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Babel: arte del plurilinguismo e della multiculturalità

Babel è un’installazione artistica allestita fino al 21 aprile al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, in Canton Ticino. La sua forma è netta, squadrata, il suo contenuto e il suo significato complessi.

Come si capisce facilmente dal titolo, è riferita al contesto linguistico: l’artista friborghese Olivier Suter espone una riflessione sul multilinguismo svizzero, a partire dalle quattro lingue nazionali (tedesco, francese, italiano, romancio, in ordine di diffusione), ma ampliandola agli altri idiomi diffusi nella Confederazione elvetica. In Svizzera, in effetti, si parlano quasi 200 lingue diverse, frutto tanto di una storia complessa quanto del rimescolamento globale della modernità. Così un testo redatto su richiesta dell’artista dall’attuale presidente della Confederazione Alain Berset, centrato proprio sul plurilinguismo e sul multiculturalismo della Svizzera e originariamente scritto in francese, è stato tradotto in tedesco, da qui in italiano e poi via via nelle altre lingue più diffuse, fino al rumeno (che è la venticinquesima per diffusione), in una sorta di staffetta ideale, o – come preferiscono immaginare gli organizzatori, sottolineando l’aspetto del gioco – in una specie di «telefono senza fili». Nonostante i tanti, successivi passaggi in cui il testo è stato «tradotto», non sembra essere stato «tradito», rimarcando la fiducia in un approccio plurale, mai semplificante, alla cultura e alla comunicazione.

L’artista Olivier Suter.

Tra le sculture veriste e fortemente segnate dall’espressione emozionale dell’artista ticinese Vincenzo Vela (anch’egli, del resto, esponente di un approccio plurale, vista la sua formazione e la sua lunga attività in Italia), spicca quindi questo moderno totem multimediale: tra i volumi semplici, che alludono alle stele o forse agli altari, sta uno schermo su cui si alternano le venticinque traduzioni del testo e altrettanti volti di esponenti delle diverse comunità linguistiche. A disposizione del pubblico, proprio davanti allo schermo, grandi manifesti riportano le diverse versioni del testo e – sul retro – un ulteriore ritraduzione dell’originale in un’unica lingua (italiano, francese o tedesco) per verificare i piccoli «progressivi slittamenti» di intonazione. Significativi (e anche curiosi) sono i dati relativi alle persone parlanti i diversi idiomi in Svizzera (secondo i dati ufficiali dell’OFS): si va dal tedesco (4.276.097), al francese (1.457.311), all’italiano (548.903) seguono inglese e – chi l’avrebbe mai detto? – portoghese; via via gli altri: il romancio è decimo (con 36.472 persone), subito prima dell’arabo (28.993) e del tamil (22.307); chiude la serie, al venticinquesimo posto – come s’è detto – il romeno (con 7.754 parlanti). Non vi svelo l’intera classifica, perché fa evidentemente parte del gioco artistico (a me è rimasta la curiosità di sapere come procede l’elenco, fino alla duecentesima lingua, idioma più, idioma meno…).

Che l’attenzione al multiculturalismo non sia solo un vezzo artistico lo dimostra l’attività del Museo Vela, con la sua intensa attività di «mediazione culturale» (come si dice di là dal confine). Anche in questo caso oltre all’installazione in sé il programma prevede altre iniziative: dopo la «jam poetica» dell’inaugurazione curata da Marko Miladinovic, domenica 15 aprile, alle ore 10.30, è organizzata una tavola rotonda dal titolo Italiano liquido, per provare a fare il punto sulla diffusione della lingua italiana in Svizzera. Infine, sabato 21 aprile, in occasione della chiusura dell’esposizione, sarà la volta di un concerto «multiculturale e plurilingue»: Voci di Babel, con un gruppo di studenti del Conservatorio di Lugano che proporranno canti in cinese, turco, coreano, italiano.

Durante l’inaugurazione, oltre al pubblico consueto degli eventi artistici, erano presenti anche alcuni giovani richiedenti asilo, cui è stata dedicata un’attenzione particolare: solo un piccolo segno, certo, ma che indica un’intenzione precisa di restare al passo con le trasformazioni del mondo, di informare la propria attività a un saldo ideale di cultura e arte come elemento di comunicazione e contaminazione.

È anche sicuro che l’elenco delle lingue debba essere ulteriormente aggiornato

[Fabio Cani, ecoinformazioni]


 Olivier Suter

Babel

Ligornetto, Museo Vela

11 – 21 aprile 2018

orari: martedì-sabato 10-17; domenica 10-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF 12; ridotto e gruppi CHF 8.

L’entrata alle iniziative della mostra Babel il 15 e il 21 aprile è gratuita

Info: 0041 58 4813044, http://www.museo-vela.ch

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2018 da in arte, Cultura con tag , , .

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