Franco Grignani e la polisensorialità in mostra al m.a.x. museo di Chiasso

Nella sua costante ricerca sui “maestri” della comunicazione visiva contemporanea, il m.a.x. museo di Chiasso, nato dall’eredità ideale del grande grafico Max Huber, pone questa volta la sua attenzione sull’opera di Franco Grignani (1908-1999), ed è una indagine che va al centro delle questioni fondamentali.

La lunga attività di Grignani si colloca infatti al punto d’incontro tra le diverse discipline attinenti al tema della comunicazione visiva: grafica, fotografia, arte; una dialettica costantemente rinnovata e alimentata dalla pratica professionale. La ricerca di Grignani ha sempre obiettivi “alti”, sul limite della ricerca “pura”, affine a molti teorici (quelli del Bauhaus, per esempio, ma più in generale quelli della teoria della percezione) e ad altrettanti artisti (come quelli della optical art), ma in più (ed è un’aggiunta di grandissima rilevanza) si confronta sempre con l’esigenza della sua spendibilità sul terreno della comunicazione visiva quotidiana. Un simile ragionamento trova la sua esplicazione più evidente se si pensa al marchio più famoso nato dalla sua matita (universalmente noto, anche se magari la maggior parte delle persone ignora chi sia il suo autore): il marchio Pura lana vergine. Il disegno porta tutti i segni della ricerca artistica, del ragionamento teorico sul movimento e della valutazione sugli obiettivi della comunicazione, eppure li mette quasi tra parentesi nella sua assoluta semplicità ed efficacia. Comunicazione allo stato puro, verrebbe da dire. (Nell’esposizione di Chiasso sono esposti uno accanto all’altro ben nove bozzetti originali, che mostrano la diversificazione delle proposte del grafico – e quindi evidenziano le procedure della professione, che sono parte ineliminabile della ricerca. E può essere di un certo interesse provare a chiedersi se anche oggi, nel 2019, la scelta cadrebbe sullo stesso disegno preferito nel 1963…).

È quindi assolutamente corretta la chiave critica che la mostra di Chiasso utilizza, ovvero la polinsensorialità, cioè la complessità e l’interdipendenza dei diversi linguaggi. Così, è possibile verificare come le stesse logiche di produzione degli elementi visivi corrispondano a differenti esiti nell’applicazione a diversi mezzi tecnici ed espressivi (grafici o fotografici) e, reciprocamente, come lo stesso metodo possa produrre una continua variazione di elementi (estremamente stimolante, da questo punto di vista, la parete con la lunga serie di “inserzioni promozionali” – ma in questo caso la definizione risulta veramente riduttiva – per la ditta grafica Alfieri & Lacroix).

Nonostante la divisione in sale che propongono al centro le differenti modalità dell’opera di Franco Grignani (appunto: fotografia, grafica e design, arte), l’intreccio emerge in continuazione e anzi l’esposizione è, nei limiti dell’allestimento fisico, ipertestuale.

Su tutto, anche sul metodo e sulla teoria, sovraintende però un ulteriore principio fondamentale, che la figlia di Franco Grignani, Manuela, ha tenuto a sottolineare, e che risulta evidente al di là di ogni ragionevole dubbio: il divertimento. In ogni opera, in effetti, è possibile individuare il piacere del gioco, derivante dalla continua variazione delle regole, ma anche della loro elusione…

È, quella del divertimento, una delle grandi forze dell’arte contemporanea, anche di quella che sembra più “fredda” e più “matematica”, come l’optical art, e che invece contiene sempre una dimensione di coinvolgimento e di ironia (quando non di vero e proprio “inganno visivo”, ovvero di “motto di spirito).

Come sempre, anche questa mostra del m.a.x. museo di Chiasso prevede di uscire dal museo: con una anteprima sulla piazza antistante di elementi grafici di grande potenza evocativa, nonché una nutrita serie di eventi collaterali (conferenze, proiezioni, spettacoli, laboratori). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Franco Grignani (1908-1999)

Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia

a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini

Chiasso (CH), m.a.x. museo

17 febbraio – 15 settembre 2019

Orari: martedì-domenica 10-12, 14-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 7

Info: 004158 1224252, www.centroculturalechiasso.ch

L’allestimento esterno della mostra di Chiasso
Alcune vedute delle sale interne
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