Fascismo/ Lettera a Landriscina

«Lettera aperta al sindaco di Como, Mario Landriscina. Il clima di “legittimazione”, esplicita o implicita che sia, di organizzazioni e movimenti di estrema destra, che non consentiremo riemergano, non può e non deve trovare spazio in chi rappresenta le istituzioni locali e nazionali.

Il ritorno delle forze fasciste e del messaggio fascista in Italia per anni è stato sottovalutato, minimizzato, banalizzato. Nel nostro paese gruppi di estrema destra, lontani dai valori fondanti della nostra democrazia, apertamente negazionisti, diffondono intolleranza, odio e inneggiano a un passato oscuro. Bisogna metterli fuori legge. Subito. Prima che l’escalation per l’egemonia del campo delle destre eversive ci porti ad altre aggressioni di matrice neofascista. Lo prevede la nostra Costituzione che vieta la ricostruzione sotto qualunque forma del disciolto partito fascista.

Sono passati 100 anni da quando gli squadristi assaltavano Case del popolo e sedi sindacali. A Roma Forza Nuova sabato 9 ottobre lo ha fatto nuovamente. La risposta dell’Italia democratica e antifascista è stata immediata. Esponenti di associazioni e partiti, cittadine e cittadini si sono ritrovati il giorno seguente davanti alle Camere del Lavoro in tutte le città. Una manifestazione diffusa di solidarietà alla Cgil e di presa di distanza dalla violenza e dallo squadrismo. Anche a Como ci siamo ritrovati in via Italia Libera. C’eravamo anche noi di Como Comune, sodalizio composto da Articolo Uno, Psi, Sinistra Italiana, Socialisti in Movimento e donne e uomini senza tessera di partito che si riconoscono in un orizzonte ecosocialista. Ma non c’era il sindaco della città e nessun suo delegato. Verrebbe da dire, amaramente, che c’era da aspettarselo, visto che lo stesso sindaco aveva scelto di non partecipare alla grande manifestazione popolare del 9 dicembre 2017 con la presenza di alte cariche istituzionali, “Contro ogni fascismo e ogni intolleranza”, dopo l’irruzione squadrista del Veneto Fronte skinheads, in una sede di proprietà del Comune, mentre era in corso una riunione di Como senza frontiere, la rete impegnata in azioni antirazziste e antifasciste.

L’assenza del sindaco non ci stupisce, ma ci preoccupa. Non ci accontentiamo di una tardiva espressione di solidarietà alla Cgil. Vorremmo che il “nostro sindaco” la motivasse pubblicamente. Perché l’antifascismo non è un tema nell’agenda di questa Giunta? Per indifferenza? Per distrazione? Per sottovalutazione? Per superficialità?

Il clima di “legittimazione”, esplicita o implicita che sia, di organizzazioni e movimenti di estrema destra, che non consentiremo riemergano, non può e non deve trovare spazio in chi rappresenta le istituzioni locali e nazionali.

Il coro di chi fa finta di niente o si limita a classificare episodi di violenza come ragazzate, non è tollerabile. Non era tollerabile prima. Ora ancora di più. Il tempo che stiamo vivendo non ammette complicità». [Como Comune: Articolo Uno, Psi, Sinistra Italiana, Socialisti in Movimento e donne e uomini senza tessera di partito che si riconoscono in un orizzonte ecosocialista]

[Foto di copertina manifestazione antifascista del 9 dicembre 2017: tutti meno il sindaco di Como]

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