Sono passati decenni da quando l’associazione Dino Campana tentò di far cogliere alla citta di Como che la legge Basaglia era in vigore e che l’attenzione alla persone con problemi psichiatrici non poteva essere risolta con il loro confinamento e l’isolamento sociale. Per certi versi siamo ancora a quel punto e lo dimostra l’intervento dell’assessora ai Servizi sociali ricco di ottime intenzioni e privo di proposte concrete da parte di chi ha la responsabilità diretta del tema (va ricordato che tra i primi provvedimenti della giunta di destra a Como c’è stato il cambiamento di nome dell’assessorato da Politiche sociali a servizi) che pure ha ricevuto i fiori alla fine del suo saluto in apertura dei lavori, omaggio – riteniamo – un po’ retrò al suo essere donna certamente non espressione di gradimento della sala che nel dibattito ha formulato molti circostanziati e applauditissimi giudizi negativi sull’azione della politica locale. Ma (fortunatamente) il convegno ha parlato di altro e nei limiti del possibile ha cercato, grazie agli importanti contributi dei relatori (tutti maschi), di non attardarsi sulle colpe (gravissime e sottolineate anche nell’intervento addolorato graditissimo dal pubblico di Gianfranco Giudice) cercando invece di presentare proposte di azioni, di fatti, di possibilità di costruire le condizioni per una vita degna a una parte della città da sempre emarginata.

Questo l’obbiettivo degli organizzatori, chiaramente indicato da Tiziano Catolfi, referente del Coordinamento salute mentale di Como, che ha introdotto la serata. Al tema hanno risposto, fornendo importanti elementi di informazione e di proposta, sia Carlo Fraticelli, psichiatra e direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze di Como, che Leo Nahon, tra i protagonisti della storica rivoluzione di Basaglia e già direttore della Struttura complessa psichiatria dell’ospedale Niguarda, sia Gianluigi Fammartino, urbanista e personalità politica da sempre dalla parte dei diritti delle persone fragili. Gli spunti di Fammartino, in particolare le considerazioni su alcune esperienze positive in provincia di Caserta, ma anche a Albate, esposte con le foto, al solito straordinarie, di Gin Angri (fotografo di fama internazionale e direttore di Oltre il giardino) hanno dato il chiaro segno, anche ai molti architetti presenti in sala, di ciò che andrebbe studiato, progettato e realizzato e sulla possibilità concreta di farlo davvero. Grande l’attenzione delle tante persone che hanno partecipato con convinzione e numerosi interventi di denuncia, proposta e racconto nella Biblioteca di Como il 23 ottobre pomeriggio. Per la continuazione del progetto Donatella Galli ha auspicato la partecipazione diretta anche di persone che vivono su se stesse il problema. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Sulla pagina fb di ecoinformazioni è disponbile la diretta integrale dell’iniziativa. Già on line sul canale di ecoinformazioni anche altri video della serata in hd.

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