Gli amici dei naziskin

In questa foto, scattata durante la recente campagna elettorale per il Comune di Mantova (elezione vinta al primo turno – come si ricorderà – dal candidato della coalizione di centro-sinistra, Mattia Palazzi), c’è un pendolare della destra estrema: uno degli esponenti del Veneto Fronte Skinheads, protagonisti dell’irruzione all’assemblea di Como senza frontiere il 28 novembre 2017, accusati di «violenza privata aggravata in concorso».

Como senza frontiere ha sempre sostenuto che non si trattò di una “ragazzata”, e tantomeno che i protagonisti di quell’irruzione fascista e razzista erano “camerati che sbagliano”. E, infatti, essi risultano organici alla destra “civica e moderna”.

Di seguito l’articolo pubblicato dall’associazione eQual di Mantova, cui dobbiamo la segnalazione della “carriera” dei naziskin in seno al centrodestra.

«RIPRENDE IL PROCESSO DI COMO: ABBRACCIO TESO TRA NAZISKIN MANTOVANI E CENTRODESTRA LOCALE
Una foto che parla più di mille parole: un neonazista a processo, estremisti di destra, la giovanile della “nuova destra” e il candidato sindaco leghista, tutti insieme durante la scorsa campagna elettorale.
Il processo ai naziskin per i fatti di Como del 2017 non riguarda solo una minoranza di invasati o i due mantovani coinvolti: movimenti che si rifanno allo squadrismo fascista e alla nostalgia delle SS esistono e cercano spazio politico, anche sciacallando sul Covid mescolandosi ai negazionisti con tricolori e inni “alla libertà”, oppure prostituendosi nelle liste dei partiti “moderati” come Lega e Fratelli d’Italia che li accolgono a braccia (tese) aperte.
Sono gli stessi che il 10 agosto del 2017 in dieci contro uno hanno aggredito un giovane lavoratore in pieno centro a Mantova a causa della sua maglietta “di sinistra”. Gli stessi che quattro giorni prima dei fatti di Como hanno interrotto un incontro nel teatro comunale di Medole nell’Alto Mantovano; gli stessi che reggono le insegne militari del ventennio alle rievocazioni nostalgiche, che organizzano eventi “culturali” per rivalutare fascismo e nazismo. Gli stessi che infine ritroviamo in liste civiche di centrodestra a Roncoferraro e Redondesco o ancora a “supporto” di Fratelli d’Italia nel comune capoluogo. 
Decenni dopo la fine della dittatura e del dopoguerra di stragi, la destra più moderna e liberale non riesce a prendere le distanze da vecchi e nuovi fascismi.  Gli attentati, gli omicidi e i pestaggi dell’estrema destra, in Grecia hanno portato allo scioglimento di Alba Dorata: è ora di mettere fuorilegge anche da noi i neonazisti e anche chi li protegge.»

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