Le granitiche certezze della politica canturina

«Abbiamo ascoltato attentamente il consiglio comunale che si è svolto il 14 dicembre a Cantù sul tema della Canturina bis e abbiamo notato ancora una volta che dalla maggio-minoranza (con l’esclusione del consigliere pentastellato, Rosario Enea) non si è ancora ben compreso il nocciolo della questione.

La mobilità di oggi è basata prevalentemente sull’uso dell’auto. Nessuno nega l’importanza che questo mezzo abbia avuto nel secolo passato. Ma ora ci troviamo a un bivio. Dobbiamo scegliere se ridurre le emissioni inquinanti, garantendo alle persone che gli spostamenti quotidiani possano avvenire con i mezzi pubblici oppure investire in un’opera che comunque non riduce i mezzi privati circolanti, ma li sposta all’esterno della città.
A tal proposito, lo studio del traffico a supporto dell’opera evidenzia benefici parziali che comunque non reggerebbero per tempi lunghi proprio perché la Canturina Bis diluisce solo temporaneamente il traffico, senza toglierlo o ridurlo. E’ dunque incondivisibile l’approccio politico che propone sempre la solita facile, ma inefficace risposta ai problemi di traffico.
Perché se davvero dobbiamo attuare i principi dell’ecologia integrale, tanto citati dal consigliere Gabriele Maspero durante il consiglio, dobbiamo anche mettere in dubbio un modello di mobilità (pars destruens) e saperne proporre un altro (pars costruens).
Perché se oggi ci sono città in cui le persone usano per 2/3 dei loro spostamenti solo bus e treni per muoversi, è perché qualcuno prima di loro ci ha pensato a costruire questo tipo di mobilità. E da qui nasce il nostro appello ad allocare le risorse economiche che si vorrebbero stanziare per la Canturina Bis nel potenziamento dei treni sulla Como-Lecco, in una mobilità integrata nei pressi delle stazioni e in un miglioramento dei servizi pubblici di trasporto su gomma (più frequenza e capillarità dei bus sul territorio).
Infine, ci domandiamo. Se così come cita il consigliere Vincenzo Latorraca (a favore dell’opera) bisogna tutelare la sicurezza dei pedoni in centro città, quanti benefici si otterrebbero invece a togliere traffico veicolare puntando su una mobilità pubblica?
Perché se a parità di costi economici si ottengono molti più benefici ambientali a costruire negli strumenti urbanistici un piano urbano della mobilità sostenibile, adottandolo sul territorio e poi veicolandolo ai cittadini (tramite un abbattimento dei disservizi e del costo dei biglietti dei mezzi collettivi), capite bene che la Canturina Bis, al confronto, presenta molti più costi ambientali, che reali benefici.
Ancora una volta, lo ribadiamo: no alla canturina bis, sì a tutte le (infinite) alternative che un’anacronistica politica non vuole vedere». [Coordinamento per la mobilità sostenibile – no alla canturina bis]

1 thought on “Le granitiche certezze della politica canturina

  1. Sono Canturina e non sono d’accordo col vostro punto di vista. Sostengo la proposta del gruppo di minoranza ( Latorraca),che chiede di scegliere,tra i tre progetti proposti, quello meno impattante sul Parco della Brughiera,sostenuto invece dal Comune di Mariano. Il problema del traffico a Cantù non è riferibile al traffico locale o dei cittadini che userebbero di più il treno o i bus; il problema sono i mezzi pesanti che attraversano la città su tutte le direttive per la logistica,a Cantù per fortuna esistono ancora aziende produttive. Nessuno di questi mezzi( se volete i dati dei passaggi giornalieri ve li posso fornire)utilizzerebbe la linea Como- Lecco ( da me utizzata tutti i giorni per recarmi a Como) e tantomeno i bus. Possiamo riparlarne,grazie. Giusi Benzoni

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