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Liberi e Uguali/ Onorio Rosati a Como

Anche per la regione Lombardia il programma di Liberi e Uguali si traduce in lotta alle disuguaglianze, rappresentata in primis da Onorio Rosati, candidato alla presidenza regionale, che ha esposto alla stampa, il 15 febbraio a Como nella Sala gruppi di Palazzo Cernezzi  insieme ai candidati e alle candidate della lista, il programma politico di Leu in Lombardia.

Non perde tempo Onorio Rosati di fronte ai media presenti giovedì 15 febbraio nella sala gruppi politici del Comune di Como e, dopo i ringraziamenti ai presenti di Celeste Grossi, va dritto al punto: Liberi e Uguali ha l’obiettivo di portare avanti una forte lotta alle disuguaglianze, non solo a Roma ma anche nei palazzi dell’amministrazione lombarda e nelle città della regione. Dalla crisi in pochi hanno tratto grande profitto e in molti si sono impoveriti, allargando ancor di più il gap che separa la fascia ricca della popolazione da quella povera. Come affermato da Rosati, il programma di LeU si pone in netta discontinuità con le amministrazione precedenti e affronta i temi salienti con lo sguardo ben focalizzato sull’obbiettivo generale di combattere le disuguaglianze.

I primi due temi approfonditi da Rosati consistono nei due settori più martoriati degli ultimi anni: sanità e scuola. Il candidato presidente esprime la totale contrarietà di LeU nei confronti delle norme sui malati cronici, sottolineando come andrebbero messi in discussione i meccanismi di accreditamento delle strutture private e allo stesso tempo ampliati i posti a disposizione dei malati. Il tema è analizzato anche da Alberto Buccino, candidato e dipendente nella sanità pubblica, che evidenzia come la sanità privata abbia ricevuto un enorme regalo dalla Regione con questa manovra. Per questo motivo risulta necessario elaborare un efficace sistema di sostegno alle famiglie, troppo spesso in difficoltà economiche o non preparate a questi tipi di esigenze sanitarie. Un’altra criticità della sanità è rappresentata dalle liste di attesa, uno strumento che allo stato attuale non garantisce più il principio di universalità a causa dei cosiddetti super ticket e degli infiniti tempi di attesa per visite ed esami: «I cittadini in Lombardia si allontanano progressivamente dal servizio sanitario pubblico – afferma Rosati – con la conseguenza che molti si curano presso strutture private e molti altri non si curano».

Per quanto riguarda la scuola, risulta allarmante il dato relativo all’abbandono scolastico e all’occupazione giovanile. Sono più di 200.000 i giovani che non studiano e non lavorano in Lombardia, conseguenza anche dei risultati negativi di strumenti come garanzia giovani: «Garanzia giovani non ha portato i risultati sperati, sono stati attivati molti tirocini ma poche assunzioni e questo è un chiaro segnale negativo». Il candidato presidente esprime la volontà di rivedere le quote di investimento pubblico nelle scuole lombarde, ad oggi pari all’80% per le paritarie e solo al 20% per le statali, una scelta politica inaccettabile e da ribaltare.

In una regione come quella lombarda, la più inquinata di Italia, e che registra solo 700.000 viaggiatori su rotaia non si può non affrontare temi come ambiente e mobilità. La legge 31/2014, che doveva regolamentare e favorire un consumo sapiente e attento del suolo, ha al contrario accelerato il meccanismo di sfruttamento ed è a parere di Rosati una legge che andrà necessariamente abrogata. Non si può ignorare inoltre l’urgenza di una messa in sicurezza generale oltre che di una riqualificazione ambientale al fine di rendere più funzionale e allo stesso tempo più attrattivo il territorio lombardo. Un passo fondamentale in questo senso è rappresentato dal riutilizzo delle aree dismesse, come spiegato da Licia Viganò, e dalla bonifica degli spazi disponibili in modo da non dover cementificare ulteriori porzioni di territorio. A Como, nello specifico, la criticità maggiore è rappresentata dalla qualità dell’aria, questione giustamente analizzata secondo Guido Rovi dal Tavolo dell’aria regionale, ma non convertita in un’adeguata proposta politica. Tra le opere pubbliche che consumano maggiormente il suolo si inserisce la realizzazione di strade e autostrade, favorita dall’attuale amministrazione e osteggiata al contrario da Rosati: «Il piano regionale infrastrutture e mobilità prevede un potenziamento delle rete ferroviaria di soli 12 chilometri. In Lombardia abbiamo potenzialmente un milione e mezzo di viaggiatori su rotaia ma solo 700.000 usano effettivamente questo mezzo. Non manca la domanda ma l’offerta». Da qui la necessità di investire per potenziare e ammodernare la rete ferroviaria, bloccando per dieci anni l’ampliamento delle vie autostradali così da reperire i fondi necessari. Ci sarà anche da interrogarsi sull’efficienza del servizio offerto dai gestori attuali, valutando se sia confacente ai bisogni dei viaggiatori e, in caso di esito negativo, ripensare le concessioni e valutare altri soggetti.

Un capitolo a parte è dedicato al mondo del lavoro, soggetto a diverse criticità. In primis Rosati evidenzia la consistente delocalizzazione produttiva di aziende che hanno ricevuto finanziamenti pubblici, siano europei, regionali o nazionali. Per arginare il fenomeno Rosati propone una norma che obblighi tali imprese a restituire integralmente le somme ricevute in caso di delocalizzazione della propria produzione. Allo stesso tempo la Regione andrebbe resa più attrattiva per le imprese – anche internazionali – con lo scopo di rafforzare l’industria e di mantenerla sul territorio. Un’altra criticità è rappresentata dal sistema dotale, in particolare per giovani, donne e over 55. Per questo motivo è anche necessario, secondo Daria Doria, ripristinare l’articolo 18 ed abrogare il Jobs Act. La proposta di Rosati consiste nel rifarsi all’esperienza della Afol metropolitana – Agenzia metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro -, che potrebbe costituire un modello da applicare anche in altri settori. Impossibile non citare la questione sicurezza sui luoghi di lavori parlando di Lombardia, dato che detiene il triste primato di decessi per il 2017. In questo caso non è necessario solo riflettere sulle norme ma anche agire, verificando che i lavoratori operino nelle condizioni adeguate per la loro salvaguardia e migliorando il contesto lavorativo anche con le innovazioni tecnologiche che possano rendere più sicuro il lavoro. In poche parole, servono investimenti e innovazione per riqualificare e ridare dignità al lavoro.

Altrettanto importante è lo sviluppo del sistema welfaristico, con particolare riferimento alla situazione delle periferie. Dopo aver sottolineato l’assoluta necessità di riqualificazione delle zone periferiche e un miglioramento delle condizioni di vivibilità nei quartieri, Rosati evidenzia che le politiche sociali regionali dovrebbero affrontare le nuove povertà con impegno e investimenti, cosa che non è avvenuta: «La Regione non ha investito nulla per riqualificare le periferie, nulla». Serve un welfare, quindi, che sia sostegno qualificante e allo stesso tempo manifesti la presenza e la vicinanza delle istituzioni. La propaganda di destra ha cavalcato il tema sicurezza nelle periferie con metodi comunicativi allarmistici, esasperando i toni ed esagerando le criticità soprattuto sul versante stranieri: « Se si affronta la questione solo dal punto di vista della criminalità non affronti il problema» afferma Rosati, aggiungendo «Fontana – candidato centrodestra – ha dichiarato che in Lombardia ci sono 100.000 clandestini, dato errato, e che li avrebbe rispediti tutti a casa, affrontando così il problema nel modo errato. La sicurezza nelle periferie per la destra è pura propaganda».

Breve, ma significativo l’intervento di Ida Angela Sala, attiva per la promozione del diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità. Chiede che si parli di quei diritti basilari per un vita degna che dovrebbero essere garantiti: casa, lavoro e scuola per i disabili come per tutti gli altri cittadini. Chiede che venga rispettato il diritto di sostegno alla persone e alla famiglia, con la proposta di dare libertà al disabile sulla scelta dell’assistente, figura che diventa fondamentale nello svolgimento delle attività quotidiane e non. Lancia inoltre un appello alla politica e ai media, chiedendo che si parli meno di posti letto e strutture e più di diritti delle persone.

Un obbiettivo più volte espresso dai candidati di Leu consiste nel gettare le basi per la creazione di un grande soggetto politico di Sinistra. Come affermato da Gianluca Leo, Liberi e Uguali rappresenta la base democratica che deve riportare al centro i valori fondanti della nazione e unire la Sinistra in un’unica formazione che si opponga fermamente all’avanzare di estremismi di destra, ad odio, razzismo e violenza. Questa volontà sarà parte integrante dell’azione politica di Rosati e di chi verrà eletto tra i candidati e le candidate di Leu in Lombardia. [Vincenzo Colelli, ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video della conferenza stampa realizzati da Gianpaolo Rosso.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 febbraio 2018 da in elezioni regionali, Politica con tag .

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