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Che Guevara è vivo e lotta a Lurago d’Erba

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Si è aperta in grande mercoledì 12 a Lurago, la nuova edizione della rassegna “La Storia Siamo Noi” dedicata a personaggi ed eventi di cui ricorrono anniversari significativi.

 

Il tema della serata, già importante di suo, era “Che Guevara non è morto”. Il relatore altrettanto “di peso” era Alfredo Somoza. Il pubblico a sua volta non si è fatto pregare e una cinquantina di persone si sono raccolte nella sala consiliare per l’occasione.

Ha introdotto la rassegna e la serata il Presidente della Biblioteca, Giovanni Molteni, con i ringraziamenti e la presentazione del moderatore Federico Brugnani, sottolineando anche come sia significativo, dato che “Che Guevara non è morto”, ricordarlo nel 90° anniversario della nascita, anziché nel 50° della morte come sarebbe stato naturale lo scorso anno (in realtà il Sindaco Federico Bassani nel saluto finale ha rivelato anche un’altra versione più “pragmatica” di questa scelta).

Brugnani ha introdotto brevemente l’argomento e presentato Alfredo Somoza.

Questi, prendendo spunto dal proprio articolo apparso mesi fa sul blog di “Huffington Post” dal cui titolo è stato tratto quello della serata, ha tratteggiato la figura del Che e del contesto in cui è nato, cresciuto e si è formato, senza sentimentalismi e senza sconti, mettendo anzi in evidenza i vari fallimenti, o comunque obiettivi non raggiunti, nel corso della breve vita del rivoluzionario argentino.

E’ stata forse proprio la mancanza di retorica o di trattamenti di favore a fare della relazione di Somoza un discorso “vero”, oltre ad alcune interessanti digressioni su altri personaggi, come alcuni aneddoti “di prima mano” sull’altro famoso personaggio figlio dell’Argentina a cui sarà dedicata la successiva serata, papa Bergoglio.

Una trattazione da cui è emersa da un lato tutta l’umanità del Che, nei suoi errori di valutazione dovuti a condizionamenti che gli hanno impedito di prevedere, ad esempio, che l’esperienza della rivoluzione Cubana e il suo successo dato in primo luogo dall’impostazione “nazionalista” dell’insurrezione, non sarebbe stato replicabile in Bolivia dove era illusorio pensare che dei contadini indios oppressi da secoli e che neppure parlavano spagnolo, potessero fidarsi di un uomo bianco venuto da chissà dove per guidarli; dall’altro lato Somoza ha viceversa messo in evidenza la grandezza della figura di Guevara, l’esempio dato a generazioni intere in tutto il mondo di una esistenza dedita all’inseguimento disinteressato di un ideale fino all’estremo sacrificio di se stesso. Un bilancio insomma, decisamente positivo come poi ha confermato il relatore a precisa domanda.

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C’è stato il tempo per trarre spunti dall’ultima pubblicazione di Somoza, “Sinistra Desaparecida” e per accennare al prossimo suo lavoro in uscita nei prossimi mesi, “Un Continente da Favola” che descrive trenta personaggi latinoamericani meno noti.

E’ stato poi il momento delle domande, numerose da parte di un pubblico attento da cui è trasparsa in maggioranza una simpatia verso la figura e l’esempio di Guevara, pur con qualche distinguo da parte di chi ne contestava l’approccio “violento” verso la risoluzione dei conflitti, in contrapposizione (reale o, come poi ha suggerito Somoza nella replica, solo presunta) con Gandhi, Mandela, Luther King, Pepe Mujica.

In chiusura c’è stata occasione per una divagazione sul futuro di quello che è stato il maggior successo del Che, la rivoluzione cubana, che ha dato modo a Somoza di tratteggiarla anche qui senza sconti ma senza dimenticare le peculiarità e i punti di forza della Revoluciòn, per chiudere con l’auspicio che l’esperienza cubana non abbia fine, e si possa trovare una soluzione per invertire la rotta rispetto all’aumento delle diseguaglianze che si stanno creando tra i cubani che hanno a che fare con i flussi turistici e i dipendenti statali, e con un accenno di nostaglia verso le aperture avviate ma non portate a compimento da Obama.

La serata è stata chiusa dall’intervento del Sindaco di Lurago, Federico Bassani.

L’appuntamento per il prosieguo della rassegna è per il 27 settembre sempre alle 21, con “Francesco, il papa delle prime volte” trattato da Stefano Femminis. (f.b. ecoinformazioni)

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Questa voce è stata pubblicata il 13 settembre 2018 da in Senza Categoria.

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