Richiesta di rinvio a giudizio per Lucini/ Presunzione di innocenza del tutto fondata

Definirsi garantisti dopo lo scandaloso voto di scambio che ha permesso il salvataggio di Minzolini, già condannato ma assolto da una maggioranza trasversale in Parlamento, può essere rischioso. Molti di coloro che si definiscono garantisti lo sono solo per chi si macchia di reati di tortura o per quegli amministratori più volte trovati con le mani nella marmellata. Ma correrò il rischio di trovarmi in cattiva compagnia –  o forse no perché quello delle destre è garantismo a senso unico -: mi dichiaro convinto dell’onestà di Mario Lucini per il quale il pubblico ministero chiede il rinvio a giudizio  (l’udienza è fissata per il 1 2 aprile) per gli effetti del “mostro paratie”. Non è il momento di ricordare quanto sia stata sbagliata la scelta del primo cittadino di Como di perseverare nel cercare di portare a termine la folle, inutile e dannosa opera delle paratie, ma è giusto dire che dall’osservatorio di ecoinformazioni, che sempre ha osteggiato l’opera e criticato fortemente l’operato della giunta Lucini su questo, sembra del tutto evidente che gli errori commessi sono stati fatti in buonafede da Lucini che pensava così, anche contro le sue stesse convinzioni, di servire la città. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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