Parte il procedimento per l’incompatibilità

3 COMO COMUNERapinese rischia il seggio in Consiglio, dalla notifica ufficiale avrà dieci giorni per decidere se ritirare la firma dal ricorso al Tar contro la Ztl. Prosegue la discussione sul Regolamento per la gestione e la vendita dei beni del Comune di Como.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di martedì 15 aprile Laura Bordoli, Ncd, è intervenuta per chiedere un calendario per la Commissione I per affrontare le questioni inerenti personale, bilancio e partecipate: «Ancora oggi non sappiano nulla del futuro di Csu». Luca Ceruti, M5s, si è lamentato della partecipazione di Mauro Guerra alle commemorazioni del 25 aprile a Como: «È legittimo come rappresentante dell’Anpi, ma, sotto elezioni, avrei fatto attenzione all’aspetto etico». Il sindaco Mario Lucini ha smentito la notizia del raggiungimento di un accordo per la grande mostra e annunciato l’arrivo in aula di un provvedimento sul servzio idrico integrato.

 

Incompatibilità

Il presidente Franco Fragolino ha quindi letto le motivazioni del proseguimento della procedura di incompatibilità per il consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese. Tolta la richiesta di risarcimento danni la segreteria comunale stava valutando il da farsi e la procedura era stata sospesa, ma per degli uffici la rinuncia al risarcimento del danno non fa venire meno l’incompatibilità. «Non ha differenziato in sede di presentazione dell’ordinario ricorso la propria posizione rispetto agli altri ricorrenti – ha letto le motivazioni in aula Fragolino –. La sua adesione si è qualificata in tutto e per tutto identica a quella degli altri privati ricorrenti. Ma quand’anche avesse evidenziato tale diversa qualificazione soggettiva, averla invocata non escluderebbe affatto la sussistenza della causa di incompatibilità in quanto secondo gli orientamenti giurisprudenziali consolidati rilevante il conflitto di interesse anche solo potenziale».

Di qui la votazione sull’apertura del procedimento, che verrà notificato all’interessato e che dalla data delle notifica avrà dieci giorni di tempo per decidere se togliere la firma dal ricorso fatto dai commercianti del centro storico contro l’allargamento della Ztl o andare incontro alla decadenza.

«Non c’è nessun interesse strettamente personale – ha dichiarato la collega di gruppo Ada Mantovani, contraria all’avvio della procedura – il ricorso è un’azione volta a tutelare coloro che hanno imprese commerciali».

Al voto la maggioranza ha espresso il suo sì, mentre l’opposizione ha votato conro, dando inizio all’iter.

 

Beni comunale

La discussione è poi tornata sul Regolamento sulla gestione ed alienazione del patrimonio immobiliare del Comune di Como. «Tutto discrezionale – per Enrico Cenetiempo, Ncd – dovrebbe dare regole certe». Il consigliere ha anche ricordato la situazione di quei locatari che non essendo in regola con i contratti, per colpa del Comune, non potranno avvalersi del diritto di prelazione. «Lo scopo è lodevole – ha aggiunto Mario Molteni –, ma attenzione al fine». Anche per il consigliere di Per Como è troppa la discrezionalità lasciata alla Giunta, nell’assegnazione e nella fissazione dei canoni, dall’articolo 17 Soggetti beneficiari a canone agevolato della proposta, che potrebbe essere. Articolo definito «di una pochezza disarmante se confrontato rispetto ad altri regolamenti» ha detto Marco Butti, Gruppo misto, che si è lamentato della «discrezionalità massima» dello stesso facendo riferimento a quanto succede in altre città in cui viene regolato il possibile abbattimento dei canoni.

Unico della maggioranza è intervenuto Luppi, Pd, che ha rivendicato la giustezza della proposta «dopo decenni di latitanza, si pone un tassello per la trasparenza». Un intervento che ha ribattuto alle affermazioni fatte dai banchi delle minoranze con alcuni spunti polemici che hanno subito ravvivato l’aula fino all’intervento di Rapinese. Il consigliere di Adesso Como si è scagliato a spada tratta contro l’esponente del Pd, che ha abbandonato l’aula per protesta e per non raccogliere provocazioni. Di qui uno scontro teso fra Rapinese e l’esponente di Paco-Sel Vincenzo Sapere che ha chiesto al primo di cambiare atteggiamento in aula, con anche la frapposizione fra i due di altri due consiglieri per evitare lo scontro fisico.

«In precedenza eravamo senza regole – ha affermato l’assessore Marcello Iantorno nella replica – questo è il primo regolamento sulle alienazioni del Comune di Como. La Giunta agiva senza indirizzi». Su uno dei punti controversi la vendita attraverso trattativa privata, andate deserte diverse aste, l’assessore l’ha definita come: «Assolutamente residuale e marginale, noi non l’abbiamo mai usata sinora». Per la gestione dei canoni poi ha aggiunto di vedere l’articolo 18 Valutazione delle richieste di assegnazione a titolo gratuito o a canone agevolato: «Siamo di fronte a un iter complesso a cui partecipano diversi soggetti in piena trasparenza».

«L’irregolarità è enorme, dalla fine degli anni ’90, è impossibile ripristinare la legalità in 18 mesi» ha aggiunto Iantorno, attaccando le passate gestioni, con un auspicio per il futuro attuare entro fine mandato: «Il lavoro enorme di rimessa in ordine di questa macchina. Spero che questo settore venga ricondotto alla normalità».

La replica dell’assessore è finita giusto a ridosso della mezzanotte, mentre le opposizioni hanno presentato diversi emendamenti, la seduta è stata quindi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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