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In diecimila a Ventimiglia sulle barchette, con le magliette rosse per aprire le frontiere

La manifestazione Ventimiglia città aperta del 14 luglio è stata bella, partecipata, intensa, animata, variopinta, faticosa (alcuni chilometri sotto il sole), priva di qualsiasi simpatia da parte dell’amministrazione della città, come al solito il grosso dei commercianti ha chiuso schierandosi con la parte più retriva delle città).

Non contano solo i numero: diecimila secondo la nostra stima (il video integrale del passaggio del corteo che tra poco sarà disponibile sul canale di eco informazioni permette la conta), settemila per la questura e La reoubblica, “qualche centinaio” con una svista clamorosa da Radio popolare nel radiorgornale del 14  alle 19,30 (sigh). Conta l’importanza del movimento per i Diritti umani che ha capito quanto sia importante creare un susseguirsi di iniziative che permettano la ricostruzione della platea delle persone che esistono, sono animate da ideali di civiltà, vogliono e vedono la speranza di un nuovo mondo possibile, ma per troppo tempo sono state condizionate negativamente dai fancazzisti di professione (non è il momento, mai), da i cebenaltristi di comodo (ben altre cose e temi andrebbero animati, mai quello più pressante), dai rivoluzionari estremi da tastiera (tanto guerriglieri al riparo del monitor o del cellulare quanto inattivi nella realtà). Il 14 luglio a Ventimiglia non si è presa la Bastiglia, non ha ancora perso il fascioleghismo,  la complicità del M5s o l’inesistenza politica del Pd (responsabile con anni di governo “né di destra né di sinistra tanto è uguale”) che lo rendono possibile, ma le mostruosità della propaganda nazista “prima gli italiani” sono state sommerse da una marea di giovani, italiani, europei, di altre parti del mondo, felici e attivi, pacifisti e radicali.

C’erano come sempre cinquantenni e anziani, ma il grosso, finalmente, era di ventenni: tutti e tutte capaci di andare alla radice dei problemi, andando ben oltre le tantissime sigle di appartenenza (molteplici per ciascuno e  – lasciatemelo dire spesso comprendenti l’Arci per quasi tutti). Possiamo dire che finalmente si è intrapresa la strada fissata ormai dalle splendide e tutte riuscistissime iniziative delle barchette, delle magliette e di Ventimiglia. Insieme è stato percorso un piccolo tratto della strada che forma la coscienza civile con azioni simboliche capace di ricostruire il popolo (crescente) di coloro che non rinunciano a restare umani.  C’è speranza. Persino a Como. Naturalmente a Ventimiglia Como senza frontiere c’era [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

Un commento su “In diecimila a Ventimiglia sulle barchette, con le magliette rosse per aprire le frontiere

  1. ecoinformazioni
    15 luglio 2018

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 15 luglio 2018 da in diritti, Politica con tag .

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