Giorno: 20 Aprile 2014

Arp e Licini in mostra a Lugano: dialoghi d’arte

Proseguendo nella linea di ricerca inaugurata l’anno scorso con la straordinaria mostra su Klee e Melotti, il Museo d’Arte di Lugano propone quest’anno l’indagine su Jean (o Hans) Arp e Osvaldo Licini.

I due artisti, esponenti assai poco “disciplinati” delle avanguardie europee del Novecento, mostrano di intrattenere, pur non conoscendosi direttamente, un fecondo dialogo sulle premesse e gli esiti della loro arte. Rispetto alla precedente mostra, infatti, l’esposizione di quest’anno presenta anche opere di altri autori e autrici, per documentare la complessità della genesi di “un” linguaggio (o, forse, più linguaggi) che durante lo scorso secolo seppe ribaltare inveterate consuetudini nella comunicazione artistica. Ne deriva, anche a uno sguardo non particolarmente esperto, l’evidenza di flussi ideali che passano tra Jean Arp e Sophie Taeuber (che fu anche sua moglie), si riflettono su Osvaldo Licini – o viceversa -, fino a includere Henri Matisse, Paul Klee, Alberto Magnelli e Georges Vantongerloo. Sia chiaro: questi rapporti non vanno intesi come dipendenze o influenze meccaniche, piuttosto come una dialettica aperta, suggerita da confronti sempre stimolanti ed evocativi. Supportata da una ricerca attenta, curata da Guido Comis e Bettina Della Casa (con il contributo di approfondimento di numerosi altri studiosi e studiose), la mostra si esprime in un allestimento chiaro e mai banale, in cui spesso si coglie il divertimento e la soddisfazione di aver trovato l’accostamento rivelatore, di poter indicare la genealogia di un motivo, di saper suggerire l’origine di un modello comunicativo. Grazie a questa cura, le numerose sale, che accolgono oltre 150 opere, non producono alcuna assuefazione, anzi: si ha l’impressione di poter cogliere che il vero nocciolo dell’arte moderna (o almeno di una sua consistente parte) risiede in una profonda consapevolezza linguistica (qualcuno direbbe epistemologica) ma anche in una gioiosa voglia di entrare in relazione con l’altro.

Così, la mostra di Lugano, anche se forse meno immediatamente popolare di quella dell’anno passato, è un ottimo esempio di come si possa costruire un’esposizione che, senza rinunciare al rigore documentario e all’approfondimento critico, riesce a entrare in sintonia con il pubblico.

Aperta da una settimana, la mostra Jean Arp – Osvaldo Licini è visitabile fino al 20 luglio 2014 al Museo d’Arte di Lugano, nella sede di Villa Malpensata, Riva Caccia 5.

Contemporaneamente alla mostra su Arp e Licini, i Musei luganesi, nella sede di piazza san Rocco, offrono anche una interessante esposizione di fotografie storiche di Gerusalemme, provenienti dai ricchissimi fondi del convento domenicano della città: distribuite tra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi decenni del Noveeento, le immagini di numerosi autori propongono la città antica ancora intatta dalle trasformazioni (alcune fortemente traumatiche) della modernità; tra gli altri scatti, assai insuali sono alcuni particolari interni dei monumenti musulmani della città.

Ancora dedicata ai monumenti gerosolimitani è l’esposizione della Galleria Canesso di Lugano, vicino al municipio, che presenta alcuni dipinti di epoca barocca provenienti dalla chiesa del Santo Sepolcro e realizzati da manifatture napoletane nel XVII secolo. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Jean Arp, Bouteille et oiseau, 1925

5A Arp, Bouteille et oiseau, 1925

 

Osvaldo Licini, La Grande Amica n.2, 1948-50

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25 aprile/ Anniversario della Liberazione sul Bisbino

Blo-MonumentoResistenzaEuropeaDei Comuni di Cernobbio, Brienno, Carate Urio, Laglio, Maslianico e Moltrasio.

 

«Il 25 aprile 1945 rappresenta una data fondamentale nella nostra storia. Quel giorno, dopo un grande contributo di sangue e sofferenza, tutti coloro che combatterono contro il giogo nazi-fascista contribuirono alla rinascita della democrazia nel nostro Paese. Sono trascorsi 69 anni da quei drammatici momenti che segnarono la conclusione non solo del lungo e doloroso conflitto mondiale ma anche di una feroce contrapposizione fratricida, soprattutto a partire dall’8 settembre 1943. Il 25 aprile del ’45 rappresentò, dunque, un nuovo inizio per l’Italia e per gli italiani – scrivono in un manifesto congiunto i sindaci Patrizia Nava, Brienno, Daniele Maggi, Carate Urio, Paolo Furgoni, Cernobbio, Roberto Pozzi, Laglio, Mario Luppi, Maslianico, Maria Carmela Ioculano, Moltrasio –.Al fine di ricordare il sacrificio e il coraggio di tutti coloro che parteciparono alla Resistenza, di quanti pagarono con la vita il proprio amore verso il prossimo, la propria terra, la libertà o che a causa di questi valori furono costretti a sottostare a terribili sofferenze, come ogni anno le Amministrazioni Comunali di Cernobbio, Brienno, Carate Urio, Laglio, Maslianico e Moltrasio, invitano la cittadinanza a partecipare alla celebrazione dell’anniversario della “Liberazione” alla vetta del monte Bisbino». Un appuntamento ormai tradizionale fra i Comuni del Basso Lario, con un taglio però onnicomprensivo. Non si ricorda solo la Liberazione, ma anche i caduti della prima guerra mondiale in un ricordo indistinto di tutti i caduti in un clima patriottico di commemorazione dei caduti della patria e omaggio alla bandiera che pone degli interrogativi su come ricordare e proporre i valori della Resistenza. [md, ecoinformazioni]

 

Programma

Rovenna

Alle 9.30, Monumento ai caduti: benedizione delle corone destinate ai monumenti e cippi che ricordano il sacrificio dei caduti Cernobbiesi della Grande guerra e della Seconda guerra mondiale e deposizione corona al monumento di Rovenna.

Monte Bisbino

Alle 11, santa messa con la partecipazione della parrocchia di Monte Olimpino in pellegrinaggio di riconoscenza per il ritorno dei reduci dell’ultima guerra;

Alle 12, benedizione del tricolore e alzabandiera e deposizione corona;

Alle 12.30, ritrovo presso il Rifugio Bugone per commemorazione caduti e deposizione corona alla presenza dei sindaci dei Comuni di Brienno, Carate Urio, Cernobbio, Laglio, Maslianico, Moltrasio.

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