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ecoinformazioni on air/ Salvare viale Varese

La lotta della città per salvare Viale Varese ed evitarne l’esproprio per darlo per trenta anni a un privato lunedì 25 giugno alle 6,40 a Snooze di Radio Popolare. Ascolta il servizio di Gianpaolo Rosso su Radio Popolare. «Como è l’unica città che riesce a essere i n perdita con un autosilo comunale, quello di Val Mulini (sì proprio quello nel quale il Comune ha sperperato 20 mila euro per evitare che qualche migrante vi trovasse rifugio) sempre vuoto perché la politica delle ultime amministrazioni non è riuscita a renderlo interessante, nonostante disti poche centinaia di metri dal centro della città.

Como è una delle città più inquinate d’Eurupa con picchi preoccupanti di ossidi di azoto di polveri sottili, di ozono, quasi costantemente fuori controllo da anni. Como è una città turistica che attrae sempre più automobili che senza altre indicazioni arrivano nel cuore della città e naturalmente non possono trovare parcheggi illimitati.

Per permettere di parcheggiare a ridosso del centro storico la Giunta precedente, prima, e il centrodestra, oggi, pensano di moltiplicare i parcheggi nonostante sia evidente che un maggior numero di posti auto nel centro determinerà ulteriore traffico, inquinamento e i posti disponibili non potranno mai essere sufficienti.

Per farlo l’idea alla fine bocciata dalla precedente amministrazione anche perché le sinistre e una parte del pd minacciavano di uscire dalla maggioranza era un parcheggio sotterraneo in viale Varese con 100 nuovi posti.

Ora tocca alle destre che caldeggiano l’idea del più noto costruttore locale, Nessi e Maiocchi, che propone un progetto per 86 posti auto a raso. Per realizzarlo il Comune perderebbe anche 600 mila euro l’anno oltre a dover cedere tutta l’area per trenta anni.

Contro il  Circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente, Fiab Como Biciamo, Iubilantes, Città possibile, Wwf Oa Insubria, Lipu Como, Associazione Chiave di Volta, Italia Nostra Como, Arci provinciale di  Como. Più di mille firme raccolte 600 nel solo unico giorno di raccolta in piazza sul documento degli ambientalisti con queste argomentazioni:

«– Un parcheggio a ridosso delle mura del centro storico è antistorico e va in direzione opposta rispetto alle visioni nuove di mobilità sostenibile che sono seguite da tutte le città europee e dalla maggior parte delle città capoluogo italiane (tanta lungimiranza è stata mostrata da Como negli anni ’70, tanto oscurantismo oggi?)

– L’ampliamento del parcheggio a rotazione a ridosso delle mura aumenterebbe di per sé l’intasamento che soffoca il nostro centro storico in tanti giorni della settimana, essendo di per sé un attrattore di traffico

– L’ampliamento del parcheggio a rotazione a ridosso delle mura non risolverebbe comunque il problema dei parcheggi per accedere al centro storico, problemi che riguardano diverse tipologie di utenti (residenti, lavoratori del centro, utenti abituali ed occasionali) con necessità diverse e non si risolvono con l’aggiunta di 80/90 posti

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura è una proposta che risulta da una visione ristretta e parziale. È invece necessario affrontare la tematica dei parcheggi e della viabilità a partire da una visione più generale della mobilità cittadina e questo può essere fatto solo proseguendo con l’aggiornamento del Piano generale del traffico urbano che risale al 2001. A questo proposito, dalla recente presentazione sulla mobilità esposta da Legambiente nel corso del NowFestival abbiamo saputo che anticipare la redazione del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) ora obbligatorio nelle città oltre i 100000 abitanti (decreto 4 agosto 2017) potrebbe portare all’accesso a fondi statali che sarebbero utilissimi alla nostra città per riordinare il settore.

– La cessione in concessione di tale area impedirebbe una evoluzione della mobilità della no-stra città verso un sistema più moderno, che preveda un ampliamento dei parcheggi a corona del centro lungo le direttrici a grande percorrenza (Viale Roosevelt/ Innocenzo) già oggi e un ulteriore allargamento della Ztl negli anni a venire. A maggior ragione se il progetto prevedesse una concessione trentennale!

La contrarietà è motivata inoltre dalle considerazioni seguenti, che realisticamente supponiamo non avendo ad oggi i dettagli di progetto:

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura porterebbe ad una riduzione della già limitata porzione di verde presente, tagliando piante secolari e riducendo il giardino

– Giardino che rappresenta una delle poche aree a verde del centro storico ed è oggi è molto frequentato; è area di incontro per le persone e di movimento per gli animali domestici, area che verrebbe giocoforza ridotta

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura storiche potrebbe deturpare un luogo tutelato dalla sovrintendenza dei beni culturali con un vincolo monumentale, rovinando l’attuale contorno verde alle mura storiche e la vista (è facile produrre rendering con parcheggi vuoti e tanto verde e passarli per la realtà che si dovrebbe ottenere …)

– La cessione in concessione di tale area al privato non tutelerebbe l’interesse economico della comunità cittadina (come già evidenziato dai conti esposti nella delibera comunale negativa verso il progetto presentato nel 2015 da uno dei due proponenti, peraltro supponendo ragionevolmente che oggi il canone che il privato pagherebbe al comune sarà molto minore non prevedendo più la parte interrata), a maggior ragione se il progetto prevedesse una concessione trentennale.

Tutto ciò (aumento di traffico in convalle e riduzione del verde) peggiorerebbe inevitabilmente lo stato dell’aria nella nostra città; l’inadempienza dell’Amministrazione verso queste tematiche ci espone alle sanzioni dell’Unione europea; e la prossima direttiva europea dovrebbe abbassare i limiti avvicinandosi a quelli dell’Oms e portandoci sistematicamente allo sforamento».

Forse ancora più grave la segretezza (solo per alcuni) imposta visto che l’amministrazione si rifiuta di far vedere il progetto negando persino ai consiglieri comunale l’accesso agli atti se non firmano una clausola di riservatezza che li costringe a non divulgare il contento del progetto tanto che Vittorio Nessi, capogruppo della lista dell’opposizione Svolta civica, ha chiesto con un’interrogazione ciò che dovrebbe semplicemente essere pubblico se non ci sono affari da nascondere.

Lunedì alle 20 le associazioni ambientaliste, mobilitate per salvare viale Varese, invitano a presenziare in silenzio ai lavori del Consiglio comunale a Palazzo Cernezzi. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

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Questa voce è stata pubblicata il 25 giugno 2018 da in Ambiente, Politica, urbanistica con tag .

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