Giorno: 2 Febbraio 2014

Assemblea/ Con Tsipras per un’altra Europa

tsipras-510-aUn folto gruppo di esponenti della sinistra lariana invita martedì 4 febbraio alle 20,45 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como all’assemblea L’Europa al bivio. Manifesto per un’altra Europa. Gli organizzatori dichiarano che la «serata vuole innanzitutto essere un momento di confronto sull’appello promosso da Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli, e Guido Viale, per una lista della società civile per le europee, che candidi Tsipras alla Presidenza della Commissione di Bruxelles.  Vorremo poi ragionare insieme su un possibile percorso di costituzione del comitato comasco di sostegno per la lista di cittadinanza alle elezioni europee». Presto on line su ecoinformazioni.

Invitano all’iniziativa: Mario Bianchi; Fausta Bicchierai; Francesca Cambria; Alberto Cano; Giuseppe Costingo; Enzo D’antuono; Silvia Dogliani; Luca Fonsdituri; Luca Frosini; Sandro Giana; Cecilia Liveriero Lavelli; Massimo Lozzi; Tonino Lozzi; Danilo Lillia; Marco Longatti; Stefano Martinelli; Luciana Mella; Luca Michelini; Antonio Muscolino; Massimo Patrignani; Luciano Pestuggia; Marta Pezzati; Nicoletta Pirotta; Santina Pitrone; Bruno Saladino; Giacomo Scarpina; Kissi Scarpina; Enrico Seregni; Terri Schirinzi; Idapaola Sozzani; Giuseppe Trombetta.

Cgil In-forma Como gennaio-febbraio 2014

cgilinforma0114È in distribuzione il primo numero del 2014 della newsletter mensile della Cgil di Como. L’editoriale è la lettera aperta di Susanna Camusso alle iscritte e agli iscritti Cgil.  Nel numero il XVII Congresso, Sisme, Spi e Villa aprica, note resistenti.Il tazebao è dedicato al tesseramento. Per ricevere Cgil in-forma via mail: cgilinformacomo@gmail.com. Sfoglia on line Cgil informa. [Si consiglia di scegliere la modalità schermo intero per evitare la pubblicità di Calameo]. 

Resistenti e Resistenza all’Istituto di Storia Contemporanea/ Mario Martinelli

Rosaria MarchesiNumerosi i partecipanti al secondo ciclo di conferenze sulla storiografia locale all’Istituto di storia contemporanea Perretta. Relatrice la giornalista Rosaria Marchesi, che ha presentato quello che è stato definito un testo base: Aspetti e problemi del movimento cattolico comasco dal 1919 al 1945 di Mario Martinelli, pubblicato nel 1985. Come ormai di consueto, prima della presentazione, viene tratteggiata una nota metodologica, che possa dare una cornice e al tempo stesso un orizzonte. La memoria della memoria è quella che rimane ai posteri – ha sottolineato Gerri Caldera nella sua premessa – quindi è possibile parlare di una post memoria, quella sulla quale i ricercatori dell’Istituto lavorano con grande senso di responsabilità. Mettere in relazione autori e tempo storico è cosa delicata, soprattutto quando i personaggi che hanno partecipato alla storia arrivano alla scrittura anni dopo, portando alla luce il problema di una memoria che si sedimenta, non liquida, ma piena di senso comune, condizionato dai fatti che si sono verificati in seguito.
Il volume di Mario Martinelli approfondito è il secondo di una trilogia mai terminata, pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario della Liberazione. Il testo parte dal Partito popolare italiano a Como (di cui il padre fu tra i fondatori), per arrivare in conclusione alla vicenda che ci offre diversi spunti di riflessione: la clandestinità nel Comasco. Per ricomporre la vicenda storica Martinelli si è avvalso di documenti da lui posseduti e citati nelle note; come sia venuto a conoscenza di questi documenti non viene specificato. Nel periodo della resistenza, grazie al suo impegno sociale e culturale nel mondo cattolico, si rese disponibile a mantenere i contatti per la Dc con Milano, e mise a disposizione la sua casa per le riunioni. I contatti con il capoluogo gli fecero avere rapporti anche con esponenti di altre forze politiche – spiega Rosaria Marchesi – poi presenti nel Cln. La clandestinità si respirava in tutti i momenti dell’agire quotidiano; è così, ad esempio, che Martinelli, di ritorno da Milano, era solito passare all’ospedale Valduce, dove, grazie alla disponibilità delle suore, lasciava in custodia i documenti prima di tornare a casa. Dato da non trascurare è che egli fu imprigionato dall’agosto del ’44 alla primavera del ’45; di conseguenza, la sua testimonianza si intreccia a testimonianze che gli sono state riportate e agli incontri avvenuti nel carcere di S. Vittore. Numerose le persone che vengono da lui citate, tra cui i sacerdoti, quasi a dare il giusto spazio a ciascuno, che rischierebbe altrimenti di essere dimenticato. Molti aspetti rimangono aperti, e probabilmente avrebbero trovato collocazione nel terzo volume. Le persone in sala hanno reso omaggio con parole di stima e rispetto all’onestà intellettuale di Martinelli, anche in considerazione della sua pluridecennale attività di politico in Parlamento.

In chiusura, Giuseppe Calzati, ha individuato in Eugenio Rosasco, Pier Amato Perretta e Mario Martinelli figure simbolo per la Resistenza; pur avendo posizioni diverse, erano accomunati da un sentire comune: quello dell’antifascismo. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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