Giorno: 10 Giugno 2014

Il Pd esulta per i risultati delle elezioni

voti pd 2014Il Partito democratico comasco festeggia i buoni risultati elettorali e la vittoria a Mariano Comense. Per Braga in futuro: «L’obiettivo è di fare squadra per il bene e la crescita di tutto il territorio».

 

«Oggi [lunedì 9 giungo] è una giornata particolarmente felice per il Partito democratico – afferma la parlamentare comasca del Pd Chiara Braga –. L’esserci affermati a Mariano Comense è il risultato finale di una consultazione elettorale che ci conferma come autorevole forza di governo nel territorio». «Il Partito democratico è un punto di riferimento per il territorio, cosa del resto emersa all’indomani del 25 maggio ovvero dopo il primo turno delle amministrative e delle elezioni europee – prosegue Braga –. La portata delle sfide e delle questioni locali che ogni Comune comasco troverà sul campo deve ora portare il Pd provinciale a lavorare insieme con i diversi sindaci così da giocare e vincere al meglio tutte le sfide che ci troviamo di fronte. In passato non abbiamo mai avuto l’onore e l’onere di guidare così tanti centri comaschi. L’obiettivo è quindi quello di fare squadra al fine di perseguire obiettivi comuni per il bene e la crescita di tutto il territorio. Complessivamente, dunque, questa tornata elettorale si chiude con un risultato netto a favore del nostro partito e con un’iniezione di fiducia che dovremo onorare in quanto il Pd è una forza di governo credibile».

«Oggi ci troviamo a commentare un nuovo risultato straordinario che segue i risultati ottenuti dal Pd alle elezioni europee nelle quali il Pd ha intercettato un elettorato di opinione che ha anche riconosciuto l’importante lavoro svolto dal Governo Renzi e che ci conferma come un’importante realtà solida alla quale affidare i destini della nostra provincia – dichiara il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri –. Bisogna rendersi conto che, nell’arco di quattro anni, la geografia politica della provincia di Como è cambiata radicalmente. Una situazione che carica di nuove responsabilità il Partito democratico per il futuro sviluppo del nostro territorio nel quale governiamo i principali centri. In ogni caso la nostra proposta politica vuole coinvolgere tutta la Provincia: dalla Brianza che confina con Milano ai centri del lago. A Mariano Comense, infine, Giovanni Marchisio è riuscito a creare un grande entusiasmo testimoniato dal fatto che al ballottaggio il numero di elettori a suo favore sono risultati in numero maggiore in questo secondo turno rispetto ai dati di due settimane fa».

«Il dato della città capoluogo è assolutamente importante, per certi versi anche insperato – aggiunge il segretario cittadino comasco Stefano Fanetti –. Siamo veramente soddisfatti di aver raccolto il 44% in Como: un dato che sicuramente funge da stimolo alla politica cittadina che deve assolutamente farne tesoro. Un risultato che conferma come il Pd non debba aver paura di contaminarsi con le forze più diverse in città, dai movimenti alle associazioni. Negli ultimi anni il centrosinistra ha cambiato profondamente il modo in cui porsi nei confronti della cittadinanza ed oggi dimostra di non aver alcuna remora ad avere il contatto con le persone di estrazione la più diverse per cercare di capire quali sono i problemi reali del territorio. Se saremo capaci di fare questo anche a Como sicuramente tutta la città potrà assolutamente beneficiarne».

«A Mariano Comense il Pd e le altre forze che appoggiavano la mia candidatura hanno vinto non solo, come si dice, perché abbiamo sfruttato il cosiddetto effetto Renzi ma soprattutto perché in questi ultimi mesi abbiamo raccontato con coraggio e determinazione le nostre idee, resistendo alla tentazione di rispondere alle diverse provocazioni che ci sono arrivate – conclude il neosindaco di Mariano Comense Giovanni Marchisio –. Ci piacerebbe che dopo la lunga esperienza della campagna elettorale la gente continui a pensare che è bello e appagante fare politica ed impegnarsi per la propria realtà. Il nostro sogni, quindi, è che chiunque abbia dato un contributo, a qualsiasi livello, nella nostra campagna elettorale, ci rimanga vicino e continui a fungere da stimolo la nuova amministrazione cittadina». [md, coinfomazioni]

11 giugno/ La Via della Seta e i tessili

La Fondazione Antonio Ratti ospita mercoledì 11 giugno, alle ore 18.30, la conferenza del professor Zhao Feng dal titolo Recent Studies of Textiles from the Silk Road in China. An introduction.
La conferenza, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università degli studi di Padova, è un’occasione unica per incontrare uno dei massimi esperti di tessili cinesi, nel corso del suo viaggio di studio e ricerca in Italia. Tema dell’intervento saranno i ritrovamenti di archeologia tessile in relazione alla Via della Seta. Verranno affrontati in dettaglio alcuni casi studio relativi a Turfan e Dunhuang e datati VI-X secolo che saranno presentati con il supporto di un ricco apparato iconografico relativo ai ritrovamenti.
L’ingresso alla conferenza, che si terrà in lingua inglese e per la quale non è prevista traduzione simultanea, è libero.
Per info: info@fondazioneratti.org; +39 0313384976

Nilde Jotti e la storia politica delle donne

La presentazione del volume di Luisa Lama dedicato a Nilde Jotti e cioè a «una storia politica al femminile» è l’occasione, nella serata organizzata il 9 giugno dalla Fondazione Avvenire alla Biblioteca Comunale di Como, di una riflessione a tutto campo sulla storia politica delle donne e sul loro ruolo nei primi decenni della storia repubblicana italiana.

Già Chiara Braga nella sua introduzione alla serata chiarisce che non si tratta solo di una biografia di una personalità essenziale per la storia istituzionale, ma che il lavoro di Luisa Lama su Nilde Jotti è «un libro sul suo essere donna all’interno della vicenda politica». Ma è soprattutto l’intervento di Livia Turco, presidente della Fondazione che a Nilde Jotti è intitolata, a sottolineare quanto sia importante una «storia politica delle donne» e quanto sia faticosa ma fondamentale quest’opera… «Si ricordano spesso i padri costituenti – i padri della patria -, ma si dimenticano le madri costituenti». E con esse (ben ventuno, e con ruoli spesso centrali nel definire i valori fondamentali alla base della carta costituzionale italiana) ci si dimentica anche del fondamentale ruolo della “genealogia” femminile nel passaggio dalla ricerca dell’emancipazione alla liberazione all’affermazione della centralità della differenza. Una genealogia in cui il ruolo di Nilde Jotti è andato ben oltre il contributo istuzionale, un ruolo che Livia Turco riconosce nello sguardo «complice e materno» riservato dall’austera dirigente alle giovani comuniste portatrici delle istanze del femminismo all’interno del partito.

Il volume di Luisa Lama fornisce un contributo fondamentale a questa storia grazie a una rigorosa ricerca sulle fonti (non solo quelle più “istituzionali”, ma anche gli spunti forniti dagli organi della stampa politica e popolare) e una partecipata ricostruzione delle vicende personali e sentimentali che la videro compagna di vita del segretario comunista Palmiro Togliatti: una ricerca centrata sugli anni della formazione e della «progressione» all’interno del Pci, fino ad arrivare alla “consacrazione” sancita dal fatto di essere stata nel 1979 la prima donna ad essere eletta presidente della Camera dei Deputati, ma con inevitabili contatti con l’attualità. Proprio lo stretto intreccio tra “politico” e “privato”, proprio la non scontata dialettica tra istanze politiche “tradizionali” e affermazione di “nuovi” diritti da parte delle donne collegano la vicenda di Nilde Jotti al presente.

Sollecitato da alcuni interventi del pubblico, l’ultimo approfondimento della serata è proprio dedicato a questo. Livia Turco chiarisce che nell’azione politica dell’ultima stagione di Nilde Jotti vi fu evidentemente una «disattenzione verso i movimenti» e Chiara Braga ammette che qualcosa non ha funzionato nel passaggio di testimone da una generazione all’altra, che si è interrotto un percorso nel modo di intendere la politica, che c’è stata una crisi nell’azione politica collettiva delle donne.

Ripercorrere la storia di Nilde Jotti serve anche ad approfondire queste questioni centrali nella politica di oggi. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Chiara Braga, deputata, della segreteria nazionale del Partito democratico

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Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Jotti

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Luisa Lama, autrice del volume Nilde Jotti. Una storia politica al femminile

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