La solidarietà dell’Arci alle lavoratrici dell’Igea

logoarci1Con un comunicato stampa, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, esprime la solidarietà e la vicinanza dell’associazione alla lotta delle lavoratrici dell’Igea chiuse nelle miniere di Monteponi.

lavoratrici igea«Noi non abbiamo paura” dicono le venti lavoratrici dell’Igea che dal 28 novembre stanno occupando la Galleria Villamarina della ex miniera Monteponi a Iglesias perché la Regione prenda impegni precisi sul futuro  della società che dovrebbe operare le bonifiche. Assieme ad altri duecentocinquanta lavoratori rivendicano anche il pagamento degli stipendi arretrati. Ma questa volta sono le donne a volere condurre la battaglia in prima linea, calate nel sottosuolo. Così, in quelle condizioni  – lo dicono loro stesse in un documento – vogliono attirare l’attenzione sulle  difficoltà che incontra ogni giorno chi è madre, moglie,  compagna e lavoratrice. Per farlo, sembra quasi un paradosso, devono scendere sottoterra, sfatando un antica preclusione verso la presenza femminile nel sottosuolo. Loro non hanno paura! Sono pronte all’occupazione ad oltranza finché non riceveranno risposte rassicuranti da parte della Regione. Una lotta eccezionale, per difendere il destino della loro società, per la dignità del lavoro, per il futuro di tutti i lavoratori in una regione martoriata da processi di dismissione e da una disoccupazione crescente. La loro  lotta ha la nostra piena solidarietà. Vorremmo che quelle donne ci sentissero davvero al loro fianco. Ci uniamo  a tante altre organizzazioni e movimenti nel chiedere che le istituzioni, a partire dal livello regionale, si adoperino per trovare finalmente una soluzione che dia risposte positive e certe. Alle donne di Iglesias vorremmo dire “voi non avete paura non solo perché siete straordinariamente coraggiose, ma anche perché non sarete mai sole. Siete voi, con la vostra azione,  a infondere coraggio a tutte e tutti noi”.» [Francesca Chiavacci – Arci Nazionale]

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