Il volto giovane della poesia

Nel corso del pomeriggio di domenica 29 ottobre, alla Villa del Grumello, si è svolta una giornata all’insegna della poesia e della gioventù, organizzata dalla Casa della poesia di Como, in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello. Tra musica, arte e poesia i giovani studenti del Liceo Teresa Ciceri, del Liceo  Volta, dell’Accademia Galli e dell’Istituto Enaip hanno avuto l’occasione di mostrare i progetti sviluppati nel corso degli anni in vista del festival internazionale di poesia Europa in versi.

La giornata di domenica è stata la degna conclusione della manifestazione Sfogliando il km della conoscenza, nella meravigliosa sede di Villa del Grumello, che in precedenza ha ospitato anche di diverse edizioni del festival Europa in Versi. E’ Laura Garavaglia, presidentessa della Casa della Poesia di Como, ad aprire l’evento con un discorso che si rivela essere in tutto e per tutto un’apologia della gioventù in un periodo storico in cui spesso dei giovani si sente dire più male che bene. E non sono pochi gli stessi giovani presenti, tanto che la stanza dalle pareti candide riecheggia del loro vociare entusiasta. Tutte le sedie sono occupate dai partecipanti, mentre il pubblico di curiosi si assiepa nei corridoi. «Senza di voi questo Festival non esisterebbe e io voglio ringraziare la vostra forza, la vostra energia e il vostro animo fresco e pulito che vi permette di comprendere cos’è la poesia meglio di molti altri adulti» dice Laura Garavaglia rivolgendosi tanto ai giovani presenti quanto a quelli che non hanno potuto esserci ma che hanno contribuito con la loro creatività a questa iniziativa. Il Festival Europa in Versi infatti da ben 7 anni collabora con le scuole di Como, stimolando, tramite l’operato di numerosi docenti, la passione per la poesia. Una passione che si pensa poco comune e che sicuramente in rari casi viene associata ai giovani, ma che si afferma in questa occasione in tutta la sua grandiosità. Tramite questo progetto gli studenti hanno modo di conoscere poeti contemporanei provenienti da tutto il mondo e lavorare sulle loro opere: c’è chi traduce dalla lingua originale all’italiano, chi trascrive seguendo la propria ispirazione, chi tramuta le parole in musica, chi in arte. Ce n’è per tutti, ma soprattutto questa iniziativa consente ai giovani di incontrare faccia a faccia i poeti. E questi ultimi, come dice Laura Garavaglia, restano sempre profondamente impressionati e ammirati dagli incontri con gli studenti che sottopongono loro il proprio operato e i propri quesiti. Forse questo incontro d’anime, (perché se c’è qualcosa che la poesia mette in moto è proprio dell’anima), è dovuto ad un’affinità di fondo che Laura Garavaglia ha poeticamente, per l’appunto, ricordato: tutti i poeti restano un po’ adolescenti. E’ anche vero, tuttavia, che il linguaggio della poesia aiuta i giovani a crescere, a sintetizzare le forti emozioni da cui vengono travolti e a trasformarle in qualcosa di splendido, siano esse buone o cattive. E domenica 29 ottobre questi studenti hanno davvero dimostrato che la gioventù del nostro tempo ha da offrire molto di più di qualche foto pubblicata sui social: hanno mostrato amore, rispetto, impegno, fantasia e soprattutto voglia di ascoltare gli altri.

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Andrea Tavernati, critico d’arte e membro della Casa della Poesia, ha presentato le opere d’arte dell’Accademia Galli, spiegandone tanto la tecnica utilizzata quanto il significato, legato alle opere poetiche da cui traggono ispirazione. Tra tempera a olio, ago e filo, fotografia, principio di indeterminazione, cantilene norvegesi, poesie d’amore e di guerra, gli studenti dell’Accademia Galli sono riusciti a tramutare in immagine le parole dei poeti del festival. Le opere d’arte sono state esposte al pubblico a Villa Gallia nel corso del festival, in tutta la loro sinergia di impatto visivo e contenuto poetico.

A dimostrare che la poesia è molto più di un testo scritto hanno contribuito anche gli studenti del Liceo Teresa Ciceri: i loro numerosi interventi hanno dato luogo ad un interessante connubio di parola e multimedialità, che ha avuto l’apprezzabile risultato di affermare con convinzione che la poesia non è un prodotto del passato, ma che anzi riesce in modo eccezionale a integrarsi con la tecnologia. Tramite questa infatti gli studenti hanno realizzato video e presentazioni power point, costruiti su sottofondi audio ed immagini, che hanno permesso al pubblico di avere una chiara visione della loro interpretazione dei singoli testi poetici. Questa tecnica ha permesso ai ragazzi di lasciarsi trasportare dalla suggestione della parola, distaccandosi dall’analisi formale e stilistica attuata a scuola, che spesso rischia di ergere tra i giovani e la poesia un muro invalicabile. Così facendo invece, i giovani sono diventati sceneggiatori e coautori del testo poetico, mettendo a frutto quella capacità di fare uso delle immagini che è propria in modo peculiare della loro generazione. D’altra parte la multimedialità non è stata l’unico strumento utilizzato, non è mancata infatti la musica: ispirandosi alle poesie proposte due studenti del Liceo hanno prodotto composizioni musicali di chitarra e violino, in modo da dare al testo poetico una voce diversa dal solito.

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All’incontro di domenica ha partecipato anche l’Istituto Enaip, con il contributo di numerose studentesse che nel corso dell’anno si sono impegnate a tradurre in inglese gli haiku del poeta italiano Dante Maffia. Per quanto tradurre spesso voglia dire tradire, nel campo della poesia più che mai, queste ragazze hanno dimostrato che pur passando ad una lingua totalmente altra rispetto all’italiano, quale è l’inglese, non debba necessariamente andare perduta la musicalità del testo originale. D’altro canto queste studentesse hanno raggiunto un risultato forse ancora più eclatante: dimostrare che, contro ogni pregiudizio di fondo, in una scuola professionale la cultura letteraria ha e continuerà ad avere un profondo valore.

Hanno contribuito all’evento anche alcune studentesse del Liceo Volta, rappresentati di una partecipazione del gruppo studentesco che nel corso degli ultimi anni si è dimostrata ben più larga, con la lettura delle loro riscritture delle poesie proposte, mentre una delle studentesse ha addirittura recitato la propria traduzione in rumeno di un testo del poeta romeno Ion Deconescu. Un’altra studentessa invece si è lanciata nella traduzione di una poesia dello stesso poeta nella lingua dei segni, generando al momento della propria esibizione un momento di magia e fiati sospesi, dove è riuscita a dimostrare che le vie tramite cui la poesia può parlare al cuore di ognuno sono veramente innumerevoli.

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Il bilancio della giornata è stato estremamente positivo, tanto per gli studenti quanto per i membri della Casa della Poesia, Laura Garavaglia, Andrea Tavernati, Wolfango Testoni, Elisabetta Broli e Alessandra Corbetta, che si sono detti riconoscenti e entusiasti dell’attiva partecipazione delle scuole alle loro iniziative. Ma il risultato di una simile giornata va cercato più a fondo, al di sotto di quelle parole che hanno saputo incantare e estraniare. La poesia infatti rischia spesso di allontanare lettore e poeta dal mondo circostante, sebbene questo non sia il fine del suo viaggio, quanto piuttosto un ostacolo nel percorso. La poesia parla della realtà e la realtà tutta ci parla della poesia: passione per la poesia vuol dire infatti passione per la vita, in tutte le sue sfaccettature, e voglia di raccontarla, nei suoi aspetti meglio conosciuti o più reconditi, a seconda della vocazione di ciascuno. Purtroppo, come diceva Léon-Paul Fargue «La poesia si trova dappertutto, ma solo pochi la vedono»: la positiva riuscita di questa iniziativa è per questo motivo fondamentale. C’è bisogno che i giovani di oggi, che saranno per tautologia gli adulti di domani, sappiano che il poeta non è colui che sogna ad occhi aperti, chiuso nella propria stanza con le mani in mano, il vero poeta è colui che conosce il mondo per averne calcate le strade e visti gli abitanti. E’ importante che la poesia insegni ai giovani che questo nostro mondo può essere guardato con molteplici occhi e che ognuno di questi punti di vista merita di essere preso in considerazione. Ecco il valore aggiunto di un’iniziativa come quella della Casa della Poesia di Como, iniziativa che di fatto gli studenti hanno dimostrato di saper comprendere e apprezzare con i loro strumenti e le loro conoscenze. [Martina Toppi, ecoinformazioni] [Foto Europa in versi]

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