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Anche Como senza frontiere a Bardonecchia per cambiare l’ordine delle cose

Sabato 16 e domenica 17 giugno 2018, a Bardonecchia si terrà il Forum Internazionale sulla riforma del sistema asilo in Europa che tratterà di: accoglienza, solidarietà e libera circolazione delle persone. La rete Como senza frontiere ha aderito al Forum per cambiare l’ordine delle cose, che è tra gli organizzatori, insieme ai sindaci di Bardonecchia, Oulx e Briançon. Saremo presenti entrambi i giorni per parlare anche della nostra realtà.

Questo l’appello del Forum:

«Siamo arrivati ad un punto tale per cui indignazione e domande non bastano più. È arrivato il tempo delle alternative e delle risposte.

Ci rivolgiamo a tutti gli esseri umani che non accettano di vedere la propria condizione umiliata da scelte politiche che ci costringono ad accettare conseguenze disumane.

Ci rivolgiamo a tutti coloro che vogliono reagire a questo ordine delle cose. A chi sente vibrare la pelle e tremare il cuore quando pensa che noi stiamo accettando la morte di madri incinte, bambini, ragazzi e ragazze che stanno commettendo l’unico errore di volersi muovere e che spesso devono muoversi.

Dobbiamo avere la forza di immaginare e proporre un sistema diverso, che non abbia come inevitabile conseguenza l’umiliazione dell’umanità e la violazione delle vite e dei diritti. Perché oggi il sistema “democratico” con cui la questione migratoria viene gestita prevede strutturalmente queste conseguenze. I gendarmi francesi che respingono i migranti, causandone la morte come nel caso di Beauty,  non verranno processati. Hanno agito secondo un ordine operativo ben preciso. Così come i militari e i funzionari italiani che gestiscono le operazioni sul confine libico non verranno perseguiti. Nemmeno conosciamo i loro nomi. Agiscono per far funzionare le cose come le istituzioni chiedono loro e come l’opinione pubblica accetta che funzionino.

Allora adesso spetta all’opinione pubblica costruire altre risposte. Risposte che abbiano il coraggio di non parlare di “diritti dei migranti”, perché tale definizione tematica costituisce un ghetto mediatico, che ci sta allontanando dal centro della questione.

Dobbiamo mettere al centro la nostra dignità comune, il coraggio di non rinunciare a principi di civiltà che continuiamo a ritenere fondamentali nelle nostre vite (o siamo pronti ad essere detenuti o uccisi anche noi perché vogliamo viaggiare?).

Dobbiamo mettere al centro la giustizia sociale, quella che prevede che le ricchezze vanno distribuite verso chi ne ha bisogno, al di là delle proprie origini etniche, e che i privilegi e le furbizie fiscali non vanno invidiati, ma combattuti.

Dobbiamo mettere al centro i principi di solidarietà, che non significa essere caritatevoli con i poveri, ma distribuire fatiche e vantaggi, impegni e diritti in modo equo in diversi territori, senza proteggere luoghi di elite e schiacciare periferie a cui affidare tutti i pesi sociali.

Dobbiamo mettere al centro il diritto alla mobilità, alla scelta personale di raggiungere un luogo dove c’è qualcuno che ti aspetta o dove sai che c’è lavoro o dove hai voglia di studiare, facendo diventare questo diritto un perno di cambiamento dell’ordine delle cose, con il coraggio di farlo diventare principio capace di guidare scelte pragmatiche di gestione del fenomeno migratorio che riguarda le vite di tutti noi.

Dobbiamo insomma avere il coraggio insieme di studiare e avanzare proposte. Partendo dai territori e puntando ad incidere a livello europeo. Come? Con un movimento di opinione, di azione e di pressione sociale. Non un movimento per i migranti.  Un movimento per la dignità umana e la giustizia sociale di tutti noi.» [Forum per cambiare l’ordine delle cose]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 15 giugno 2018 da in immigrazione, Senza Categoria.

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