La Rivoluzione cubana raccontata a Lurago d’Erba

Si è aperta giovedì 19 a Lurago, la terza edizione della rassegna storica “La storia siamo noi” organizzata dalla Biblioteca comunale.Il tema della serata era “Luci e ombre della Rivoluzione cubana”, nel 60° anniversario dell’entrata dei barbudos all’Avana. Relatore è stato Alfredo Somoza, che già lo scorso anno aveva aperto la rassegna parlando del Che Guevara. Il pubblico ha risposto come al solito in maniera consistente, con oltre 50 persone presenti nella sala consiliare.

La serata si è aperta con i saluti e la presentazione dell’animatore della rassegna e Presidente della Commissione Biblioteca, Giovanni Molteni, e con l’introduzione del moderatore Federico Brugnani.

Ha quindi preso la parola Somoza inquadrando il ruolo di Cuba nel contesto internazionale, quando fin dal XVI secolo ha assunto il ruolo di “testa di ponte” della Spagna per la conquista delle Americhe, fino a restare uno degli ultimi possedimenti coloniali spagnoli con Porto Rico e Filippine. Con la guerra di indipendenza di Cuba dalla Spagna iniziata nel 1860, entra in gioco la figura di Jose Martì, cui è dedicato un capitolo dell’ultima opera di Somoza, Un Continente da Favola; c’è stato così modo di accennare a questa raccolta di 30 affreschi dedicati ad altrettanti personaggi, non tra i più noti, che tuttavia hanno fatto nei secoli la storia dell’America Latina, in positivo e in negativo, tra luci e ombre appunto. Si parla, tra i più conosciuti, di Martì stesso, di Abimael Guzmàn leader di Sendero Luminoso, di Chico Mendes, Rios Montt, Pepe Mujica, Violeta Parra, tra gli altri.

Somoza ha proseguito narrando la vittoria sulla Spagna, e l’entusiasmo durato poco perchè alla potenza iberica subentrarono gli Stati Uniti nel controllo dell’Isola.

Ecco perchè, quando nel 1953 inizia ufficialmente la Rivoluzione Cubana con il fallito assalto alla caserma Moncada, l’ideologia nazionalista di Martì (di un nazionalismo “solidale”, del tutto diverso dagli odierni sovranismi) è ancora attuale e costituisce il collante dei nuovi rivoluzionari, ancora lungi dall’abbracciare l’ideologia socialista. I leader Castro e Guevara, provenienti da famiglie altolocate, pur non esenti da sentimenti solidali nei confronti degli oppressi, ma anche Camilo Cienfuegos, l’esponente “del popolo” tra i leader rivoluzionari (tutti comunque di pelle bianca, sottolinea Somoza), fanno ancora leva sul sentimento nazionalista per raccogliere adepti.

Sarà qualche anno dopo il trionfo della Rivoluzione, di fronte al dilemma se sopravvivere o soccombere (come già capitato nel 1954 al Guatemala di Arbenz e come capiterà nel 1973 al Cile di Allende) che verrà dichiarato il carattere socialista della rivoluzione, con la scelta di campo verso il mondo sovietico, mai del tutto digerita da Guevara.

Grazie alla sua posizione strategica, Cuba si assicura così gli aiuti sovietici che le permettono di diventare un paese bandiera del socialismo, con le importanti conquiste nel campo dell’istruzione e della sanità, e di diventare anche un importante terminale internazionalista per le lotte di liberazione in vari paesi, Etiopia e Angola sopra tutti.

Il resto è storia più recente, con la caduta dell’URSS, il periodo especial che mette in ginocchio Cuba che saprà tuttavia rialzarsi con l’apertura controllata al turismo internazionale, e le odierne minacce dall’amministrazione Trump seguite alle aperture sotto la presidenza di Obama; Somoza ha dato tuttavia una interpretazione non troppo pessimista di questi ultimi eventi, ritenendo che l’atteggiamento di Trump sia più un modo per assecondare i beceri istinti dei reduci cubani rifugiatisi 60 anni fa a Miami, che la volontà di una reale inversione di rotta.

Discutendo di luci e ombre, ovviamente si è passati per la descrizione delle mancanze di libertà in campo politico (con l’assenza, più che di democrazia, di multipartitismo) e con l’aumento di diseguaglianze derivante dalle diverse opportunità offerte a chi ha l’accesso al business del turismo rispetto agli altri.

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Lo spazio finale per gli interventi del pubblico, con gli interventi tra gli altri di Anna Maspero che terrà una prossima serata sui viaggi presso la biblioteca di Lurago, e della segretaria della Associazione Italia Cuba di Como Maria Giovanna Tamburello, hanno permesso di sviscerare altri aspetti, quali i rapporti di Cuba con la religione, in particolare con le gerarchie cattoliche e con la santerìa afrocubana, il ruolo importante svolto nel processo di pace in Colombia grazie all’autorevolezza riconosciuta a Cuba anche da paesi ideologicamente differenti; infine, a dispetto della apparente mancanza di democrazia, almeno rispetto ai canoni occidentali, la presenza di una massiccia partecipazione popolare, come nel caso della elaborazione della nuova costituzione lo scorso anno, soggetta a una discussione capillare che ha portato a recepire modifiche a maggioranza da parte della popolazione rispetto al testo proposto; oppure nel caso della gestione delle emergenze, che porta ad esempio a minimizzare, se non annullare, il bilancio in vite umane a Cuba dei devastanti uragani che in altri paesi affacciantisi sui Caraibi (Haiti, Repubblica Dominicana, gli stessi Stati Uniti) provocano vittime a centinaia, grazie a un sistema di protezione civile che, a dispetto della carenza di mezzi, beneficia di una partecipazione popolare che ne costituisce il punto di forza.

Una serata da cui la Rivoluzione Cubana sembra uscire quindi con qualche ombra e con molte luci; l’appuntamento per il prosieguo della rassegna è per il 3 ottobre sempre alle 21, con “La lunga corsa del gattopardo” a 60 anni dal Premio Strega assegnato a questo capolavoro, trattato da Marzio Zanantoni. (f.b. ecoinformazioni)

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