Covid-19/ Preoccupiamoci anche dei frontalieri

Salute, sostegno economico e tutele sulla sicurezza: tre punti fermi imprescindibili per ogni lavoratore – sia che esso continui lo svolgimento della propria professione, sia che esso rimanga a casa per l’arresto delle attività; la Commissione speciale che gestisce i rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica chiede alle autorità competenti di non dimenticare di includere nei provvedimenti (economici, sanitari e sociali) anche chi lavora oltre il confine.

«“I nostri frontalieri che in questi giorni di emergenza sono stati lasciati a casa dalle imprese ticinesi in modo temporaneo o anche definitivamente, devono essere sostenuti e aiutati come gli altri lavoratori italiani”, lo chiedono Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, consiglieri regionali del Pd e componenti della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica.

“Ce lo chiedono i sindacati di estendere le garanzie di reddito del decreto Cura Italia ai circa 6mila lavoratori frontalieri che hanno perso il lavoro. E il Consiglio generale degli italiani all’estero ha presentato una proposta in questo senso – continuano Orsenigo e Astuti –. Il nostro senatore Alessandro Alfieri si è già mosso presentando un ordine del giorno al decreto, che sarà votato nelle prossime ore. Anche Regione Lombardia deve andare nella stessa direzione e stilare un documento forte che faccia sentire il sostegno ai frontalieri e la richiesta al Governo. Noi ci siamo, la nostra parte la vogliamo fare e useremo lo strumento della Commissione speciale”.

Le richieste sono chiare: “Serve un’indennità per coloro che non vanno al lavoro e non percepiscono reddito. Soprattutto, anche i frontalieri devono poter usufruire degli ammortizzatori sociali. Inoltre, bisogna riconoscere anche a questi lavoratori il congedo parentale”, ribadiscono i due consiglieri regionali dem, in linea con il senatore Alfieri.

Senza dimenticare chi, invece, continua a recarsi a svolgere la propria professione oltre confine ogni giorno: “Vogliamo essere sicuri che chi va in azienda sia tutelato con il massimo degli interventi di sicurezza e quindi sia adeguatamente dotato dei dispositivi di protezione individuale. E questa richiesta la rivolgiamo, invece, al Canton Ticino e alle associazioni di categoria delle sue imprese”». [Angelo Orsenigo, Samuele Astuti, Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica]

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