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Ristorazione scolastica/ Stato di agitazione

In conseguenza delle scelte del Comune di Como relative alle mense scolastiche che determinano licenziamenti e scadimento del servizio Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato la stato di agitazione.

«Le categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl, Uil e la rappresentanza sindacale unitaria del comune di Como, a seguito degli esiti negativi dell’incontro del 12 febbraio con il comune di Como, comunicano l’apertura dello Stato di agitazione del personale della Ristorazione Scolastica. Nel corso del confronto sul futuro delle mense comunali, l’assessore Amelia Locatelli, l’assessore Elena Negretti ed il segretario generale Andrea Fiorella, hanno comunicato l’intenzione di appaltare parzialmente il servizio (a partire da settembre 2018), limitando l’utilizzo delle lavoratrici a tempo determinato al giugno 2018. Occorre l’obbligo di ribadire che la ristorazione scolastica è un fiore all’occhiello dell’ente. I pasti forniti, ad un costo estremamente contenuto, sono di alta qualità e rispettano tutti i requisiti richiesti dai servizi sanitari di controllo. Nel corso degli anni le operatrici ed i responsabili hanno investito sull’innovazione, basti pensare alle minilinee o alle diete speciale. Tale patrimonio di competenze e saperi non può andare perduto. Siamo certi che l’esternalizzazione parziale non potrà che portare, nel medio termine, alla dismissione totale del servizio, con un nocumento anche economico rispetto agli interventi sostenuti dall’amministrazione negli scorsi anni. Le motivazioni addotte dal comune a sostegno dell’affidamento a terzi della ristorazione e dell’interruzione dei tempi determinati non sono per nulla convincenti. Non c’e’ mai stata, da parte del comune, la volontà di affrontare seriamente la proposta sindacale di mantenere il servizio in gestione diretta. Il centro unico di cottura non si può fare perché troppo costoso e realizzabile in tempi eccessivamente dilatati? Dov’è lo studio che lo comprova? Quali sono le perizie tecniche? Non c’è nulla!!!! La verità è che è molto più semplice affidare ad altri la gestione di un servizio complesso e disperdere un bene pubblico che farsene carico. Mai le organizzazioni sindacali sono state messe in
condizione di affrontare una discussione nel merito, opponendo una pregiudiziale aprioristica. Cgil, Cisl, Uil e Rsu, anticipando la volontà di aprire un percorso di mobilitazione che coinvolga anche l’utenza, chiedono di nuovo e con forza che i lavoratori precari vengano assunti anche per la prossima stagione (2018/2019) e si utilizzi tale lasso di tempo per individuare una forma di gestione condivisa». [Cgil, Cisl, Uil e Rsu Como]

 

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Questa voce è stata pubblicata il 15 febbraio 2018 da in como, Comunicati stampa, gastronomia, sindacati con tag .

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