Le Acli di Como chiedono pace per il popolo curdo

Le Acli di Como, facendo proprie le posizioni della loro organizzazione a tutti i livelli, chiedono l’immediato cessate il fuoco sul nord-est della Siria e l’intervento della comunità internazionale per la salvaguardia della popolazione curda. Quanto pesa il silenzio della Nato e l’inerzia dell’Ue nei confronti della Turchia di fronte alla tragedia umanitaria alla quale stiamo andando incontro nel nord della Siria e che presumibilmente durerà anni?

Il Kurdistan, con i suoi 50 milioni di curdi, sarà il prossimo luogo dove il conflitto mediorientale si trasformerà ancora in modo prevedibile. Prevedibile perché la realpolitik dell’interesse nazionale ha sempre avuto la meglio sulla solidarietà internazionale e sul riconoscimento della dignità di un popolo che ha combattuto, anche per noi, contro la marea nera del Daesh. La Turchia sta attaccando le postazioni curde nel Nord della Siria e provocando decine di morti nell’ambito dell’operazione cinicamente definita Peace Spring. Questa è la Turchia che ha incassato 6 miliardi di euro per “dissuadere” i migranti che vogliono arrivare in Europa, come viene riportato nei documenti dell’accordo della vergogna, e che minaccia di sospenderlo per chiedere più soldi mentre questa nuova guerra provocherà una crisi umanitaria imponente. Di fronte a tutto ciò l’Europa balbetta ancora una volta per l’incapacità di gestire il fenomeno migratorio che non sarà certo la Turchia a risolvere. Se il nostro Paese e l’Europa riuscissero a far riemergere nel dibattito internazionale il ripudio della guerra con atti concreti e non con innocue deplorazioni, sarebbe un passo avanti decisivo nella costruzione di una coscienza solidale internazionale che oggi conta i morti sacrificati sull’altare della pragmaticità politica. [Acli Como]

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