Libri/ Le streghe bruciano al rogo

Dopo il primo romanzo giallo L’ordine imperfetto del 2018, Maria Letizia  Grossi torna in libreria con Le streghe bruciano al rogo e le intriganti indagini della commissaria Valeria Bardi e del suo vice, l’ispettore Manuele Belgrandi.

Dunque: Maurizio Gamberini, farmacista di Bologna, viene trovato morto sul pianerottolo di una palazzina in via Giovanni da Empoli, a Firenze. Pochi giorni dopo si presenta in commissariato una giovane donna per denunciare  una strana minaccia. Eugenia Ortesi, autrice del romanzo Viaggio a sud del Mediterraneo, ha ricevuto per posta, in una busta gialla, una cartolina del suo paese natio, Ripalta Irpina, con sul retro una strana frase: «Le streghe bruciano al rogo».

La commissaria ha già letto quella frase, non in un libro, ma nel dossier dell’omicidio di una donna, Rosangela Fabbri, morta carbonizzata a Ferrara in febbraio. Uniche tracce, un biglietto trovato in casa della vittima con la frase: «Le streghe bruciano al rogo» e una cartolina di Ripalta Irpina, che mostra lo scorcio del fiume e un antico noce.

La minaccia del rogo lega tutta la storia: che cosa associa  due donne che non si conoscevano, una uccisa a Ferrara, l’altra minacciata a Firenze da una strega, a una terza donna, Eva, la strega di Ripalta Irpina, scomparsa nel 1941?

La commissaria Valeria Bardi lo scoprirà e troverà quel legame che sembra provenire da una fiaba antica e lacunosa.

Di Eva, personaggio totalmente inventato, ma sicuramente centrale nel romanzo, Maria Letizia Grossi ne aveva già scritto, nel primo volume de “La pagina volante” pubblicazione da lei curata nel 2010 e nata dagli scritti dei corsi di “lettura e scrittura come cura di sé”, che la scrittrice tiene a Firenze, alla Libreria delle donne.

Per venire a capo del caso si rivelerà essenziale un viaggio in Irpinia. Valeria Bardi, la commissaria, è nata a Torre Vipera, piccolo paese a pochi chilometri da Ripalta Irpina, il paese di Eugenia Ortesi, la donna minacciata, e anche Maria Letizia Grossi, è nata  in Irpinia, (a Altavilla Irpina), dove ha  trascorso la prima infanzia, e ci è  sempre ritornata.

Le streghe bruciano al rogo parla di radici, di ricordi d’infanzia e di paese, di cibo, con ricette delle tradizioni di famiglia, e di donne rimaste al paese, ormai anziane, a custodire le case e i ricordi e quelle che hanno abbandonato il mondo. Tra le righe del romanzo anche la natura ha un posto importante per la scrittrice come per i suoi personaggi. Un ricordo olfattivo, l’acre odore di zolfo, collega ad esempio  Eugenia Ortesi al passato, alla ormai dismessa miniera di zolfo: «La miniera la conosco bene (…). Per noi la miniera era un pianeta alieno, dalle sabbie gialle e dall’odore acre, solcato da canali, attraversato da ponticelli, con colline, crateri e buchi in cui non potevamo calarci ma dove pensavamo si svolgesse la vita vera brulicante e pericolosa di quel posto».

Nel romanzo, estremamente accurato dal punto di vista linguistico, l’autrice semina qua e là conversazioni in un delizioso dialetto irpino e non manca neppure qualche cadenza toscana, anzi fiorentina, con richiami interessanti che ci ricordano la lingua franca e viva dei borghi italiani.

Una storia di streghe, figure chiave di un romanzo che è in certo senso “un giallo in mezzo a un noir”. E le streghe non sono solo memoria persistente di una delle tradizioni popolari più pervasive di tutto il mondo, ma anche metafora di vite che “bruciano al rogo” anche oggi, quelle di donne libere, autonome, colte, capaci di competere con pari dignità con gli uomini, streghe non controllabili e non sottomesse.

Maria Letizia Grossi ha dedicato infatti il romanzo oltre che alle persone care della sua famiglia, «alle donne maltrattate e uccise, alle donne che riprendono in mano la loro vita».

Buona notizia: presto leggeremo di altre indagini della commissaria Valeria Bardi. Buona lettura [Rosa De Rosa per ecoinformazioni] [Foto di copertina Maria Letizia Grossi alla presentazione a Casa Magenta a Como, foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Maria Letizia Grossi, Le streghe bruciano al rogo, Giunti editore, 2021, pagg. 264, euro 16,90.

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