12 e 15 ottobre/ A Como una settimana per i diritti

Per un verso o per quell’altro (sotto la spinta dell’urgenza dell’attualità o con l’ambizione di spingere lo sguardo un po’ prima e un po’ più avanti di questi giorni), non possiamo smettere di occuparci dei diritti: dei diritti negati, dei diritti fraintesi, dei diritti che dobbiamo difendere e affermare ogni giorno. Prendendo atto di questa esigenza, le associazioni di Como dedicano il 12 e il 15 ottobre due importanti riflessioni a questi temi.

Il primo appuntamento, martedì 12 ottobre alle ore 21 allo Spazio Gloria, nasce in solidarietà con Mimmo Lucano, il sindaco dell’accoglienza a Riace, colpito da una scandalosa sentenza che lo vorrebbe in prigione per più di 13 anni. La solidarietà a Mimmo Lucano deve esprimersi non solo con una vicinanza umana e politica alla sua persona, ma anche con una riflessione su quell’esperienza di condivisione del futuro di un piccolo paese della Calabria tra persone native e migranti, un’esperienza che è stata giudicata capace di indicare una strada in Italia e all’estero, e che adesso il Tribunale di Locri vorrebbe chiudere definitivamente con la proclamazione della sua illegalità e con la punizione di tutte le persone che l’hanno animata (l’ex sindaco Mimmo Lucano, ma non solo). Sulla società civile italiana grava dunque un dovere di mobilitazione, che deve esprimersi nell’acquisizione dell’esperienza di Riace, nella sua riproposizione e rinnovamento in altri luoghi: un dovere di conoscenza e di azione. Arci Xanadù con Arci provinciale, FreeZone e Como senza frontiere propone quindi il documentario Esilio. La passione secondo Lucano, di Maurizio Fantoni Minnella (uno dei non pochi contributi cinematografici che in questi anni hanno raccontato proprio il paese calabrese); la proiezione sarà accompagnata dalla testimonianza di Rocco Cordì, coordinatore dei lavori di ripresa in Calabria, e da interventi delle realtà organizzatrici.

Il secondo appuntamento, venerdì 15 ottobre, sempre alle ore 21, all’Oratorio di Rebbio, inaugura il ciclo di approfondimenti che si vanno organizzando come occasioni di riflessione a partire dai cinque anni della rete Como senza frontiere (nata nella primavera del 2016, subito prima dell’estate che vide la critica situazione delle persone accampate alla stazione San Giovanni). Nella sottolineatura di questo “anniversario” non c’è ovviamente alcuna intenzione celebrativa, ma piuttosto la consapevolezza che molto resta da conoscere e da fare. Idealmente, il ciclo di incontri è iniziato domenica 3 ottobre con la Marcia “dei nuovi desaparecidos”, che Como senza frontiere organizza da cinque anni a questa parte quasi ogni mese (come nelle altre città che aderiscono alla rete “senza frontiere”) e che il 3 ottobre è stata proprio dedicata a Mimmo Lucano e alla Giornata nazionale delle vittime delle migrazioni. In perfetta continuità con queste “dediche” (che sono comunque il nucleo centrale dell’agire politico della rete), il primo incontro di approfondimento – Restare umani nel Mediterraneo – è dedicato all’esperienza di ResQ, ovvero la “seconda” nave (a fianco di Mediterranea) della società civile italiana impegnata nel salvataggio delle persone migranti nel mare Mediterraneo. Abbiamo già avuto modo di ascoltare le fasi preparatorie di questa “follia umanitaria” in precedenti occasioni (a Como durante la presentazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, con Luciano Scalettari che oggi è presidente di ResQ, e a Fino Mornasco, subito prima del dilagare del covid-19, quando l’organizzazione era in una fase cruciale), adesso la nave è operativa, ha già compiuto la prima missione, ed ha ovviamente bisogno di un supporto ancora più forte. Avremo quindi modo di ascoltare lo “stato dell’arte” da Giacomo Franceschini, del consiglio direttivo di ResQ, cui si affiancherà la testimonianza della giovane attivista comasca Camilla Romanò, “imbarcata” nella prima missione di ResQ (attualmente sulla nave è presente un’altra amica, Marilù, che ben conosciamo per la sua multiforme attività a Rebbio e non solo…).

I due incontri servono quindi a comporre uno sguardo sulla complessa situazione attuale, con un’attenzione particolare a uno dei temi che ne sono sono al centro – il fenomeno delle migrazioni – e alle molte possibilità di non abbandonarsi al fatalismo e all’inazione.

[Fabio Cani, ecoinformazioni / Como senza frontiere]

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