6 marzo 1944/ il ricordo delle operaie e degli operai della Tintoria Comense

Il ricordo del 6 marzo 1944 – il ricordo delle operaie e degli operai della Tintoria Comense (che oggi ricordiamo come Ticosa) e della Castagna, deportati a seguito dello sciopero di quel giorno, organizzato dalla rete clandestina del Partito Comunista – si è svolto al Cimitero Monumentale di Como sotto la pioggia. Poche persone, causa la situazione covid.

Quei giorni del marzo 1944, nelle fabbriche del Nord Italia, venne organizzata una grande mobilitazione con uno sciopero a cui  parteciparono oltre duecentomila lavoratori; purtroppo spietata fu la repressione; in 1200 vennero deportati nei lager tedeschi.

Lo sciopero, oltre a denunciare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche e la drammatica situazione del nostro Paese, con la mancanza di alimentari e generi di sostentamento e l’aumento dei prezzi al mercato nero, fu una decisa presa di posizione a favore della lotta per la liberazione e per la fine della guerra.

Ada Borgomainerio, Ines Figini, Rinaldo Fontana, Giuseppe Malacrida, Angelo Meroni, Pietro Scovacricchi, Adriano Carbonoli, Ariodante Gatti e Giuseppe Rodiani furono arrestati, accusati di essere tra i promotori dello sciopero, imprigionati dai fascisti, consegnati ai tedeschi, deportati nei lager e costretti a lavorare, come schiavi. Solo le donne ritornarono malate; il Malacrida sopravvisse, ma mori qualche mese dopo il ritorno in Italia. Gli altri persero la vita a Mauthausen e a Gusen.

Quella di quest’anno è stata una mattina triste anche perché è la prima volta che a questo appuntamento mancava la Ines: sì, mancava Ines Figini, che ha sempre ricordato questi tempi tremendi, alla nostra città, incontrando tante scolaresche, tante associazioni e tante persone. La Figini ci ha lasciato il 26 settembre 2020. Ora tocca a tutti noi, e penso che sia un impegno, raccontare sempre queste storie, questi sacrifici, l’impegno di queste persone per la Libertà. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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