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Arci servizio civile/ Memoria per la Liberazione

«Arci Servizio Civile con il progetto “La memoria come strumento di educazione alla pace” si è impegnata a promuovere la conoscenza e la consapevolezza dei valori commemorati nelle giornate del 27 Gennaio e del 25 Aprile. All’interno delle attività di progetto, Arci Servizio Civile ha promosso un questionario che ha riguardato la cittadinanza dei nove comuni aderenti (Roma, Bologna, Torino, Milano, Genova, Viterbo, Jesi, Piombino e Vicenza) al progetto volto ad indagare il grado di coinvolgimento e di consapevolezza che i giovanti di età compresa fra i 18 ed i 28 anni hanno sugli eventi riguardanti la Deportazione durante l’occupazione Nazifascista e la Resistenza al Regime Fascista e sulle celebrazioni a essa collegate.

La sede Arci Servizio Civile Lombardia, aderente al progetto con due volontarie, ha compiuto le rilevazioni su un campione di circa duecento giovani del territorio referente alla Città Metropolitana di Milano.

Dall’analisi dei risultati dei questionari sono emersi risultati interessanti su cui siamo chiamati a riflettere. In primo luogo, la maggior parte degli intervistati ritiene il regime fascista condannabile solamente in parte, poiché è vero che ha perseguito la popolazione italiana di religione ebraica e i partigiani, ma ritiene che abbia anche portato benefici alla popolazione.

In uno scenario politico, che sempre più spesso propone nuovamente idee razziste, ASC ritiene quindi preoccupante che un numero così elevato di giovani, non ritenga una dittatura condannabile a priori sulla base della soppressione delle libertà e dei diritti dei cittadini.

Un altro dato emerso dalla ricerca è che il 65% degli intervistati non ha mai partecipato ad alcuna commemorazione o manifestazione per la celebrazione del Giorno della Liberazione, che ricorre ogni anno per celebrare la definitiva sconfitta delle forze fasciste e naziste in Italia, e non abbiano conoscenza dei luoghi della memoria del loro territorio, ad esclusione del Binario 21 in stazione Centrale, dove sorge il Memoriale della Shoah.

La scarsa conoscenza della storia del proprio territorio si lega anche ad una scarsa consapevolezza sulla propria famiglia. In particolar modo emerge chiaramente che i maggiori dubbi siano sull’appartenenza politica dei propri familiari durante il periodo della dittatura e della guerra. Questo dato è interessante se messo in relazione all’ambiente indicato dagli intervistati come principale veicolo di memoria, la scuola, indicante un passaggio di testimone fra gli ambienti preposti alla trasmissione della memoria storica recente.

Il 25 aprile ASC ritiene importante divulgare questi risultati perché ritiene importante trovare un modo per rendere la memoria di quegli eventi ancora attuale e fondamentale anche per le nuove generazioni». [Arci servizio civile Lombardia]

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 25 aprile 2018 da in Senza Categoria.

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