Avanti col Dup
Prosegue, scontata, la discussione sul Documento unico di programmazione, filtra qualche malumore in maggioranza.
Preliminari
Perché la Giornata della memoria sia uno stimolo per un attivismo e una riflessione sul presente ha preso la parola Celeste Grossi, Paco-Sel, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 25 gennaio, citando anche la situazione disperata per quanti continuano a dormire sul pavimento della stazione di Como S. Giovanni. Mentre la maggior parte degli interventi ha toccato la sconfitta del ricorso al Tar sull’ampliamento della Zona a traffico limitato. Il sindaco Lucini ha letto alcuni stralci della sentenza per comunicare la notizia all’aula, in pratica il Tribunale ha dato parere favorevole sull’ampliamento ma ha ravvisato degli errori nell’ordinanza attuativa che è da rifare, rimane il dubbio sulle multe elevate sino ad ora. Insoddisfatti negli interventi Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha parlato di «una sorta di prescrizione» e Sergio Gaddi che è intervenuto su piazza Roma. «Siamo di fronte all’incapacità assoluta dell’assessore ai lavori pubblici – ha detto l’esponente di Forza Italia –, la chiusura degli esercizi era facile da prevedere. Invito i cittadini coinvolti a chiedere un risarcimento danni al Comune».
Dup
Fatto l’appello la seduta è quindi ripresa sul Documento unico di programmazione, il piano triennale dell’Amministrazione. Per prima Roberta Marzorati, Per Como, ha ribadito la propria contrarietà ad una eventuale “svendita” della Ticosa, che «sul Punto unico di cottura era invece giusta la proposta dei sindacati con tre, quattro punti», e l’intenzione a lottare per la Casa albergo di via Volta. «Non una casa della sfiga come è stato detto» ha aggiunto. Prevedibili gli interventi di altri consiglieri di opposizione che hanno attaccato sugli interventi programmati prospettandone altri, come Rapinese che ha chiesto di eliminare le barriere architettoniche ad esempio alla Palestra Negretti «un ragazzo per fare scherma ha dovuto andare a Milano, cambiare città perché non poteva accedere alla struttura». Sulla sicurezza si è speso come di consueto Francesco Scopelliti, Gruppo misto, mentre Ada Mantovani, Adesso Como, ha ricordato «le azioni messe in campo dall’amministrazione poi rivelatesi fallaci», come il centro unico di cottura, la questione delle farmaciste vendute con le farmacie e riprese in carico dal Comune, la questione del bar Cube «forse bisogna riflettere sui controlli procedurali interni». «In tre anni avete fatto solo una piccola cosa, l’allargamento della Ztl» è stato tranchant il leghista Diego Peverelli.
Ma anche dalla maggioranza qualche rimostranza c’è stata. Eva Cariboni, Amo la mia città, ha ricordato l’emergenza polvere sottili e chiesto se non fosse stato meglio impegnare i fondi utilizzati per rifare piazza Volta per intervenire sul Politeama: «Così ora si passerà per il viale di ciliegi in via Garibaldi per arrivare davanti alla fatiscenza del Politeama». «Avremmo preferito che affianco all’iter formale della delibera si avviasse una discussione politica – ha dichiarato Grossi – il Dup è stato messo in discussione solo tre giorni dopo che l’abbiamo trovato in casella». E dato il poco tempo avuto a disposizione e alcune migliorie da proporre la consigliera ha annunciato la presentazione di diversi ordini del giorno.
Dopo una sospensione dei lavori per permettere di chiarirsi le idee ai gruppi di opposizione e maggioranza, necessaria soprattutto per quest’ultima che ai 15 minuti iniziali ne ha aggiunti altri 15, Marelli ha fatto la propria replica. Per l’assessora il Dup migliorerà certamente in futuro e gli spazi di discussione in aula sono stati ampi e soddisfacenti con anche la possibilità di presentare ordini del giorno. A chi chiedeva conto della vaghezza di alcune affermazioni ha ribadito che si sta ancora valutando concretamente cosa fare: «Non si sta parlando di un libro dei sogni o di panzane, ma degli obietti a cui l’ente vuole rivolgersi». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

