione di riuscire a difendere la nostra “pace” ignorando quella degli altri è pericolosa. Non ci sono più i “fatti nostri” e quelli “degli altri”. Noi siamo parte di una comunità europea, mediterranea e mondiale. Contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutti e alla soluzione delle grandi sfide comuni che incombono è un nostro dovere e un nostro interesse. Ma noi cosa possiamo fare?

Serve più responsabilità personale. La crisi della politica e delle istituzioni ci lascia sempre più soli davanti a problemi sempre più gravi e complessi. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo essere disponibili a fare la nostra parte. Partire da noi, da quello che possiamo fare in prima persona, nell’ambito delle nostre possibilità, ci consente di esigere con ancora più forza e autorevolezza il cambiamento che è sempre più urgente.

La pace comincia dalle nostre città-mondo. Il nostro impegno per la pace deve crescere innanzitutto nei luoghi dove viviamo tutti i giorni, nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle nostre città. Deve essere concreto, aperto e costruttivo. E’ qui, nelle città-mondo, dove comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di costruttori della pace. E’ qui che dobbiamo agire per rinsaldare l’agenda interna con quella internazionale. Ciascuna delle nostre città deve diventare un laboratorio di quel cambiamento che invochiamo per il mondo intero. Costruiamo insieme le città della pace e dei diritti umani.

Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace. La cultura che respiriamo è ancora oggi una cultura di guerra, intrisa di individualismo, egoismo e indifferenza. Per questo, prima di tutto, dobbiamo educarci ed educare alla giustizia e alla pace, alla nonviolenza e ai diritti umani. Tutti si devono sentire corresponsabili di questo sforzo. Abbiamo bisogno di diffondere e consolidare un’altra cultura, un’altra scala di valori, un’altra idea della pace lontana da ogni atteggiamento di rinuncia, accomodamento e utilitarismo. Abbiamo bisogno di costruire un’informazione e una comunicazione pubblica di pace, libera da lacci economici e politici, attenta alla vita reale delle persone e dei popoli, dell’Europa e del mondo. Investire sui giovani e sulla loro formazione, consentirgli di essere parte attiva della comunità “glo-cale” e del cambiamento epocale che stiamo vivendo, non è solo un’opportunità per tutti ma un dovere primario.

Non c’è pace senza una politica di pace. Molti problemi sono fuori dalla nostra portata. Ma quello che non possiamo fare in prima persona lo può e lo deve fare il nostro paese, l’Italia e l’Europa. L’Italia e l’Europa devono essere pienamente consapevoli delle sfide che ci investono a partire dal Mediterraneo e dal vicino Oriente e devono alimentare una politica di pace e fratellanza, di disarmo e cooperazione fondata sulla promozione dei diritti umani. Una politica coerente con il progetto iscritto nella nostra Costituzione e nelle carte fondamentali dell’Europa e delle Nazioni Unite. L’assenza di questa politica, il ripiegamento dell’Italia e dell’Europa ci stanno esponendo a seri pericoli e ci stanno facendo perdere grandi opportunità. Ma noi non ce lo possiamo permettere. Una fase della nostra storia deve essere chiusa per cominciarne un’altra. Costruirla dal basso è un dovere che ci dobbiamo e vogliamo assumere. Facciamolo insieme!

PerugiAssisi. Dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni. Molte volte abbiamo camminato insieme da Perugia ad Assisi per la pace e i diritti umani. Oggi più che mai abbiamo bisogno di trasformare quel gesto in un impegno quotidiano. Camminare insieme, giorno dopo giorno, darà forza e valore politico all’impegno personale e alla testimonianza di ciascuno. Il popolo della PerugiAssisi, una vasta rete di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali, deve farsi sentire con più continuità, competenza e profondità, agendo insieme con una strategia comune.

Perugia, 25 ottobre 2013

Invia la tua adesione all’Agenzia della pace, via della viola 1 (06100) Perugia, Tel. 335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 email: info@perlapace.ithttp://www.perlapace.it

 Segue l’elenco delle prime adesioni raccolte in più di 100 città italiane:

 Agostino Manenti, Vaiano Cremasco (CR)

Alessandra Rastello, Sarzana (SP)

Alessandro Ciotoli, Ceccano (FR)

Alessio Pascucci, Cerveteri (RM)

Alfonso Colombatti, Aviano (PN)

Aluisi Tosolini, Parma

Andrea Campinoti, Certaldo (FI)

Andrea Ferrari, Lodi

Angelo Cifatte, Genova

Anna Campofreda, Marcianise (CE)

Anna Maria Vallicelli, Predappio (FC)

Anna Milvia Boselli, Padova

Antonio Armenante, Cava de Tirreni (SA)

Antonio Curedda, Stradella (PV)

Antonio Oldani, Sedriano (MI)

Antonio Papisca, Padova

Antonio Ruggieri, Campobasso

Antonio Spignolo, Messina

Barbara Drago, Sant’Elpidio a mare (FM)

Brunella Massenzio, Matera

Chiara Venturi, Predappio (FC)

Cristina Gasperini, Fauglia (PI)

Daniele Mariani, Grottammare (AP)

Daniele Sordoni, Senigallia (AN)

Davide Patuelli, Faenza (RA)

don Aldo Antonelli, Avezzano (AQ)

don Carlo D’Antoni, Siracusa

don Luigi Ciotti, Torino

don Marco Tenderini, Cernusco Lombardone (MI)

don Mario Costalunga, Vicenza

don Nicola Lombardi, Caserta

Donato Di Criscio, Campobasso

Elisa Marincola, Roma

Emanuele Giordana, Roma

Enrico Paissan, Trento

Enrico Pusceddu, Samassi (VS)

Enzo Nucci, Nairobi

Ernesto Galbusera, Besana Brianza (MB)

Eugenio Govoni, Budrio (BO)

Fabio Poggi, Modena

Fabrizio Magazzini, Agliana (PT)

Federica Curzi, Macerata

Federica Torcolacci, Riccione

Filippo Trippanera, Firenze

Flavio Lotti, Perugia

Francesca Saccarola, Bari

Francesca Valentini, San Venanzo (TR)

Francesco Cavalli, Riccione

Francesco Fragolino, Como

Gabriele Mattiuzzo, Treviso

Gabriella Stramaccioni, Roma

Gemma Tonucci, Saronno (VA)

Giovanni Cocciro, Cologno Monzese (MI)

Giovanni Ferronato, Castelfranco Veneto (TV)

Giuseppe Cangialosi, Verbania

Giuseppe Giulietti, Venezia

Giuseppe Guttadauro, Tavarnelle Val di Pesa (FI)

Giuseppina Gianfranceschi, Umbertide (PG)

Graziano Zoni, Firenze

Guido Barbera, Roma

Isabella Zuliani, Giavera del Montello (TV)

Ivano Venturelli, Marano sul Panaro (MO)

Juan Diego Catalano, Palermo

Katia Zattoni, Forlì

Leoluca Orlando, Palermo

Leopoldo Foglino, Alba (CN)

Luca Sticcotti, Bolzano

Luciano Scalettari, Milano

Luigi Sammarco, Spoleto (PG)

Marco Mascia, Padova

Marco Pezzoni, Cremona

Marco Vinicio Guasticchi, Perugia

Maria Luisa Moretti, Fiesole (FI)

Maria Russo, Acerra (NA)

Maria Silvana Fongo, Savigliano (CN)

Marina Beretta, Tavarnelle Val di Pesa (FI)

Marina Lazzarini, Borgo Maggiore San Marino

Mario Galasso, Rimini

Mario Lucini, Como

Marta Abinti, Como

Marta Ecca, Cagliari

Martina Michelusi, Thiene (VI)

Mattia Baglieri, Casalecchio di Reno (BO)

Maurizio Buzzani, Grosseto

Maurizio Mangialardi, Senigallia (AN)

Maurizio Sgarzi, Casalecchio di Reno (BO)

Michelangelo Casano, Biella

Michele Del Bolgia, Arezzo

Milena Fumarola, Cisternino (BR)

Moreno Pisano, Cagliari

Nicola Serini, Melfi (PZ)

Nicola Verdicchio, Padova

Norberto Crinelli, Ancona

Norma Naim, Caserta

Ombretta Morganti, Fermo

Padre Enzo Fortunato, Assisi (PG)

Padre Renato Kizito Sesana, Verona

Palmiro di Maria, Bagnacavallo (RA)

Paola Moro, Castelnuovo Magra (SP)

Pieraldo Bellano, Osnago (LC)

Piero Piraccini, Forlì-Cesena

Piero Tamburini, Bagnacavallo (RA)

Pietro Pertici, Pontedera (PI)

Raffaelo Saffioti, Palmi (RC)

Raymon Dassi, San Lazzaro di Savena (BO)

Remo Agnoletto, Badia Polesine (RO)

Renzo Angeli, Foligno (PG)

Riccardo Rizzo, Casarsa della Delizia (PN)

Rino Spedicato, Brindisi

Roberto Balzani, Forlì

Roberto Bombarda, Trento

Roberto Malinconico, San Felice a Cancello (CE)

Sabrina Caneva, Ovada (AL)

Sabrina D’Arenzo, Vezzano Ligure (SP)

Salvatore Cuoci, Casal di Principe (CE)

Salvatore Piconese, Uggiano La Chiesa (LE)

Sara Visintin, Rimini

Savino Pezzotta, Bergamo

Sestilio Dirindelli, Tavarnelle Val di Pesa (FI)

Silvana Dotti, Sinalunga (SI)

Stefania Bonaldi, Crema

Stefano Aicardi, Reggio Emilia

Stefano Del Cont Bernard, Aviano (PN)

Severino Saccardi, Firenze

Teresa Tombesi, Donoratico (LI)

Tilde Rovigatti, Aprilia (LT)

Tiziana Prezio, Roggiano Gravina (CS)

Valeria Savoca, Codogno (LO)

Valeriano Tascini, Marsciano (PG)

Vanessa Camani, Abano Terme (PD)

Vito Telesca, Potenza

Vittoriano Solazzi, Ancona

Youssef Salmi, Novellara (RE)

1 thought on “Como in marcia per la Pace

  1. La pace va creata anche non destabilizzando il tessuto sociale con leggi impopolari e gli amministratori devono essere consapevoli del momento in cui tutti o molti stanno soffrendo per varie cause…

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: