Auguri antifascisti/ Metà ciascuno

A questo punto del 2018 nulla può stupirci. Abbiamo già il ministro della paura, la lotta di stato ai poveri, che in Italia ci sono, e la volontà di massacro di quelli che affrontano il mare per arrivarci. Anche a Como difficile stupirci quando le destre al potere, superato da tempo il limite tra umanità e barbarie, oltrepassano con audacia anche quello della decenza e del ridicolo, spendendo il nostro denaro per difendere dagli alieni la Stazione San Giovanni con nuove telecamere capaci di cogliere i volti dei potenziali malavitosi e immediatamente incenerirli.

Viene da ricordare un’exploit resistente animato durante il fascismo (oggi lo chiameremmo flash mob). A Roma una piazza era teatro frequente della libera defecazione notturna di un cittadino che lasciava sulla sua produzione naturale (ben meno oscena delle allora e adesso vigenti leggi razziali) la scritta: «Qui l’ho fatta e qui la lascio, mezza al duce e mezza al fascio». I fascistissimi gerarchi, ritenendo intollerabile tale espressione viscerale, dopo infiniti infruttuosi appostamenti (non sappiamo se furono installate telecamere) per fermare l’atto e arrestare il cittadino in fragranza [non è un refuso] di reato, decisero di giocare di astuzia illuminando a giorno il luogo della protesta intestinale antifascista. Dopo pochi giorni la beffa. Ancora merda [non d’artista, ma certamente di pregio] e ancora una scritta del resistente incontinente, diversa però: «Qui l’ho fatta in piena luce, mezza al fascio e mezza al duce». Una risata li seppellirà. Auguri. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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