Dormitorio/ La prossima Como/ Le decisioni del Consiglio vanno rispettate

Il dialogo avvenuto tra l’assessora Elena Negretti con un “ospite” del portico di San Francesco, documentato da Comozero, fa sperare a La prossima Como che sussistano almeno spazi di ordinaria umanità. Di seguito la nota del portavoce de La prossima Como.

«Fa piacere leggere su Comozero di un’assessora della Giunta di Como che dialoga con le persone che si riparano sotto il portico della ex chiesa di San Francesco.

Fa piacere vedere che il “problema” (lo chiamo così per capirci) dei senza fissa dimora è ormai quotidianamente sulle pagine dei nostri giornali.

Però penso che non basti parlare e sia urgente intervenire. L’inverno si avvicina, ci sono già notti fredde, arriveranno le piogge.

A Como tante persone dormono sugli scalini del Mercato coperto, a San Francesco, sotto i portici del Crocefisso, negli spazi vuoti della Stazione. Talvolta osteggiate e contestate da alcuni nostri concittadini: il povero dà “fastidio”.

Meno male che ci sono tanti volontari e volontarie solidali. C’è chi gestisce gli spazi di via Sirtori, dove dopo una notte fredda la gente può depositare di giorno le coperte e i pochi bagagli. C’è don Roberto che con i suoi collaboratori da anni tutte le mattine distribuisce tè, caffe e un sorriso. Ci sono le mense di via Tatti e di via Don Guanella, dove un piatto è sempre garantito.

Meno male che a Como ci sono tante persone buone.

Ma ora è più che mai il momento della politica. Prima delle ferie estive, il Consiglio Comunale ha votato una Mozione sulla necessità di un dormitorio. La Giunta cosa ha fatto? A quando l’attuazione? Pensiamo che sia giunto il momento di sceglier luogo e modalità.

Le decisioni del Consiglio vanno rispettate. Spero che chi ha votato a favore di questa scelta civile intervenga.

In ogni caso di un dormitorio c’è bisogno davvero. E la scelta di un dormitorio, con le altre opportunità che può favorire (conoscenza e tentativo di soluzione di problemi personali, possibilità di incontro e di lavoro) può far sì che le persone fragili si realizzino. Se andasse in questa in direzione Como sarebbe davvero Città solidale e Messaggera di Pace». [Luigi Nessi, portavoce de La prossima Como]

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