Cooperativa La Meridiana/ Scriveresistere/ Scrivere (con gli occhi) dell’isolamento

L’epidemia di Covid-19 ed il doveroso isolamento per arginarne il contagio portano l’intera società a confrontarsi con la paura di rimanere soli, perdendo i legami con il proprio mondo. Parole di conforto e supporto arrivano dai malati di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) della Rsd San Pietro SLAncio (Mb), costretti dalla loro malattia a confrontarsi con una solitudine quotidiana ben prima dell’avvento del nuovo Coronavirus; parole, scritte “con gli occhi” grazie al supporto dei moderni software, per aiutare a riflettere e reagire cercando una normalità differente.

«Claudio Messa, Luigi Picheca e Pippo Musso, persone affette da Sla, da qualche mese scrivono sulla rivista Scriveresistere, la prima rivista al mondo scritta con gli occhi da persone con la Sla.
Nel terzo numero di “Scriveresistere” i redattori scendono in campo per sostenere la “battaglia” contro il coronavirus e per supportare le tante persone che sono a casa. I redattori di Scriveresistere, scrivono con gli occhi grazie a un programma software in grado di trasformare i movimenti oculari in parole. Chi è malato di Sla trascorre la vita a letto, immobile. L’unico modo per comunicare è il Pc oppure la speciale lavagna oculare (tabella Etran).
Claudio, Luigi e Pippo vivono, insieme ad altre 60 persone, a Monza, a SLAncio, una Residenza Sanitaria per Disabili (denominata anche Rsd San Pietro) che ospita persone con SLA e in Stato Vegetativo. SLAncio è una struttura realizzata dalla Cooperativa La Meridiana ed inaugurata nel 2014. Una struttura di lungodegenza unica in Italia ad accogliere un numero così alto di malati affetti da patologie neurovegetative.

“Fermarsi a riflettere ed emanciparsi dal solito stile di vita non deve spaventare nessuno – scrive Luigi Picheca, giornalista – cogliete al volo questa opportunità per disintossicarvi dalla schiavitù del telefonino, del pc e dalla banalità del web che vi obnubila la mente e che sfrutta i
vostri interessi solo per fini commerciali inondandovi poi di messaggi pubblicitari. È l’occasione per tornare a parlare con i vostri figli e con i vostri genitori, fare qualcosa insieme ed esprimere i vostri sogni e i vostri talenti. È importante “fare”, non stravaccarsi sul divano. La miglior cura per contrastare la noia è il lavoro manuale e creativo, datevi da fare.”

Oltre a Lugi, Pippo e Claudio, scrivono anche altre persone malate di Sla, Fra queste la scrittrice Laura Tangorra la quale ci invita a fare tesoro di queste giornate.
“Questo momento così surreale – sostiene Laura – credo ci stia facendo bene, anche se è terribile e fa paura, perché ci ha costretto a fermarci e a dare più valore a tutto quello che davamo per scontato. E poi, che lezione di umiltà per il grande uomo, essere superiore, essere messo in ginocchio da un minuscolo bastardo… Un abbraccio a tutti.”

“ …Vedo tante persone molto più sfortunate di me. – scrive Claudio – Che senso ha questo? Purtroppo non siamo capaci di vedere tutti i regali dati dall’abbondanza, perché siamo presi a lamentarci di quello che non ci arriva… Mi piace andare a caccia di pensieri che grandi personaggi lasciano sulla loro strada per noi. Scrivere il proprio pensiero per pubblicarlo è come donare agli altri qualcosa di importante che si è conquistata nel tempo e con l’esperienza. Scambiarsi pensieri è come piantare semi gli uni negli altri, capaci di generare altri pensieri ancora…”

Anche Pippo, asfaltatore prima della SLA e ora scrittore, ci invita a non scappare dall’invisibile nemico, “ma reagiamo stando fermi, accettiamo le nostre prigioni. In questi giorni di panico e di coprifuoco un po’, ovunque, c’è un fuggi fuggi generale… Basta! Basta con questa sceneggiata, basta correre di qua è di là come fanno i i bambini. Reagiamo! Sì, certo, facciamoci pur sentire, appendiamo un segno di pace con l’arcobaleno sui nostri balconi, suoniamo e suoniamo ancora tutti insieme le nostre campane come San Martino, facciamoci sentire cantando un inno di pace al nostro Signore! Sì, cantiamo e cantiamo ancora finché stanco di starci a sentire, magari perdonandoci e avendo pena di noi, il buon Dio ci fa la Grazia!”

Scriveresistere è un magazine promosso dalla Cooperativa La Meridiana che ha realizzato Progetto SLAncio Rrd San Pietro, la casa dove vivono Claudio, Luigi e Pippo. Nel numero 3 della rivista potrete trovare anche contributi di familiari ed operatori di SLAncio. “Non ci siamo rassegnati al vuoto lasciato dalle disposizioni sanitarie – scrive Roberto Mauri, direttore della Meridiana – abbiamo cercato sistemi di contatto alternativo, attraverso cui tenere acceso quel clima di casa che ci caratterizza da sempre. Per questo abbiamo attivato diverse iniziative che sfruttano l’immagine e tutti i canali di comunicazione che offre la tecnologia, attraverso cui fare ponte, tenere attivi i legami fra persona e persona, permettere lo scambio di informazioni, vincere le distanze creando forme di vicinanza.”

“Forse la paura più grande è quella di rimanere soli – commenta Luisa Sorrentino, psicologa e curatrice della rivista – di restare separati dagli altri, di uscire dal gruppo sociale, di non trovare aiuto, di perdersi e trovarsi soli in quell’individualismo tanto amato fino a pochi giorni fa’!.. Chi ha Sla ha capito che si può stare immobili, chiusi in “casa” ed essere in movimento! La speranza ce la insegna chi ha il coraggio di vivere la vita così com’è!”

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