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Una marcia che non può fermarsi

La Marcia per la Pace di domenica 20 gennaio 2019 a Como è stata sicuramente un successo: un corteo allegro e attento, aperto e accogliente, di oltre mille persone ha attraversato le strade della città, in un percorso inedito e a tratti assai suggestivo.

Dalla (ex) caserma De Cristoforis all'(ex) San Martino, dall'(ex) ippocastano all'(ex) San Francesco, dal Duomo a piazza Cavour al Monumento alla Resistenza Europea (queste ultime tappe – significativamente – senza ex), la marcia ha portato la propria voglia di pace e di impegno in una serie di luoghi simbolici per la storia recente della città. Se in qualche caso si è perso in visibilità diretta (certo un bell’intasamento in via Milano avrebbe più impatto), in generale si è guadagnato in significato, anche e soprattutto a partire dal desiderio, espresso fin dall’inizio da parte delle realtà organizzatrici, di non privilegiare solo il centro-centro. Anzi, all’origine, si voleva arrivare proprio in periferia, ma il percorso previsto lungo la Napoleona (ma con altre strade di uscita sarebbe stato lo stesso) è stato bocciato dalle competenti autorità per ragioni di “mobilità” che non poteva essere sacrificata ai desideri dei pochi partecipanti attesi (magari adesso, dopo il successo di ieri, ci si può ripensare per l’anno prossimo, perché i quattro gatti sono stati in realtà più di mille).

La partecipazione, quindi, è da considerare un dato assolutamente positivo, anche se si può fare ancora meglio. La Pace è un valore inclusivo e la marcia di domenica si è proposta come esplicitamente ecumenica, e quindi – in prospettiva – in grado di catalizzare l’impegno di molti e molte, se non proprio di tutti e tutte. Nonostante la soddisfazione al termine della camminata, non crediamo che chi ha organizzato abbia anche solo per un momento pensato di essere riusciti a raggiungere “tutti” quelli che si poteva e si doveva raggiungere.

Soprattutto bisogna riuscire a coinvolgere molto di più le istituzioni, perché le amministrazioni locali non possono sottrarsi a questo compito, che è di “ascolto” e di “rappresentanza” delle esigenze di cittadine e cittadine di ogni età, genere, appartenenza politica e credo religioso. Insomma, abbiamo da lavorare.

Ma bisogna anche dire che a questa marcia hanno lavorato davvero tante realtà, con differenti approcci e orizzonti, ma sempre cercando di mettere in comune le competenze e le capacità. I molti giovani presenti (in buona parte appartenenti al mondo scoutistico, ma non solo) sono testimoni efficaci di questo approccio.

È molto importante anche sottolineare lo sforzo di veicolazione di contenuti espresso nelle sette “tappe” tematiche dedicate a differenti argomenti. Qui sicuramente bisogna migliorare, poiché l’idea è corretta, ma la realizzazione ancora un po’ deficitaria. Giustamente, la marcia della pace non dovrebbe essere solo una piacevole camminata (comunque anche questa componente “ludica” è importante), ma bisogna riuscire a “porgere” gli approfondimenti nella maniera più efficace (e sintetica) possibile. Se vogliamo immaginare una marcia 2020 ancora più consapevole, bisogna sforzarsi di inventare una messinscena più accattivante, magari con il corredo di una distribuzione di brevi e precisi materiali scritti (il contributo di ecoinformazioni con il mensile appositamente realizzato quest’anno crediamo possa essere un buon esempio a cui ispirarsi…).

Infine, la Marcia della Pace non può fermarsi qui. E non solo pensando all’anno prossimo, ma anche pensando ai prossimi giorni. La marcia fa infatti parte del Mese della Pace, che ha riunito in un unico programma una vasta offerta di incontri di approfondimento (e anche di intrattenimento). Se il successo di domenica non riuscirà a esprimersi anche in un successo altrettanto vistoso delle prossime iniziative, vorrà dire che non è stato così soddisfacente. Per la Pace bisogna continuare a operare tutti i giorni, con rinnovato impegno e, perché no?, entusiasmo, poiché la Pace non può essere “limitata” e nemmeno “triste”.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 21 Gennaio 2019 da in como, Pace con tag .

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