Sogno di una notte di inizio estate

Il problema delle persone senza fissa dimora, e di quelle che vivono nei dormitori rimasti ancora aperti, è anche quello di come passare la giornata; problema che la maggioranza di noi non ha. Ci sono – è vero – tanti problemi di solitudine, ma non è questo l’argomento di questo mio sogno.

Il mio sogno è relativo alle persone che ho ricordato: quelle che escono di prima mattina dall’Ozanam, che vengono nei due punti dove il gruppo che segue l’esempio di don Roberto propone le colazioni, magari dopo aver dormito ancora fuori, in qualche angolo della città. San Francesco è pulita, ma persone in certi angoli di Como ci sono ancora… basta essere attenti e guardare.

Queste persone, che provengono da tanti paesi lontani, che arrivano a Como da tante parti del nostro Paese, con le loro storie, con il loro zaino sulle spalle, con i loro pensieri, iniziano a vagare per la città, in attesa del pranzo e della cena. Lunghe camminate, sotto il sole o sotto la pioggia, una lunga lotta contro il tempo, che non passa mai: tempo  tante volte, per loro, inutile.

Ho sognato… ho sognato un luogo dove ci sono due grandi sale, con una sala ristoro, con una biblioteca; lì in quelle sale, la gente può fare la colazione, la doccia, lavare i propri vestiti e stirarli… ma lì ci sarà anche la possibilità di leggere i giornali, ci sarà un televisore, si potra vedere qualche film in  vari cd, ci saranno laboratori organizzati… dal teatro alla pittura alla musica. Tutto questo gestito da operatori che favoriscono, che fanno esprimere a queste persone i loro tanti saperi, le loro idee, le loro capacità, che sono notevoli e che – se fossero recepite- sarebbe solo positivo per la nostra città. Questo può favorire momenti di dialogo con le persone magari anziane che abitano lì vicino, può essere un “segno” per una città accogliente, una risposta concreta di solidarietà e di vicinanza.
Mi sono svegliato e non ho capito se questo centro c’è o dove poteva esserci. Ma a Como ci sono tanti spazi inutilizzati e vuoti. Basterebbe avere voglia e capacità di riempirli. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: