ecoinformazioni 517/ Dichiarazione di lotta

517Anticipiamo, dal numero 517 del settimanale ecoinformazioni, l’editoriale “Dichiarazione di lotta” di Gianpaolo Rosso.  Sfoglia on line il 517.

Hanno ragione i capi di governo quando chiedono un’azione comune per difendere la cultura europea, nata dalla Rivoluzione francese. Anche il nostro lillipuziano sforzo di informazione locale vuole inserirsi in questa .lotta, vuole partecipare a contrastare l’emergenza che il 13 novembre è stata compresa per vicinanza alle vittime da tante e tanti e che si era già manifestata da anni con un susseguirsi ininterrotto di carneficine, guerre, terrorismi, fame. Ci conforta che anche Renzi, che pure è reduce dal viaggio nella super integralista Arabia Saudita (nel quale non ha trovato parole in difesa dei diritti umani né contro i commerci di armi illegali che armano assassini e dittature in tutto il mondo), non abbia mai parlato di inasprire il coinvolgimento bellico italiano già attuato (e non solo da Renzi) in contrasto con la Costituzione.

Concordiamo: la lotta non deve essere guerra. Quindi anche noi possiamo partecipare e anche istituzioni non armate come il Comune di Como possono e devono fare la loro parte. Fra poche settimane, ma certamente nei luoghi occulti del potere reale già sono iniziate le danze, a Palazzo Cernezzi si comincerà a parlare di Bilancio 2016.

Daremo un’eco particolare alle proposte che intendono spostare le risorse dagli asfalti alle persone, alle iniziative politiche che si richiamino alla cultura europea dei Diritti e del welfare. Daremo più voce nei nostri media alle iniziative di chi vuole una tassazione progressiva e rispettata, a coloro che propongono di rinunciare ai grandi eventi per sostenere le grandi e piccole povertà, a quelli che vedono l’accoglienza non come carità o occasione per spregevoli affari sulla pelle dei migranti, ma come doverosa, necessaria e utile opportunità per tutti di riconoscimento della universale dignità umana.

Saremo l’eco contro le privatizzazioni insensate economicamente e distruttive dei servizi, contro la distrazione delle risorse comunali modeste, ma spesso disperse in mille, incontrollabili, rivoli di interventi che sembrano essere sempre uguali anche al cambiare degli orientamenti politici e della caratura di onestà e di preparazione delle persone.

Non si può sopportare che il Bilancio del 2016 venga costruito sulla falsa riga di quello del 2015 che ricalca il 2014 e così per omnia secula secolorum.

Serve una cesura con il passato, non cambiare passo, ma cambiare direzione. Tutta la nostra voce (da sempre crescente nonostante la scelta di non usarla mai in modo violento) è dalla parte dei Diritti delle persone, dell’accoglienza, della scuola, della sanità, della bellezza. E si sbaglia chi crede che tali temi non siano il centro anche dell’attività di un’amministrazione locale e pensa che essa sia positiva se ripara le buche (ogni anno?) e tiene puliti i marciapiedi o assicura parcheggi per lo shopping e stadi adeguati agli affari delle società sportive.

Da 17 anni diamo conto delle idee che la nostra provincia continua a partorire, stiamo per diventare maggiorenni e quindi non ci tireremo indietro dalla lotta di civiltà (non guerra, sia chiaro) per stare dalla parte della nonviolenza, della solidarietà, della cultura diffusa, della democrazia partecipata (davvero), della qualità ambientale; per dirla in una sola parola delle persone. Con questo spirito guardiamo alle schermaglie incomprensibili che agitano in questi giorni il Consiglio comunale, luogo in parte svuotato di potere e spesso di senso. Intendiamo fare la nostra dichiarazione di lotta (non di guerra sia chiaro): ancora più impegno ancora più professionalità per dare eco al ben di Como contro la cattiva politica ovunque annidata e anche le intoccabili e strapagate tecnocrazie comunali.

Chiamiamo chi ritiene valido il nostro impegno a parteciparvi: abbiamo bisogno per la lotta di una nuova leva (civile non militare) di compagni e compagne di strada. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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