Nazieuropa/ Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti

Non basta odiare l’indifferenza, bisogna praticarne l’antitesi che è la consapevolezza e avere disponibilità di azione concreta contro razzismo, violenza, xenofobia. E sarebbe sbagliato – lo ha ricordato Fabio Cani nella sua introduzione allo spettacolo Nazieuropa di e con Beppe Casales – pensare che il suicidio politico del capitano razzifascista abbia risolto i problemi dell’Italia dove la sindrome dell’indifferenza è conclamata.

Lo ha dimostrato la sala del Gloria il 19 settembre con solo una cinquantina di persone a dispetto dei tanti organizzatori (Arci, Anpi Como, Cgil Como, Osservatorio democratico sulle nuove destre Como, Isc Perretta Como, Como senza frontiere) che complessivamente, in teoria, rappresentano molte migliaia di persone.

Così l’intenso e coinvolgente spettacolo teatrale di Casales ha offerto a pochi un interessante parallelo tra la Germania nazista e l’oggi italiano, tra violenza contro gli ebrei (e non solo) e contro i migranti. Casales nel suo monologo, utilizzando anche alcuni spezzoni video di interviste a subumani di tifoserie calcisctiche e di gruppi della destra eversive italiana (lega et similia) ha mostrato quanto fertili siano per il nazifascismo alcuni territori sociali italiani deprivati culturalmente e umanamente e quanto diffusa sia l’omertà sociale di chi, pur non condividendo violenza e squadrismo, preferisce voltarsi dall’altra parte con indifferenza. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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