Punti di cottura/ I sindacati contro la privatizzazione

cgilcisluilCgil, Cisl e Uil confermano che a loro avviso la scelta migliore sarebbe statapuntare su quattro punti cottura e non quella scelta di un unico punto, ma ancora chiaramente affermano che in ogni caso va evitata la privatizzaione. I sindacati invitano « l’Amministrazione ad approfondire ulteriormente tutta la questione, senza, però, che questo approfondimento diventi poi blocco di ogni decisione». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Le Segreterie provinciali Fpcgil-Cislfp-Uilfpl e la Rsu del Comune di Como, finora, si sono mantenute al di fuori da ogni polemica, strumentale oppure no, che ha infiammato le pagine dei quotidiani, il Comune, l’ASL, le scuole, la cittadinanza ecc., ma, ora, ritengono opportuno chiarire pubblicamente la propria posizione in merito alla Refezione scolastica del Comune di Como, basandosi, come sempre, su dati di concretezza, in linea con le proposte già formulate nelle riunioni che da qualche anno si stanno tenendo sulla materia.

Innanzitutto, ci preme ricordare che normative nazionali influiscono pesantemente sul personale dipendente e a tempo determinato di tutti i comuni, cioè c’è un’impossibilità quasi totale di assunzione di nuovo personale per il blocco dei costi (e così i precari devono rimanere tali); c’è il divieto di mantenere il personale precario, se non per sostituzioni di lunga assenza; c’è l’impossibilità di andare in pensione a causa della Legge Fornero e così via. Tutti elementi ostativi ad un mantenimento dell’attuale situazione che vede già un’organizzazione del lavoro sfrondata da ogni spreco e i conti che indicano il costo del pasto, concorrenziale con quello gestito da strutture private, ne sono testimonianza diretta.

A questo punto la proposta dei quattro Centri Cottura in posti strategici della nostra città poteva essere la soluzione per riuscire a mantenere un servizio di qualità come quello attuale, riuscendo a superare il problema dei limiti imposti dalle normative nazionali, tutelando contemporaneamente personale e utenza. A questo punto, visto che c’era un progetto di riorganizzazione in atto, si poteva assumere a tempo determinato del personale e, man mano che le lavoratrici di ruolo andavano in pensione, provvedere con selezioni di assunzione.

La Rappresentanza sindacale ha sempre dichiarato, e lo continuerà a fare, che è contraria, motivatamente, ad ogni tipo di esternalizzazione e privatizzazione del servizio. Questa scelta paventata da alcuni è dettata, a nostro parere, da posizioni esclusivamente ideologiche perché non risolve in alcun modo i problemi e non vogliamo sicuramente pensare che ci siano sotto altri interessi, perché con la privatizzazione rimarrebbe il trasporto da un unico Centro cottura, magari anche più lontano; la dieta ASL , con i suoi limiti, dovrà essere sempre applicata; i precari non saranno assunti; i costi per le famiglie non diminuirebbero, anche, perché, giustamente il privato deve guadagnare, mentre il Comune no. Anzi, potrebbe sorgere un ulteriore problema: il probabile licenziamento di cuoche, preparate, competenti e professionali che si troverebbero espulse dal mondo del lavoro in un’età in cui, difficilmente, potranno trovare altre attività e che, sicuramente, porterebbe ad un pesante conflitto sindacale.

Un’altra riflessione riguarda la scelta effettuata di spostare la primaria di via Isonzo per far posto al Centro unico, mentre si poteva concretamente ragionare sull’utilizzo di via Del Doss, struttura nella zona, con ampi spazi usufruibili e con un piazzale adeguato per i mezzi occorrenti, oppure l’area dell’ex macello in via Stazzi, già costruita come struttura per il trattamento degli alimenti.

Invitiamo, perciò, l’Amministrazione ad approfondire ulteriormente tutta la questione, senza, però, che questo approfondimento diventi poi blocco di ogni decisione poiché la situazione attuale deve essere rivista in tempi brevi e non vorremmo, sicuramente, sentirci dire in un futuro che ormai non si può fare più niente e che si deve privatizzare, anche perché la reazione sindacale sarebbe durissima! [Rsu e Fpcgil-Cislfp-Uilfpl, Cassina – Mandressi – Berti – Falanga]

 

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