8 maggio/ Nazifascisti “una galassia in espansione”/ Intervista a Paolo Berizzi

locandina_8_maggioE’ di oggi la notizia dell’arresto, in Germania, di 4 persone facenti parte di un cellula terroristica di estrema destra, che progettava attentati anti-islamici. Bande nere che rappresentano una tendenza in aumento in tutta Europa. Per approfondire questa realtà, che è ancora così attuale a 70 anni dalla Liberazione, venerdì 8 maggio a Como si terrà una serata con il giornalista Paolo Berizzi, autore, nel 2009, di Bande nere- come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti. Seguirà la visione del documentario Nazirock 2008, con la presenza del regista Claudio Lazzaro. Abbiamo contattato Berizzi per una piccola anticipazione dell’incontro. Il libro-inchiesta del 2009, ad oggi fuori catalogo, analizza il fenomeno delle bande nere, l’estrema destra che sta ottenendo incredibili livelli di consenso, soprattutto tra i giovani. Numericamente, il giornalista aveva censito 150 mila ragazzi sotto i 30 anni, che vivono nel culto del fascismo.
Dopo sei anni qualche cosa è cambiato?
 «E’ cambiato poco, perché le realtà dell’estrema destra sono molto diffuse, soprattutto tra i giovani, che hanno un forte appeal dell’estetica dell’odio, dell’intolleranza verso gli stranieri. Una forte tendenza ancora presente che si ispira al nazionalsocialismo, più che al fascismo italiano: c’è un rimando più forte al terzo reich di Hitler». L’estrema destra in Italia si sta ridisegnando, quali movimenti sono visibili in modo palese? «In Italia è chiaramente visibile un partito che sta tornando in ascesa: la Lega nord. Questo partito ha ufficialmente stretto un’alleanza con la destra radicale italiana, portando in piazza Casa Pound, una delle formazioni politiche di estrema destra più radicate e diffuse. Altre realtà della destra italiana, non avendo più un alveo di riferimento, sono finite per agganciarsi alla nuova Lega di destra, una lega nazionalista, che prima rivendicava il federalismo, mentre ora è un partito nazionalista, proibizionista e xenofobo. Con queste caratteristiche, ha trascinato con se tutta questa massa nera, che prima non aveva un punto di riferimento: dalla Fiamma alla Destra ad Azione Sociale, fenomeni che hanno con il tempo perso consenso popolare ed hanno visto un’opportunità nella Lega».
Dopo le devastazioni del primo maggio si parla molto di black bloc, possono essere considerate anche loro bande nere? «In questi giorni si parla di tute nere, ma il problema sono le tute nere che non stanno devastando vetrine o imbrattando muri, ma che stanno devastando, con i loro messaggi, con la simbologia di cui si fanno portatori, quello che già hanno devastato 70 o 80 anni fa, e cioè la storia». Come si colloca Como all’interno di questo quadro? «A Como c’è una Como nera, non tanto la città ma la provincia, con Cantù come luogo caro ai fascisti, con i raduni di Forza Nuova avvenuti negli ultimi due anni. Tutto ciò deve interrogare l’opinione pubblica, chi fa informazione e chi amministra la città; non si può restare indifferenti al fatto che nel 2015 si facciano ancora raduni di ispirazione neofascista, che si infrangano leggi della nostra Costituzione apertamente e palesemente, nel silenzio generale. Se le istituzioni tollerano, tutto ciò è intollerabile». Questi temi saranno approfonditi nell’incontro di venerdì 8 maggio nella sala civica di via Collegio dei Dottori 9, alle 18.30. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per conoscere più in profondità queste tematiche. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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