Una farfala contro l’orrore/ Replica dal vivo alla Piccola accademia e, in diretta streaming, al Gloria il 5 febbraio

Chissà quanti, tra gli spettatori che hanno affollato, la sera del 3 febbraio la sala, sono entrati con un groppo in gola per l’orribile vicenda di razzismo assassino di Macerata e per la condivisione delle motivazioni naziste della mattanza fatta dalla Lega e da Casa Pound. Certamente lo spettacolo La farfala locullo ha rinforzato le loro motivazioni contro il nazismo e il razzismo e lo ha fatto come solo l’arte può fare con un messaggio che passa dal cervello e dal cuore insieme appassionandoci e facendoci compenetrare in un “conto” che ci sembra di convivere in scena. Tutto davvero perfetto per una serata che il pubblico ha molto apprezzato e che è stata resa indimenticabile dalla maestria di Giuseppe Adducci e dei Sulutumana. Si replica lunedì 5 febbraio alle 15 (senza i Sulutumana) alla Piccola accdemia in via Castellini 7 a Como  e contemporaneamente in streaming allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como con una sperimentazione di teatro e cinema insieme del progetto Connessioni controcorrente. Ingresso 5 euro alla Piccola Accademia, 2 euro per gli studenti allo Spazio Gloria.

 

La farfala locullo uno spettacolo che racconta di uno zingaro. Oggi che gli zingari vengono più che mai dileggiati. E’ uno spettacolo che parla di campi di concentramento. Oggi che si vuole negare persino la memoria di quei momenti bui. C’è uno spettacolo che grida il suo stupore.
C’è una domanda. Ha salvato più bambini rumeni un teatrante che li ha strappati dalle fogne di Bucarest o quali altri enti? C’è una seconda domanda: è più forte il teatro o la repressione? Le domande sono retoriche, le risposte no. Durante un rastrellamento in un campo di nomadi un ragazzo zingaro viene salvato dalla madre che lo affida a un medico nazista, mettendolo al suo servizio e prospettando al medico la possibilità di fare su di lui – zoppo – esperimenti che gli consentano la notorietà. Il medico lo porta con sé, di là della rete di un lager in cui sono racchiusi migliaia di ebrei.
Il ragazzo ha la capacità di fare racconti in grado di affascinare chiunque. Perseguitati e aguzzini vengono richiamati intorno alle sue narrazioni con la stessa intensità, in una sorta di sospensione del tempo.
Tra gli ebrei c’è un bambino che fungerà da tramite tra lo zingaro e Miriam, anch’essa internata, di cui lo zingaro si innamorerà e di cui cercherà la salvezza con ostinazione e pervicacia.
Il ragazzo si divincolerà dal sentimento di gratitudine verso il medico, che lo ha risparmiato dalla morte ma la diffonde a piene mani intorno a sé, e alla fine…

Testo e regia di Giuseppe Adduci,  con Giuseppe Adduci e i Sulutumana. Lo spettacolo fa parte della rassegna di Teatrogruppo Popolare Il teatro e Margherita. Lo spettacolo e la rassegna Il Teatro e Margherita sono parte del progetto Connessioni Controcorrente, di Arci Xanadù, ecoinformazioni e TeatroGruppo Popolare con il contributo di Fondazione Cariplo.

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