Sei senza dimora? Allora sei il benvenuto!

accoglienzaDal primo dicembre è attivo il progetto Emergenza freddo a Como, che terminerà il 30 marzo prossimo. Per il terzo anno consecutivo molti enti e associazioni si sono accodati ai capifila Caritas e Croce rossa, siglando un accordo verso un obiettivo comune:  dare un posto letto alle persone senza dimora per evitare che trascorrano la notte in strada durante i mesi invernali.

A Como circa 250 persone hanno come “casa” un’automobile, l’entrata di una chiesa, strutture abbandonate.  A questa situazione viene incontro il ventaglio di servizi che sono indirizzati alle persone emarginate o in condizione di grave difficoltà. Queste possono usufruire del dormitorio annuale, della struttura di accoglienza Ozanam, dell’ambulatorio medico, della mensa serale e giornaliera, dello sportello di ascolto e orientamento, oltre che giovare della compagnia dei volontari e operatori che fanno uscite serali con lo scopo di offrire vicinanza relazionale e orientamento ai servizi.

Purtroppo a causa della situazione economica e delle scelte compiute dai governi degli ultimi anni le risorse dello Stato destinate agli enti locali, primi soggetti attivi nelle politiche sociali, sono drammaticamente diminuite, limitando così aiuti ai cittadini e lasciando le persone più fragili a gestire la sopravvivenza in solitudine.

Gli anni scorsi, come luogo per far pernottare le persone senza dimora, venivano predisposti dall’Associazione nazionale degli alpini e dalla Croce rossa strutture mobili (tendone) situati in uno spazio all’aperto vicino alla Basilica di S.Abbondio. Quest’anno invece c’è una grande novità! La Caritas ha individuato una struttura immobile in disuso, situata in via Sirtori 3 all’interno del Centro pastorale Cardinal Ferrari, che nei mesi scorsi è stata ristrutturata apposta per l’occasione.

La struttura è molto spaziosa: consta di un ingresso cui segue una lunga veranda che dà su un cortile interno; c’è un grande spazio che era una palestra e due salette più piccole, entrambi attrezzati di bagni e docce. A ognuno di questi locali è stata assegnata una funzione e organizzata di conseguenza. Nella “palestra” sono stati sistemati trenta letti, destinati ai più numerosi uomini, le donne le quali invece non superano la decina: dormiranno in due salette più piccole. La mattina nella veranda si dispongono i tavoli per la colazione e il cortile interno accoglie le cucce per gli amici a quattro zampe che accompagnano gli ospiti.

Le persone che desiderano accedere alla struttura si rivolgono al servizio  di Porta aperta della Caritas, in via Tatti 18 a Como e aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 11.

I futuri ospiti vengono iscritti in una lista d’attesa e ricevono un tesserino con i dati personali e il loro periodo di permanenza. Inoltre accettano l’osservanza di un regolamento per una serena convivenza di tutti.

Le persone che si presentano a Porta aperta rappresentano un gruppo molto eterogeneo sia per le origini (nordafricani, latinoamericani, italiani), per l’età (dai 19 ai 90 anni) e per le esperienze di vita alle spalle.

Per ultimi, ma non per importanza, ci sono i volontari. Quest’anno siamo (anche io sono una di loro) tantissimi, circa 400! Siamo ragazzi e ragazze universitari, siamo Scout, siamo volontari e volontarie più veterani e volontari neo-nati. Ecco gli enti e le associazioni che partecipano al progetto: Comune di Como, Caritas diocesana di Como, Ana -Protezione civile, Anpas – Associazione nazionale pubbliche assistenze – Comitato Provinciale di Como, Croce Bianca, Asci don Guanella, Associazione incroci – Mensa serale don Guanella, Ozanam, City Angels, Unità di strada, Associazione Punto di partenza, Gruppo universitari Insubria, Associazione nazionale carabinieri, Scout Agesci Como-Lecco-Sondrio, Scout Cngei, Protezione civile di Valmorea, Protezione civile solidarietà, Associazione nazionale giacche verdi, Protezione civile di Locate Varesino, Protezione civile di Mozzate e Corpo italiano di soccorso Ordine di Malta.

I nostri compiti sono molti e fondamentali per il buon andamento del servizio: oltre ad occuparci dell’accoglienza all’ingresso e controllare che gli ospiti siano muniti di tesserino valido, prendiamo in carico le loro esigenze, cerchiamo di creare un ambiente piacevole e colloquiale e a turni trascorriamo la notte in struttura fino alla mattina successiva.

Oltre a offrire un posto al riparo per la notte, il progetto ha in serbo un obiettivo più duraturo nel tempo: vuole permettere a queste persone di reintegrarsi nella società e nell’ambiente lavorativo.

Chiunque volesse fare una donazione per aiutare a sostenere i costi del progetto può farlo: conto corrente postale nr. 4878172 intestato Croce rossa italiana comitato provinciale di Como; conto corrente bancario IBAN IT37 B056 9610 9010 0002 0293 X91 intestato Croce rossa italiana comitato provinciale di Como, indicando come causale «progetto emergenza freddo».

Molti dicono che il mondo sia ingiusto. In effetti, vivendo da vicino certe situazioni, sembra che con alcuni non sia molto magnanimo. Nonostante questo credo che finché ci sono persone che agiscono per il bene di quelle che sono più in difficoltà, anche con tutti i suoi difetti questo mondo continuerà a girare nel verso giusto. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

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