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Guerra e razzismo = inumanità, sperpero e meno diritti

Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai, il 26 gennaio alla ex Circoscrizione 7 di Como per Leu, è stata un’occasione importante per comprendere l’intreccio perverso tra razzismo e sperpero di denaro in barba alla Costituzione e a favore dei soliti noti che alimenta sempre di più il pozzo senza fondo delle spese militari italiane e determina la riduzione degli investimenti per il welfare, per il lavoro e per la cooperazione, quella vera che non si fa né con i carri armati, né con le armi, né finanziando i più sanguinari regimi del mondo ai quali il governo ha affidato la “soluzione finale” per i migranti che vorrebbero venire in Europa.

Nella serata, introdotta da Celeste Grossi, con relatori di livello internazionale come Francesco Vignarca (premio Nobel per la Pace 2017, Rete italiana per il disarmo) e Stefano Catone, saggista, autore e curatore di Nessun Paese è un’isola [Nessun Paese è un’isola. Migrazioni, accoglienza e il futuro dell’Italia, Imprimatur edizioni, 2016, 224 pp., 16 euro, epub  6,99 euro] sono stati forniti datti incotrovertibili contro la guerra, l’industria militare, le ruberie ad essa connessa, le bugie diffuse ad arte a vantaggio di pochi potentati economici vicini ai governi. I relatori dell’incontro seguito da una trentina di persone (persa l’occasione di formazione per buona parte del pacifismo e della “Bella Como”, il larga parte assente)   hanno dimostrato come la bufala del “Si vis pacem, para bellum” sia non solo eticamente mostruosa, ma anche estremamente sconveniente per l’Italia paese privato dei diritti sociali per esportare guerre e morte e contemporaneamente quanto siano falsi, diffusi a arte e altrettanto ignobili, i pregiudizi di coloro che pensano che la povertà che si diffonde in Italia sia connessa al modesto aiuto nell’accoglienza dei relativamente pochi migranti che arrivano in Italia. Tanti pensano senza criterio che rinunciare allo sperpero militare produrrebbe una crisi occupazionale e non colgono  che l’idea del rimpatrio dei migranti oltre che disumana sarebbe anche costosissima: per costringere un migrante a tornare in paesi dove forse sarà torturato e ucciso, disprezzando leggi e etica, si spendono in italia 20 mila euro. Una vergogna. Agli interventi dei relatori è seguito il dibattito e Mariateresa Lietti ha letto un contributo sulla vita indipendente di Ida Angela Sala candidata  di Leu alle elezioni regionali della Lombardia.

On line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli altri interventi dell’iniziativa.

 

 

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