Mese: Febbraio 2018

Teatro “sociale” e non solo

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«La scena illuminata: un titolo che non ha una connotazione pietista, ma vuole rendere atto della vera luce che irradia da questo Teatro»  – ha sottolineato Mario Bianchi nel corso dell’incontro che si è tenuto nella Sala Pasta del Teatro Sociale  il pomeriggio di sabato 3 febbraio. Presenti una trentina di persone, perlopiù appartenenti alla scena teatrale di Como e provincia e coinvolte in prima persona in forme di espressione teatrale partecipata, attenta e inclusiva nei confronti di soggetti spesso, e ingiustamente, estromessi dalla scena drammatica “d’accademia”.

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Luigi Nessi/ Lettera aperta a Mario Landriscina, sindaco di Como

Con una lettera aperta Luigi Nessi, portavoce de La prossima Como rivolge ancora una volta l’invito al sindaco di Como ad occuparsi del diritto alla casa e di di avviare finalmente il portierato sociale. Leggi nel seguito il testo della lettera. (altro…)

8 febbraio/ “Il cielo è cosa nostra”

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È già tutto esaurito, giovedì 8 febbraio alle 20,30, alla Sala bianca del Teatro Sociale di Como, per  Il cielo è cosa nostra. La vera storia di Osso, Mastrosso e Castagnosso, uno spettacolo che si sviluppa sulla leggenda medioevale dei tre cavalieri spagnoli che nel XIV secolo fondarono il primo codice della società onorata, gettando le basi per le organizzazioni a delinquere di stampo mafioso.
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Una farfala contro l’orrore/ Replica dal vivo alla Piccola accademia e, in diretta streaming, al Gloria il 5 febbraio

Chissà quanti, tra gli spettatori che hanno affollato, la sera del 3 febbraio la sala, sono entrati con un groppo in gola per l’orribile vicenda di razzismo assassino di Macerata e per la condivisione delle motivazioni naziste della mattanza fatta dalla Lega e da Casa Pound. Certamente lo spettacolo La farfala locullo ha rinforzato le loro motivazioni contro il nazismo e il razzismo e lo ha fatto come solo l’arte può fare con un messaggio che passa dal cervello e dal cuore insieme appassionandoci e facendoci compenetrare in un “conto” che ci sembra di convivere in scena. Tutto davvero perfetto per una serata che il pubblico ha molto apprezzato e che è stata resa indimenticabile dalla maestria di Giuseppe Adducci e dei Sulutumana. Si replica lunedì 5 febbraio alle 15 (senza i Sulutumana) alla Piccola accdemia in via Castellini 7 a Como  e contemporaneamente in streaming allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como con una sperimentazione di teatro e cinema insieme del progetto Connessioni controcorrente. Ingresso 5 euro alla Piccola Accademia, 2 euro per gli studenti allo Spazio Gloria. (altro…)

I candidati e le candidate di Liberi e Uguali di Camera e Senato

Anna Falcone, capolista di Liberi e uguali alla Camera plurinominale e Tino Magni, capolista al Senato plurinominale,  saranno a Como l’8 febbraio. Intanto, il 3 febbraio, Leu ha presentato alla stampa altri/ e candidati e candidate al Parlamento nel territorio comasco. Presenti all’incontro, introdotto da Celeste Grossi,  Daniele Farina (parlamentare uscente), Aurora Longo,  Marco Malinverno, Davide Pivi, Domenico Tammaro, Giuseppe Nigro.   (altro…)

3 febbraio/ “La farfala sucullo” alla Piccola Accademia

27072500_897172833741187_2375009504036824464_nSabato 3 febbraio alle 21, TeatroGruppo Popolare e Sulutumana portano sul palco della Piccola Accademia (via Castellini 7) La Farfala sucullo, spettacolo insignito del Premio Teatro e Shoà 2007.

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4 febbraio/ Cucciago/ “La Memoria diventa presenza”

27164845_1694742763904581_1077806187736896343_oPer domenica 4 febbraio alle 17, Il circolo Gd il Gelso organizza, alla Sala consiiare del comune di Cucciago in via Sant’Arialdo 2, l’incontro La Memoria diventa presenza, incentrato sugli anni dello sterminio nazifascista nei paesi di Cucciago, Fino mornasco e Casnate con Bernate.
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Il colore delle terre al Museo della seta

L’esposizione dedicata ai metodi di tintura naturale aperta al Museo della seta di Como si arricchisce in questi giorni (fino al 28 febbraio) di un capitolo artistico.

Sono infatti in mostra le opere di Alessandro Finozzi, personalità poliedrica (è laureato in architettura ma si occupa anche di musica e – appunto – di arte) e cosmopolita, realizzate grazie alla preparazione di pigmenti naturali ricavati dall’elaborazione delle “terre” e dei “carboni”, cioè effettivamente i materiali che si raccolgono dal terreno. È ovvio che tale procedimento non può essere frutto di approssimazione: si tratta non di raccogliere delle terre qualsiasi, ma di cercare e lavorare le terre giuste, quelle capaci di dare una resa efficace e una vibrazione particolare. A questo si aggiunge la considerazione per i luoghi specifici di raccolta: le Terre di confine (come suona il titolo della mostra) provengono infatti dal “confine orientale”, a cavallo tra Venezia Giulia, Friuli, Istria e Slovenia, una regione ricchissima di storia e tormentata da quella storia stessa, da cui Finozzi (triestino nato a Milano) proviene.

L’esito del suo lavoro è una serie di opere dalla tavolozza continuamente variata all’interno di un orizzonte preciso, quelle delle “terre” appunto, in cui ogni tonalità racconta (a chi è capace di leggerla) una storia e una provenienza; non a caso nelle didascalie di ogni “colore” è dichiarata l’origine, con una attenzione alla matericità che rappresenta una felice eccezione e che invece dovrebbe costituire la regola (ogni opera racconta le sue ragioni attraverso materie). Così da mettere in evidenza la complessità del “fare arte”.

C’è poi un’ulteriore riflessione che le opere di Alessandro Finozzi stimolano: ed è quella su quelle terre e su quella frontiera, e quindi sulla frontiera in generale. Una riflessione che anche in questo pezzo di mondo, tra territorio “italiano” ed “elvetico”, sarebbe il caso di cominciare a fare. Ma questa è una riflessione molto personale, che lasciamo alla sensibilità di chi vorrà avvicinarsi alle terre in mostra.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alessandro Finozzi

Terre di confine

Museo della seta, Como, via Castelnuovo 3

fino al 28 febbraio 2018

orari: martedì-venerdì 10.00-18.00; sabato 10.00-13.00

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