Giorno: 11 Ottobre 2014

12 ottobre/ Votano per la Provincia/ Maria Rita Livio favorita

LivioSi svolgerà domenica 12 ottobre a Como un’altra tappa del contraddittorio percorso imposto all’Italia dal bizzarro decreto Del Rio, riforma pasticciata e illiberale che abolisce la partecipazione popolare all’elezione di presidenti e consigli provinciali, crea grande confusione,  sprechi e in prospettiva disastri nella gestione di importanti settori della cosa pubblica. Gli elettori, che ricordiamo sono solo i consiglieri comunali e i sindaci della provincia di Como (i cittadini e le cittadine no),  avranno voti di peso diverso in base al numero di abitanti del proprio Comune. Perciò determinanti saranno le scelte degli elettori dei comuni più grandi, il capoluogo in primis.  Si confrontano la lista di centrosinistra (con alcune inserzioni di esponenti di centrodestra) che presenta Maria Rita Livio come presidente e propone anche candidati della sinistra del Pd come il civatiano comasco Guido Rovi, la lista antipartiti  (al solito né destra, né sinistra, di tutto un po’ e la singolarità di candidati quasi tutti maschi) di Bizzozero che non si candida, ma sponsorizza Giuseppe Napoli nella lista dove è anche il comasco Alessandro Rapinese, e le liste delle destre. Leggi tutti i candidati e tutte le candidate. Probabile la vittoria di Livio e occhi puntati sui risultati dei civatiani particolarmente significativi per verificare se il progetto di Vendola, Civati e Landini di costruzione di una collaborazione per i diritti ha spazio anche a Como.  Nel capoluogo  l’avventura di centrosinistra, tra fughe a destra e umiliazioni senza giusta causa di assessore, è particolarmente faticosa per la sinistra che al solito è  disunita con il vertice de L’altra Europa locale che invita al non voto.  Si vota domenica 12 ottobre dalle 08 alle 20 nella sede della Provincia di Como in via Borgovico 148 nella Villa Gallia (sala Ovale e sala Uccelli). Tutte le informazioni sul sito dell’Amministrazione provinciale.

19 ottobre/ Greenway del lago di Como

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ATTENZIONE: l’escursione – causa maltempo – è stata rinviata a DOMENICA 19 ottobre.

Escursione tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago guidata da Fabio Cani domenica 12 ottobre, organizzata dall’Associazione territori e Nodo Libri.

 

Programma

Alle 8.45 ritrovo in piazza Cavour;

Alle 9.10: battello con destinazione Sala Comacina, arrivo alle 10.23;

Percorso su alcuni dei tratti più belli della Greenway:

– Sala Comacina-Ossuccio;

– Ossuccio-imbarcadero di Lenno;

– Lenno-Bolvedro di Tremezzo.

Durante il percorso visita di alcune delle più belle chiese romaniche del lago di Como insieme a Fabio Cani.

Rientro in battello da Tremezzo con partenza alle 16.57 e arrivo a Como alle 18.45.

Partecipazione gratuita per i soci dell’Associazione territori (iscrizione 10 euro). Per informazioni e iscrizioni territori@hotmail.it. [md, ecoinformazioni]

12 ottobre/ “La pirogue” per Oltre lo sguardo a Rebbio con don Giusto

pirogueDomenica 12 ottobre alle 21 proiezione per il ciclo Oltre lo sguardo del film La pirogue (in lingua originale con sottotitoli in italiano) dai padri Comboniani di via Salvadonica, 3 a Como Rebbio. A seguire, intervento di don Giusto della Valle, parroco di Rebbio. Organizza il  Centro missionario diocesano.  Ingresso con tessera annuale del cinecircolo Oltre lo sguardo 3 euro (il pagamento del biglietto darà diritto d’ingresso a tutte le  numerose proiezioni durante l’autunno 2014 e la primavera del 2015). Qui il programma completo della XX edizione di Oltre lo sguardo.

La pirogue.  In un villaggio di pescatori alla periferia di Dakar, sono in molti a provare a raggiungere, con la piroga, le Isole Canarie, in Spagna. Spesso, quei viaggi si rivelano però mortali. Baye Laye è il capitano di un peschereccio. Non vuole partire, ma deve portare 30 uomini in Spagna. Nessuno di loro comprende la situazione, alcuni non hanno mai visto il mare e nessuno sa cosa li attende.

Scritti e musiche corsare

Breve sintesi per immagini del reading di Moni Ovadia con la musica di Maurizio Dehò e Nadio Marenco. Pasolini, la lingua e il dialetto, il fascismo e l’antifascismo, la società dei consumi, tango, klezmer, violino, fisarmonica, voce. [fotografie di Fabio Cani, ecoinformazioni]. Già on line l’intervista a Moni Ovadia, presto on line l’articolo di Luca Frosini sulla serata del 10 ottobre allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù.

 

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Pasolini e Moni Ovadia riempiono il Gloria/ intervista e sintesi della serata

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Spazio Gloria completamente pieno e pubblico entusiasta venerdì 10 ottobre  per il reading di Moni Ovadia degli Scritti Corsari di Pasolini. L’artista  accompagnato dagli strepitosi  Maurizio Dehò al violino e Nadio Marenco alla fisarmonica ha intrecciato gli scritti di Pasolini con sue considerazioni per meglio far cogliere l’innovazione e l’attualità delle letture. Qui le foto di Fabio Cani.

Il ritmo insolente di un violino, l’armonia di una fisarmonica, la forza del tango, il ballo “basso” per eccellenza. Quale migliore introduzione poteva esserci, per una serata dedicata a Pasolini, della musica degli ultimi, quella nata nei bordelli e nei bassifondi, quella che è stata ad un certo unto presa da chi sta in alto e tramutata in qualcosa di differente, di artificiale, di omologato?

Omologato: è una parola che torna spesso, nella lettura di Moni Ovadia. Pasolini aveva già capito il processo in atto, la trasformazione profonda della società italiana fino al degrado attuale, fino al trionfo di un modello di “sviluppo” che dalle differenze arriva all’appiattimento, ad un’”uguaglianza” virtuale e per questo molto pericolosa. E’ il 1974, ma sembra il 2014.

Un 2014 che corrisponde in pieno alla visione dell’artista friulano, la cui lucidità gli permetteva di guardare alla contemporaneità, sua e quindi nostra, con un occhio per alcuni “politicamente scorretto”, ma drammaticamente preciso.

Ovadia ha guidato quindi il pubblico in un tour del Presente, che solo per un’ironica coincidenza è datato a quarant’anni prima: un nuovo Potere ancora senza nome ma che si appresta a sostituire il vecchio, l’avvento di un Fascismo indistinto e sperso nella massa, formato da giovani che “come tutti gli altri, portano i capelli fino alle spalle o i baffetti da primo Novecento, sognano le Ferrari e le Porsche, e portano sulle proprie motociclette donne ornamentali”, non molto diversi da tanti loro coetanei. E poi le responsabilità della Sinistra, che quegli stessi giovani li bollava aprioristicamente come persi e si ripuliva la coscienza con la propria indignazione, i suoi critici come Calvino e Maurizio Ferrara, che non riuscivano e non potevano risolvere gli enigmi che Pasolini poneva, il linguaggio come il segno della sparizione del Differente,con un commento finale alla bellissima poesia di Ignazio Buttita lingua e dialettu, un grido di allarme per una morte annunciata ma non per questo meno dolorosa.

Una serata corsara, per un’artista corsaro. Moni Ovadia ha chiuso cantando alcune canzoni tradizionali della tradizione yiddish, insieme ai compagni di palco Maurizio Deho e Nadio Marenco, perfetto collegamento con il pensiero di Pasolini e con la sua eredità.

Un’Autore, Pasolini, dalla disperata vitalità, e di cui abbiamo ancora oggi un disperato bisogno.

Il reading è stato parte della rassegna Una disperata vitalità realizzata con il patrocinio ed il contributo del comune di Como ed il patrocinio del comune di Roma e Bologna, inoltre,  anche parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni e Associazione i Linedì del cinema realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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