Le nostre ragioni: contenuti, metodi, media

ecoinformazioni, l’Arci di Como, l’Arci nazionale aderiscono, partecipano e promuovono lo sciopero generale del 16 dicembre. ecoinformazioni partecipa il 16 dicembre interrompendo ogni attività non finalizzata a dare eco alla mobilitazione. Nel seguito le nostre ragioni per partecipare alla lotta con la consapevolezza che contro Cgil e Uil è in corso un’offensiva non solo della cattiva politica che si schiera sempre dalla parte dei più ricchi, ma anche della cattiva informazione, mai come in questi giorni attiva contro i diritti, l’equità e la democrazia.

Contenuti

1. La proposta Cgil-Uil è letteralmente identica a quella concordata con la Cisl mesi fa.

2. La proposta era ed è perfettamente compatibile con il Pnrr, sia dal punto di vista dei numeri, sia per quanto riguarda la destinazione degli 8 miliardi.

3. La proposta non era rivoluzionaria, ma ragionevole, secondo la tradizione sindacale italiana. In sostanza si trattava di cogliere l’occasione dei fondi Pnrr per cominciare a colmare l’indecente crescita della disuguaglianza sociale. Proposta ragionevole non solo sul piano morale (che basterebbe) ma anche su quello economico. Si sa da tempo immemorabile che spostare ricchezza verso le classi più povere genera immediatamente consumi (accontentando particolarmente il settore del commercio) mentre se destinata a chi sta meglio genera risparmio o investimenti (finanziari) da parte delle famiglie.

4. La proposta non è corporativa, ma è rivolta al benessere complessivo della società.
E proprio questo è il punto insopportabile: il sindacato non deve avere un orizzonte culturale politico, per carità.

Metodi

5. La reazione del governo è basata sul seguente sillogismo: dato che la pandemia ha reso più poveri i poveri e più ricchi i ricchi (come ammette senza arrossire il Sole 24ore) con l’emergenza non possiamo permetterci di aiutare chi si trova nell’emergenza. Ci vuole “concordia sociale”, dunque le decisioni vengo prese e poi semplicemente comunicate al sindacato. Nessuno spazio a incontri e confronti. Metodo Bonomi insomma. La propostina Draghi di una patrimoniale peraltro omeopatica e provvisoria è durata pochi minuti. Vedete? Io ci ho provato. Ma, sapete, il governo ha al suo interno forze politiche diverse e interessi contrapposti.

6. Ma in altri casi (immigrazione, reddito di cittadinanza) i punti di vista diversi sono emersi a voce forte. In questo caso no. La timidezza del centrosinistra parlamentare nell’elaborare un proprio punto di vista e renderlo noto agli elettori dimostra la sua sconfortante fragilità di fronte alla sfida di governo (parlo del prossimo, ormai imminente governo).

Media

7. Si percepisce chiaramente una ben orchestrata campagna di disinformazione sullo sciopero che sembra puntare ben oltre la contingenza, cioè verso una delegittimazione del sindacato in quanto tale. Giornali, telegiornali, talk show e  tutte le loro derivazioni web diffondono con parole identiche le seguenti bugie: Landini cerca solo di rafforzare il sindacato in crisi (e vorremmo anche vedere che non lo facesse); Landini ostacola la lotta al coronavirus (lo sciopero non riguarda il sistema sanitario); Landini parla di politica (e vorremmo anche vedere che non ne parlasse).

8. Poiché molte circostanze si oppongono a una riuscita piena dello sciopero (difficoltà logistiche, clima reso ostile dalla propaganda e costo non indifferente per le famiglie dei lavoratori), i media preparano i commenti funebri. Poca gente, il Paese disapprova. Il sindacato ha perso. Anzi, il sindacato è morto. (Una buona occasione per approfondire il rapporto tra democrazia e sistema di informazione.) [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

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