Giorno: 9 Agosto 2017

Non in nostro nome/ Le Donne in nero contro la militarizzazione del Mediterraneo

Si è svolta nel pomeriggio di martedì 8 agosto, in piazza San Fedele a Como, la protesta del gruppo di Como delle Donne in nero contro le politiche anti-umanitarie del governo italiano, volte a respingere i migranti e a restringere il campo d’azione delle organizzazioni umanitarie.

Nel corso della manifestazione è stato distribuito ai passanti, locali e anche turisti, un volantino, che riportiamo integralmente:

«Noi Donne in Nero esprimiamo il nostro totale dissenso dalle politiche che il governo italiano sta attuando in tema di migrazione.

Con la nostra presenza silenziosa vogliamo gridare contro la “missione navale” in Libia che vede l’impiego di navi militari per respingere donne, uomini, bambini, bambine che fuggono da guerre, violenza e povertà. Queste persone vengono ricacciate così nell’inferno dei campi libici all’interno dei quali sono ben noti e documentati soprusi, ricatti, violenze, torture.

Ci dissociamo totalmente e completamente da queste scelte, che, unite alla recente normativa riguardante le navi delle Ong che prestano soccorso nel Mediterraneo, negano anche i più basilari diritti umanitari.

Affermiamo con forza la necessità della libera circolazione delle persone e la creazione di canali umanitari, l’unica via per contrastare efficacemente gli scafisti e chi specula sulla disperazione umana.

Riaffermiamo con forza la necessità e il dovere di accoglienza e ricordiamo che, come Donne in Nero abbiamo sempre fatto nostro il pensiero di Virginia Woolf che afferma che, come donne, abbiamo per patria il mondo intero.

E questo non deve valere solo per noi ma è un diritto di donne e uomini di ogni origine.»

[Fotografie di Claudio Fontana e Marco Lorenzini]

Como fuori di Como: no borders a Salecina

Il 4 e 5 agosto si è svolto a Salecina un Music Festival, a conclusione della settimana coristica internazionale dedicata alla tematica No Borders (Senza Confini, come è stato tradotto in italiano). Mentre in Italia si approvava l’invio di navi militari sulle coste libiche per ricacciare chi fugge da guerre, violenze e povertà nei centri di detenzione in Libia di cui ben si conoscono le condizioni, un gruppo di persone si è ritrovato a cantare, camminare, condividere l’esistenza quotidiana sulla base del concetto che le persone devono poter liberamente circolare perché il mondo è uno solo ed è di tutti.

Salecina si trova a 1800 metri di altitudine tra la val Bregaglia e l’Engadina, a circa 25 minuti a piedi dal paese di Maloja. È una struttura di vacanza molto particolare che accoglie le persone con i colori della pace e con visibili adesivi che annunciano che “qui nessuno è straniero”. Al suo interno sono disponibili stanze da due a quattordici letti (eccezionalmente, anche la possibilità di campeggiare nell’ampio prato circostante), spazi comuni, biblioteca, sale per corsi e seminari. Gli ospiti collaborano all’organizzazione della giornata suddividendosi le diverse incombenze secondo turni che vengono decisi in brevi riunioni serali. I costi sono contenuti e ognuno sceglie la quota che può pagare.

L’atmosfera è cordiale, si incontrano persone interessanti con cui è possibile scambiare idee, emozioni, esperienze, compatibilmente con i problemi di lingua.

In questa settimana corale e nei due giorni di festival musicale l’Italia, e Como in particolare, è stata molto presente, in realtà più come immagini, citazioni, ricordi che come persone presenti. La stragrande maggioranza degli ospiti era infatti tedesca o svizzera.

Era stata allestita una mostra con foto di Claudio Fontana relative all’esperienza di accoglienza alla stazione di Como San Giovanni della scorsa estate e in uno degli spazi comuni era appeso, ben visibile il manifesto realizzato da ecoinformazioni per iniziativa di Claudio Fontana che è stato fatto e stampato a Como per accogliere i turisti spiegando quello che stava avvenendo alla stazione. Gli evidenti collegamenti tra Como e Lampedusa, da cui proviene Giacomo Sferlazzo, il cantautore che ha animato la serata del 5 agosto, sono stati spesso esplicitati, alte volte sottesi, ma sempre presenti.

Queste due giornate musicali sono state organizzate per festeggiare i 20 anni dell’esperienza di coro (dal 1997 si svolge la settimana coristica internazionale) e i 45 anni della fondazione di Salecina.

Sul sito (www.salecina.ch) si trova presentata la casa con questo breve significativo testo:

«… è una casa di montagna che ha oltre 300 anni e che i socialisti Amalie e Theo Pinkus nel 1972 hanno trasformato in un centro di formazione, di aggregazione e di vacanza per persone di sinistra.

… è una Fondazione che ha lo scopo di offrire un luogo per corsi, seminari e vacanze in un ambiente meraviglioso come l’Engadina, a cui possano accedere anche persone che non hanno grandi disponibilità economiche.

… è un progetto autogestito che crede nel legame tra ospitalità e scambio di valori e di ideali».

Tutti aspetti che si sentono con grande forza, anche solo passandoci per una breve visita.

[Mariateresa Lietti per ecoinformazioni]

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